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Di seguito si propone la traduzione dall’inglese di un testo ormai storico: si tratta delle linee guida che hanno caratterizzato le azioni dell’A.L.F. (Animal Liberation Front) sin dalla sua nascita. Riproporle al giorno d’oggi mentre stiamo vivendo un periodo caratterizzato da confusione, smarrimento e revisionismo, potrebbe essere di una qualche utilità.


Animal Liberation Front (A.L.F.) – Frequently Asked Questions – FAQ a cura del North American A.L.F. Supporters Group

Che cosa è l’Animal Liberation Front?

L’Animal Liberation Front (A.L.F.) effettua azioni dirette contro l’abuso degli animali, salvando le vittime e causando perdite economiche agli sfruttatori degli animali stessi, solitamente attraverso il danneggiamento e la distruzione delle loro proprietà.

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Murale omaggio a Barry Horne

5 novembre 2020. Sono passati 19 anni dalla morte di Barry Horne. Ma vale sempre la pena di raccontare la sua storia.

Nato a Northampton (GB) il 17 marzo 1952. Anarchico. Attivista vegan, animalista e militante dell’A.L.F.
Morto nel 2001 per complicazioni causate dall’ennesimo sciopero della fame per obbligare il governo britannico ad avviare un’indagine pubblica sulla sperimentazione animale, Horne è una delle figure simbolo della lotta per la liberazione animale.

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Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 dicembre 2019 dodici capanni di caccia presenti sul Montorfano tra i paesi di Erbusco, Coccaglio e Cologne (in Franciacorta, nel bresciano), sono stati distrutti durante un blitz dell’A.L.F. (Animal Liberation Front) che ha anche liberato un numero imprecisato di Uccelli prigionieri utilizzati come richiami per la caccia. Il motivo del raid è stato vergato a chiare lettere sulle mura dei capanni: «Nessuna tregua. Cacciatori merde».
A questo indirizzo è possibile visionare una galleria fotografica.

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Dal Coordinamento Fermare Green Hill: www.fermaregreenhill.net


IL Coordinamento Fermare Green Hill HA RICEVUTO IN FORMA ANONIMA UNA SERIE DI FOTO, UN VIDEO E IL SEGUENTE TESTO, CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO E DIFFONDIAMO:

“Questi sono cinque dei fortunati cani liberati dal lager Green Hill il 28 aprile 2012.

I nostri cuori si riempiono di gioia al pensiero che la loro vita non sarà alla mercé dei vivisettori, ma non smetteremo mai di lottare per gli altri 2500 ancora prigionieri in quel luogo di morte e per tutti gli altri animali rinchiusi, sfruttati e resi cibo, indumento, e altri oggetti dagli esseri umani.

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