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In occasione della “Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne: 31 gennaio 2015” numerose persone umane si sono date appuntamento davanti al mattatoio di Roma in via Palmiro Togliatti.
Alla pagina www.campagneperglianimali.org/web/chi-mangi-oggi-al-meat-abolition-day-di-roma è visibile una galleria fotografica del presidio in cui si evidenzia lo striscione di grandi dimensioni raffigurante la pubblicità antispecista di Campagne per gli animaliCHI mangi oggi?” utilizzato durante l’evento.

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INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
31 Agosto, 1 e 2 Settembre 2012
Stupinigi (TO)


PROGRAMMA

VENERDI 31 AGOSTO

* 17.30-19.30
Oltre Green Hill: prospettive di lotta contro la vivisezione

La campagna contro Green Hill, che poteva rimanere una battaglia chiusa tra attivisti e un’azienda come la maggior parte delle campagne di protesta, è invece diventata un movimento pubblico che ha prepotentemente riaperto un dibattito sociale, mediatico e politico sul tema della vivisezione. L’acquisita libertà per 2.500 beagle è un fatto di una portata enorme e senza precedenti nel movimento internazionale e porta con se dei semi da far fruttare e su cui lavorare per la crescita di un movimento antivivisezionista determinato e intelligente.
In questo workshop il Coordinamento Fermare Green Hill analizzerà non solo i lati più entusiasmanti e le azioni più efficaci, ma anche i momenti più difficili di questa lotta e le problematiche nate con questo fermento antivivisezionista così ampio e diffuso.
Verranno inoltre presentati progetti e idee per una prospettiva a cui lavorare in futuro nella lotta alla tortura animale.

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Più volte ci è capitato di affrontare il discorso relativo all’identità  dell’animalismo in Italia, e più volte siamo stati costretti a constatare che l’animalismo nel nostro paese nonostante i molti anni di lavoro, di attività  e iniziative, non è riuscito ad elevarsi in alcun modo a movimento. I motivi sono numerosi ed in alcuni casi complessi, la ragione di fondo, però, è in estrema sintesi soltanto una: la mancanza assoluta di principi fondanti condivisi. Sebbene infatti l’animalismo come fenomeno sociale sia presente in Italia sin dalla fine degli anni ’70, nonostante le numerose sigle, gruppi, associazioni, collettivi nati, estinti o tutt’ora presenti nel tentativo di perseguire in vario modo la difesa degli interessi degli Animali (ci limitiamo a dare questa descrizione molto sommaria e generica degli scopi a causa dell’eterogeneità  della “galassia” animalista in oggetto), l’estrema diversità  di posizioni, ovvero la diversità  degli scopi finali, delle metodologie, delle strategie, non ha permesso sino ad oggi la trasformazione di un fenomeno sociale in un soggetto sociale coeso e forte. Per contro, la storia dell’animalismo italiano è costellata di screzi, lotte intestine, diatribe e veti incrociati che ne hanno in gran parte neutralizzato la diffusione sul territorio e l’efficacia dell’azione.

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