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Veganzetta cesso

Care lettrici e cari lettori di Veganzetta,

Dopo ben quattordici anni di vita virtuale era davvero giunto il momento di fare pulizia e mettere un po’ di ordine ai testi, documenti, fotografie, video e link pubblicati su questo sito web. Quattordici anni per la Rete equivalgono ad una vera e propria era geologica, infatti molti dei siti web, gruppi, associazioni o collettivi citati nei vari articoli pubblicati, si sono estinti da tempo come i Dinosauri.

Comunicati




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Sin dalla sua nascita Veganzetta, essendo liberazionista e non abolizionista, ha tenuto debitamente le distanze con tutto ciò che riguarda leggi, norme e regolamenti sul rapporto tra gli Umani e gli altri Animali. E’ anche vero però che per affrontare e risolvere un problema è necessario conoscerne ogni aspetto, dunque – purtroppo – anche quello legale. Per tale motivo si pubblica una lettera ricevuta da Piero Liberati, storico attivista anticaccia e fondatore di Vallevegan, nella quale si fa il punto sullo stato attuale della fauna selvatica in Italia e sulla giungla di leggi che la riguardano. Buona lettura.


L’altra notte ho incontrato di nuovo un lupo e non è stato come le tre volte precedenti.
L’altra notte era della settimana scorsa o forse di mesi fa oppure ancora prima, perché quando incontri un lupo non puoi ricordare tutto, devi ripassare i tempi ed i dettagli, come con una poesia. Non è stata come la prima volta, allora l’avevo scambiato per un cane che stava attaccando una capra: corsi, urlai e provai a tirare via questo strano cane grosso, scuro, agilissimo che, appena si accorse di me, fece un balzo sovruman… sovracanino, e mi fissò con stranissimi occhi gialli che riflettevano troppo la luce della mia torcia. Lui fuggì da una parte e io dall’altra; fu la prima volta in vita mia che bestemmiai contro qualcosa che non esiste.

Lettere da chi legge Veganzetta




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Opera di Roberto Manzotti

Si propone un importante testo del filosofo statunitense Steve F. Sapontzis professore emerito presso la California State University e autore del famoso libro Morals, Reason, and Animals (1987). Predation pubblicato nel lontano 1984 per la rivista Ethics and Animals (Vol. 5: Iss. 2) e qui tradotto in italiano per la prima volta sul web, affronta nel dettaglio il tema etico dell’intervento umano nella predazione animale in relazione al dovere umano di ridurre la sofferenza animale, un argomento ancora oggi importante e in gran parte irrisolto (non solo in ambito animalista).

Animalismo Antispecismo




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"Cane disteso" - Roberto Manzotti

Se c’è qualcosa che come Umani e quindi come Animali ci spaventa, questo è il dolore.

La capacità di provare dolore è una delle caratteristiche fondamentali del nostro essere Animali, è fisiologica e vitale. Grazie al dolore, che possiamo provare con sorprendente rapidità, siamo in grado di avere una percezione completa dei pericoli che ci circondano, possiamo reagire per allontanarcene, per fuggire da ciò che esso rappresenta, per farlo cessare.
Il dolore è dunque legato a doppio filo con la nostra capacità di reazione immediata, di fuga, di movimento: un dolore senza la possibilità di una rezione non avrebbe senso, sarebbe solo crudele.

Animalismo Antispecismo




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In relazione alla vicenda della scultura della porchetta esposta a Roma, si riceve e si pubblica il seguente testo.


Alla luce degli eventi che hanno seguito l’installazione della scultura Dal panino si va in piazza a Roma, siamo dell’idea che il dibattito sollevato palesi un’inconsapevolezza generale delle tematiche sull’Animale e sull’ambiente. Il nostro intento è stato quello di mettere in luce quanto queste due realtà siano complementari.

Ha suscitato scalpore l’installazione del giovane studente romano Amedeo Longo, Dal panino si va in piazza, sotto l’iniziativa del progetto Piazze romane supportato dal Municipio Roma I Centro e la Rome University of Fine Arts (RUFA). L’intento non è qui quello di soffermarsi sulla validità artistica dell’installazione – a eventuali critici l’arduo compito – quanto richiamare l’attenzione sulle critiche che hanno seguito quel che è stato definito “atto vandalico” dalle istituzioni promotrici dell’opera e dai suoi autori.

Lettere da chi legge Veganzetta