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Il recente documentario “Sotto pressione” racconta la genesi e in parte lo svolgimento e l’epilogo di due fondamentali campagne di pressione e boicottaggio in favore degli Animali che il nostro Paese ha vissuto a partire dai primi anni 2000: la campagna antivivisezionista Chiudere Morini e Campagna A.I.P. (Attacca l’Industria della Pelliccia), le due importanti vicende vengono esposte attraverso i ricordi di alcune persone umane che vi hanno preso parte direttamente. Il documentario è ben girato e montato (la presenza di Giacono Giorgi nel progetto è sinonimo di qualità) e alterna considerazioni personali dei soggetti coinvolti a spezzoni di video di repertorio di manifestazioni, picchetti, proteste coreografiche, allucchettamenti, investigazioni e liberazioni a volto coperto di Animali in Italia e all’estero.
“Sotto pressione” rappresenta un primo concreto passo verso la rielaborazione storico-critica di alcune delle più importanti campagne di liberazione animale d’Italia ispirate a precedenti campagne di pressione statunitensi e inglesi; anche solo per tale motivo il documentario è da ritenersi un progetto di considerevole interesse, sebbene proponga nel suo svolgimento una versione chiaramente incompleta di quanto accaduto.
Dalle interviste emerge il senso d’urgenza, l’energia, la rabbia, la speranza di poter realmente combattere un sistema ingiusto e crudele, la voglia di liberare gli Animali che si provavano in quegli anni molto intensi in ambito animalista radicale, così come vengono citate le vittorie ottenute come la chiusura del larger di Morini con la liberazione degli Animali imprigionati e la politica fur-free di alcuni colossi della moda. Allo stesso tempo, seppur blandamente e parzialmente (mancano i punti di vista di altri importanti pezzi della galassia animalista radicale di quei tempi) emergono anche le criticità, l’inesperienza, i gravi errori e le amare sconfitte che hanno contribuito ad impedire la nascita di un vero e proprio movimento liberazionista e antispecista italiano.
I punti salienti dell’attivismo animalista radicale in Italia degli ultimi 25 anni possono essere considerati principalmente quattro: Chiudere Morini, Campagna A.I.P., l’occupazione della Facoltà di Farmacologia e Milano e la campagna Fermare Green Hill. “Sotto pressione” affronta dunque i primi due, tralasciando gli altri. La speranza è che questo documentario sia solo il primo di una lunga serie di lavori di ricerca utili al recupero fondamentale della memoria storica di quanto accaduto, sia come utile strumento di riferimento per le giovani generazioni impegnate nell’attivismo antispecista, per non ripetere gli errori – fatali – commessi, sia come punto di partenza per una rielaborazione critica di quegli anni da parte di chi li ha vissuti, nel tentativo di comprendere finalmente ciò che è stato e giungere ad una conclusione pacifica.
In un panorama come il nostro contraddistinto da un assoluto oblio in fatto di lotte animaliste liberazioniste del passato (solo la mitica “distro” di Equal Rights Forlì e poche altre lodevoli realtà ne conservano traccia), “Sotto pressione” dunque rappresenta una gradita novità, ricordandoci quel periodo di intense azioni e di grandi ideali e speranze che ben traspaiono dalle parole e dalle emozioni di chi ne parla nel documentario.
Un ringraziamento va ad autrici e autori per aver concesso a Veganzetta la visione in anteprima del documentario.
Scheda tecnica del documentario:
Sotto pressione
Storie di lotta per la liberazione animale
Un documentario di: Elena Testa, Enrico Garello, Giacomo Giorgi, Raffaella Tolicetti
Anno di produzione: 2026
Durata: 71 min.
Paese di produzione: Italia
Lingua: italiano
Animazioni: Tessel Dekker, Segolia Films
Fotografia: Giacomo Giorgi
Montaggio, post-produzione: Giacomo Giorgi
Riprese aggiuntive: Enrico Garello, Giuseppe Garau
Riprese aeree: Francesco Ceccarelli
Maggiori informazioni:
Trailer ufficiale:
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