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Si segnala questo interessante incontro a Trieste, vi si potrà trovare anche la Veganzetta.
LIBERAZIONE ANIMALE
SPUNTI PER UNA TEORIA E UNA PRATICA ANTISPECISTA
INCONTRO/DIBATTITO CON ALCUNI ATTIVISTI DELLA
COALIZIONE CONTRO LA VIVISEZIONE NELLE UNIVERSITA’
Il movimento di liberazione animale nell’ultimo decennio ha assunto un’importanza rilevante all’interno del movimento di rivendicazione dei diritti degli animali. A livello internazionale e nazionale si è assistito ad una diffusione di campagne di pressione che hanno messo in crisi istituzioni e multinazionali implicate nello sfruttamento degli animali non umani, in particolare per ciò che riguarda l’industria della vivisezione che ogni anno tortura dai 300 ai 400 milioni di animali. Di fronte alla parzialità dei risultati raggiunti dalle associazioni animaliste ed ambientaliste, sono andati delineandosi metodi di opposizione diretta che, individuati gli obiettivi primari, hanno messo in atto pratiche di lotta vincenti.


Più volte ci è capitato di affrontare il discorso relativo all’identità dell’animalismo in Italia, e più volte siamo stati costretti a constatare che l’animalismo nel nostro paese nonostante i molti anni di lavoro, di attività e iniziative, non è riuscito ad elevarsi in alcun modo a movimento. I motivi sono numerosi ed in alcuni casi complessi, la ragione di fondo, però, è in estrema sintesi soltanto una: la mancanza assoluta di principi fondanti condivisi. Sebbene infatti l’animalismo come fenomeno sociale sia presente in Italia sin dalla fine degli anni ’70, nonostante le numerose sigle, gruppi, associazioni, collettivi nati, estinti o tutt’ora presenti nel tentativo di perseguire in vario modo la difesa degli interessi degli Animali (ci limitiamo a dare questa descrizione molto sommaria e generica degli scopi a causa dell’eterogeneità della “galassia” animalista in oggetto), l’estrema diversità di posizioni, ovvero la diversità degli scopi finali, delle metodologie, delle strategie, non ha permesso sino ad oggi la trasformazione di un fenomeno sociale in un soggetto sociale coeso e forte. Per contro, la storia dell’animalismo italiano è costellata di screzi, lotte intestine, diatribe e veti incrociati che ne hanno in gran parte neutralizzato la diffusione sul territorio e l’efficacia dell’azione.
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