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Louise Michel

Il sito web del programma radiofonico “Restiamo animali” propone un interessante articolo su Louise Michel e sul suo profondo rapporto con l’animalismo, di seguito un estratto dell’articolo, a firma di Lorenzo Guadagnucci, che si può leggere per intero al seguente indirizzo: www.restiamoanimali.it/blog/2020/11562/


Oggi vogliamo parlare brevemente di Louise Michel, insegnante e rivoluzionaria francese, vissuta fra 1830 e 1904, famosa per il ruolo avuto durante la Comune di Parigi, forse il primo importante episodio di rivoluzione sociale in Europa. La Comune fu soffocata nel sangue dopo appena due mesi nella primavera del 1871 ma è rimasta nella storia del continente come un esempio e un ammonimento. Marco Rovelli, nel libro Il tempo delle ciliegie edito da Elèuthera, racconta l’avventura di Louise Michel, figlia illegittima di un nobile, donna votata all’abbattimento delle costrizioni tipiche della società patriarcale.

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Da Manifesto antispecista

Dal remoto 2002 (il testo è tratto dal giornale Contropotere – anno 1, numero 4, settembre 2002) alcune considerazioni sul rapporto anarchia – antispecismo.
A giudicare dallo stato delle cose attuale non si sono fatti molti passi avanti.


Fonte: www.ecn.org/contropotere/press/71.htm

Metodo anarchico ed animalismo

Anarchismo e specismo? Due termini che stridono fra loro: semplicemente, l’uno esclude l’altro. La questione animalista è un problema scomodo da porsi… Troppo ben abituati, troppo viziati dall’opulento mercato-fabbrica delle abitudini per poter di colpo rinunciare all’alimentazione ed altre consuetudini cominciando a considerare gli animali come esseri viventi, coscienti, liberi.. Se come anarchici abbiamo rintracciato nella gerarchia un male e ci rendiamo conto di quanto questa sia presente nel vivere moderno, non tutti hanno ancora individuato la più grande, la più presente delle oppressioni, tanto accettata e giustificata da non suscitare nemmeno l’attenzione dei più.. Stiamo parlando di una forma di discriminazione biologica: non è il razzismo, ma lo specismo. Stiamo parlando di un dominio e di una lotta che può vedere come unico vincitore il soggetto più forte ed avanzato. Animali allevati per diventare servi, animali torturati per la scienza, animali uccisi per vestirci, animali uccisi per sfamarci, animali uccisi per divertirci. Bistecche e latticini, lussuriose pellicce, tortura, vivi-sezione e test clinici, circhi e corride, animali-oggetto nelle case dei ricchi borghesi… In nome di cosa? In nome dell’Uomo. Quando espongo le mie idee a molti compagni che si definiscono ”anarchici”, sostenendo che l’uguaglianza deve essere estesa come principio a tutti gli esseri portatori di libertà, e non solo all’uomo, mi trovo di fronte il più delle volte a giustificazioni infantili, ad attacchi ed accuse senza senso, il più delle volte a risposte tipicamente borghesi..

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