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Helen Barker: I Am A Chicken

Helen Barker è un’artista inglese attiva per i diritti degli Animali sia come artivista attraverso le sue opere, sia come attivista nel gruppo EssexPig Save. Utilizza diversi media come l’illustrazione, la pittura, la scultura e la scrittura per far riflettere le persone umane sul loro rapporto con gli altri Animali e su come si venga indottrinati fin da subito allo specismo nei loro confronti. L’arte nelle sue diverse sfaccettature, diventa così un mezzo potente e prezioso per comunicare su più livelli e creare un contatto profondo con lo spettatore.


Quando sei diventata vegana? Ti è successo qualcosa in particolare che ha cambiato le tue idee e il tuo modo di considerare gli Animali?

Ho scelto di vivere in modo vegano nel 1996. Ero vegetariana da quando avevo 14 anni e, anche se ero attiva contro l’uso degli Animali in pratiche come la vivisezione, non avevo afferrato il concetto completo di specismo.

ArteVeganzetta


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Animal Rights Advocates
Blacksburg, VA (USA), maggio 1979
Da sinistra a destra: Peter Singer, Tom Regan, James Rachels, Stephen R. L. Clark, Henry Spira

Animalismo Notizie sull'attivismo Storie


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Dora Zambo

Dóra Zambó è nata nel 1978 a Sopron (Ungheria). Ha frequentato i corsi di specializzazione di moda e design alla scuola superiore di Wiener Neustadt (Austria), dove ha conseguito il diploma. Ha seguito i corsi di filosofia e di linguistica tedesca e polacca presso l’Università Cattolica “Péter Pázmány” a Budapest, dove si è laureata con il massimo dei voti. Nel 2009 si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria al corso di laurea di Decorazione con il massimo dei voti, presentando come tematica il rapporto tra il dramma umano-animale e quello dell’arte, intitolando la tesi “Tragico”. Nel 2011 si è laureata alla suddetta accademia in Scultura portando avanti la ricerca sullo sfruttamento degli animali nell’arte contemporanea, “Occhi foderati di prosciutto”.
Vive e svolge il suo lavoro artistico in Germania, a Berlino.

Sito web: www.zambodora.com 

ArteVeganzetta


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Recentemente si è appresa notizia di ciò che potrebbe essere definito un vero e proprio caso, diventato mediatico. Caterina Simonsen, giovane studentessa all’Università di Bologna, è una ragazza di venticinque anni affetta da alcune malattie rare. Per questioni di privacy e rispetto nei confronti della giovane, non entrerò nei dettagli della sua situazione, resa nota da orde di messaggi e post apparsi sul noto social network, Facebook. In ogni caso, è assai difficile che le informazioni in altrui possesso siano effettivamente complete, pertanto eviterò di affrontare la situazione nella fattispecie. Ciò che mi prefiggo come obiettivo di questo articolo, invece, è riportare “giornalisticamente”, come da titolo, due possibili versioni concernenti il caso Simonsen. Al fine di evitare incomprensioni, già sorte altrove, intendo specificare chiaramente che questo articolo acquista carattere puramente informativo. Per correttezza e completezza d’analisi, le due “teorie” esposte sono da intendere come possibilità. Nonostante ciò, al termine delle due versioni esprimerò separatamente alcune considerazioni personali. 

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