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Sabato 26 settembre 2015 si è svolta a Caldogno (VI) una serata di presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista” e di introduzione all’antispecismo e al veganismo etico.

Sabato 26 settembre 2015 si è svolta a Caldogno (VI) una serata di presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista” e di introduzione all’antispecismo e al veganismo etico.
Dichiarazione di Luana Martucci:
Il 21 settembre si è svolta l’udienza che vede 13 persone umane imputate di vari reati per la liberazione dei Cani del 28 aprile 2012 a Green Hill. In tale occasione il PM ha avanzato le sue richieste di pena.
Per riassumere la situazione il gruppo dei 13 soggetti imputati lo si può suddividere approssimativamente in 2 categorie.

Antoine de Saint-Exupery fa incontrare il Piccolo Principe con una Volpe che incredibilmente gli chiede di essere addomesticata. Una Volpe umanizzata che autolesionisticamente offre la propria libertà e la propria dignità di essere selvatico al piccolo Umano. Addomesticare vuol dire creare legami secondo l’autore, in realtà significa solo sottomettere, controllare e dominare; ma tutto ciò non compare nel dialogo tra i due: l’addomesticazione è spacciata come creazione di un legame esclusivo, importante, intimo e condiviso. Nulla di più falso.
Le favole e i racconti per bambini sono molto spesso veicolo di concetti specisti e violenti, atti a creare una vera e propria pedagogia del dominio, abituando e istruendo i più piccoli a essere ingiusti, insensibili e spietati nei confronti degli Animali: la proposta della Volpe, il suo atteggiamento bonario nei confronti dei cacciatori, la sua visione del mondo, il rito, le rose e i bruchi uccisi con noncuranza dal Piccolo Principe sono degli esempi eclatanti. Almeno le Rose “erano a disagio”.
di Antoine de Saint-Exupery
Capitolo XXI
In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
di Gary L. Francione
Paul Watson di Sea Shepherd è entrato di forza nella controversia su Cecil il leone. Watson bersaglia quelli di noi che sostengono l’assoluta mancanza di una significativa differenza morale tra uccidere gli animali per sport e uccidere gli animali per il piacere del palato, e che si oppongono all’uccisione di Cecil come impegno di rigetto del massacro di oltre 60 miliardi di altri animali a fini alimentari (senza contare quelli marini).
In “The Cult of Competitive Purism”, Watson sostiene che quelli di noi fermi su questa posizione siano “elitari” e colpevoli di “purismo”.
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