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Laura Matilde Mannino traduce per Peacelink un testo pubblicato dallo psicologo Lucius Caviola  a proposito di una sua recente ricerca, che dimostra come lo specismo sia effettivamente un costrutto psicologico e che ha affinità con altre forme di pregiudizio intraumane.
Di seguito al testo tradotto, è possibile leggere alcune riflessioni su queste ricerche che si potrebbero tranquillamente definire come “la scoperta dell’acqua calda“.

Antispecismo




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Testo tradotto e liberamente interpretato dall’originale pubblicato su www.humanemyth.org
Traduzione e adattamento a cura di Costanza Troini 

Speciesism – Specismo

Lo specismo (termine coniato dallo psicologo inglese Richard Ryder nel 1973) si riferisce all’atteggiamento di superiorità e dominio, esercitati in modo oppressivo sugli appartenenti a un’altra specie — in questo caso, gli animali non umani. Sarebbe considerato specista, per esempio, dire che il desiderio di gustare i loro corpi sia una giustificazione sufficiente per gli umani per togliere la vita agli altri animali, visti senza alcun valore o ragione di essere se non per essere usati. Lo specismo, come il razzismo, spesso implica il non riconoscimento del diritto degli altri al rispetto, all’integrità fisica e alla libertà dalla prigionia.

Animalismo Antispecismo Vocabolario




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Fonte: www.manifestoantispecista.org/web/definizione-di-antispecismo

Cogliendo l’occasione della bella foto inviata da Mauro Scalco (grazie di cuore!) che ritrae Victor mentre è alle prese con il testo di “Proposte per un Manifesto antispecista“, fornisco di seguito la definizione di antispecismo pubblicata nel libro alle pagine 13 e 14:

L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che lotta contro lo specismo, l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio veicolata dalla società umana. Come l’antirazzismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla presunzione dell’esistenza di razze umane e l’antisessismo respinge la discriminazione basata sul sesso, così l’antispecismo respinge la discriminazione basata sulla specie (definita specismo) e sostiene che l’appartenenza biologica alla specie umana non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del corpo di un essere senziente di un’altra specie. Gli antispecisti lottano affinché le esigenze primarie degli Animali siano considerate fondamentali tanto quanto quelle degli Umani, cercando di destrutturare e ricostruire la società umana in base a criteri sensiocentrici ed ecocentrici, che non causino sofferenze evitabili alle specie viventi e al Pianeta. L’approccio antispecista ritiene (considerando tutte le dovute differenze e peculiarità) che:

Antispecismo