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illustrazione tratta dal libro "Happy Meat" di Roger Olmos
L’ultimo lavoro dello spagnolo Roger Olmos, Happy Meat, analizza la realtà della “carne felice”, quella che viene prodotta dalle fattorie che passano per luoghi dove gli Animali vivono liberi e, appunto, felici. Roger Olmos non ha certo bisogno di presentazioni e, in quanto all’ultimo libro in collaborazione con la Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia, non vogliamo anticiparvi nulla. Possiamo solo dirvi che è, a nostro modo di vedere, il più “visionario” di tutti quelli finora realizzati dal geniale illustratore spagnolo. Un pugno durissimo in faccia al lettore che non può che restare segnato dal colpo di scena finale. Abbiamo incontrato Olmos e gli abbiamo fatto un po’ di domande sulla letteratura di genere, quella che qui potremmo definire “animalista” e sui linguaggi specisti che ancora oggi si trovano persino sui libri per bambini.

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L’Oasi della Pace La Belle Verte è un rifugio per Animali “da reddito” scampati alla morte aderente alla Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia. Sita in una zona di campagna del Comune di Carpeneto (Alessandria), l’oasi è gestita da una coppia di attivisti che con il loro bimbo vivono a stretto contatto con circa una quarantina di Animali salvati dal macello: Mucche, Asini, Pecore, Capre, Maiali, Conigli, Galline… Tutti accuditi amorevolmente e con competenza.

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mucca-in-un-macello

Il caso del mattatoio di Ghedi (BS) è assurto agli onori della cronaca al punto da occupare le pagine dei giornali, soprattutto locali ma non solo.
Il giornale Brescia Today descrive uno scenario incredibile alla maggior parte delle persone umane che mangia Animali, ma assai noto a chi si oppone a questa pratica:

Emergono nuovi e inquietanti particolari sull’inchiesta capitanata dalla Procura di Brescia e dalla Guardia Forestale, che ha portato al sequestro preventivo dell’azienda di macellazione Italcarni di Ghedi. Scene di maltrattamenti che sarebbero state riprese minuto per minuto dalle telecamere nascoste fatte installare dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani: filmati che ora diventano pesantissimi capi d’accusa.

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