Tag: mattatoio



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nomattatoio

Sabato 28 febbraio si è tenuto a Roma il terzo presidio davanti al mattatoio di Viale Palmiro Togliatti.
Anche questa volta, come le precedenti, è stato molto partecipato: presenti più di cento persone, di tutte le età, compresa una bambina accompagnata dalla madre, orgogliosa di manifestare in difesa degli Animali; e anche questa volta l’esito è stato positivo: tanti i passanti che si sono fermati a leggere i cartelli, che hanno preso i volantini, che hanno annuito con gli occhi bassi in segno di approvazione della nostra protesta. La soddisfazione più grande è quando qualcuna/o che si trova a passare di lì per caso si ferma e decide di unirsi al presidio. È già successo e si spera che succederà ancora.

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Macello
“In inverno, alcuni maiali arrivano congelati per aver viaggiato vicino alle pareti del camion. Gli legano una catena addosso e li tirano fuori di forza, talvolta strappandogli la pelle che resta attaccata al metallo. Può essere che siano ancora vivi, ma i lavoranti li gettano sulla pila dei morti. Tanto moriranno, prima o poi”.

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Stralci della notizia pubblicata su Rabble.ca

Toronto: Attivisti bloccano l’entrata di un mattatoio

E’ iniziato alle 8:00 di una grigia mattinata di giovedì (6 novembre 2014, N.d.R.), davanti al St. Helen’s Meat Packers, un mattatoio nella zona ovest di Toronto.

Con un atto di disobbedienza civile passiva, sei attivisti hanno occupato la strada per impedire ai camion di consegnare le Mucche alla struttura. Sessantacinque o settanta altri attivisti erano presenti in segno di solidarietà. 

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jofrederiks

Jo Frederiks, artista australiana, pittrice ed attivista per i diritti degli Animali, è una delle esponenti più interessanti nel panorama ancora poco conosciuto dell’arte vegan.

Dopo una carriera come modella e cover girl, decise di dedicarsi all’arte, studiando e laureandosi con lode all’Accademia d’arte di Brisbane.

La sua vita prese una strada diversa, volgendo i propri sforzi artistici agli Animali, alla rappresentazione della loro bellezza e libertà in un contesto naturale, ma anche nella profonda ingiustizia inflitta loro dall’Umano.

Se da una parte Jo racconta ogni Animale fedelmente, attraverso la matita o la pittura ad olio, descrivendone in minuziosi dettagli gli aspetti, dando forza al carattere e all’unicità in quanto individuo di ogni singolo esemplare rappresentato, dall’altra denuncia duramente la situazione in cui versano miliardi di Animali d’allevamento e da intrattenimento e come i poteri politici, economici e religiosi sostengano e perpetuino l’ Olocausto Animale, grazie all’appoggio silenzioso dei consumatori. 

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ArteVeganzetta