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Versione audio del racconto “Selvaggina pregiata” (titolo originale “Fair game”, 1959) del grande scrittore Philip K. Dick.
La voce narrante è di Rosanna Lia.
Grazie a Simona Dimitri per la segnalazione. Buon ascolto.
Versione audio del racconto “Selvaggina pregiata” (titolo originale “Fair game”, 1959) del grande scrittore Philip K. Dick.
La voce narrante è di Rosanna Lia.
Grazie a Simona Dimitri per la segnalazione. Buon ascolto.

Normalmente su Veganzetta non si pubblicano appelli come quello che potrete leggere di seguito, ma nel periodo che stiamo vivendo di normale pare non esserci più nulla. Il Coronavirus e soprattutto la reazione di panico che si è venuta a generare, hanno contribuito a bloccare quasi ogni attività economica, culturale, politica e sociale (nel bene e nel male) non solo nel nostro Paese. Se da un lato si è verificato il blocco di alcune attività sanguinarie come ad esempio le corride in Spagna (notizia che non può che farci un enorme piacere), dall’altro anche le indispensabili attività in favore degli Animali, sono inevitabilmente paralizzate. Ciò provoca a chi si deve occupare di Animali salvati o recuperati da situazioni difficili dei danni considerevoli, prima di tutto economici. Nel suo appello l’associazione Vitadacani ci spiega la situazione di emergenza in cui sue le strutture si sono venute purtroppo a trovare. Se potete dare una mano, in ogni senso, ma soprattutto economicamente, questo è il momento per farlo.
Il titolo che ho scelto per questa fotografia, scattata da Randy Olson per il National Geographic, forse sarebbe piaciuto a David Foster Wallace. “Mangiare Coccodrilli alla sfilata di moda”. Purtroppo però non si tratta di narrativa, ma di qualcosa che realmente accade alle sfilate che si tengono nei centri commerciali di fascia alta a Guangzhou, in Cina. I due Coccodrilli sono appena stati tolti dalla teca, dove vivevano reclusi e lasciati sul pavimento in attesa di essere uccisi. Saranno cucinati per la cena che si terrà dopo il fashion show.

Con l’avanzata mondiale di COVID-19 tornano in auge film e serie TV che tracciano scenari distopici post-apocalittici, causati da pandemie, che colpiscono la nostra specie. Una di queste serie è molto famosa, risale addirittura agli anni ’70 del secolo scorso e ce ne parla Tamara Sandrin in un suo articolo. La serie in Italia è conosciuta come “I sopravvissuti” e propone un’ipotesi inquietante su ciò che potrebbe diventare una società umana scampata a un virus letale. Nella serie in questione, in estrema sintesi, si sostiene che non solo la nostra specie potrebbe non imparare nulla da un evento come una pandemia provocata dalla distruzione della Natura, ma addirittura potrebbe cercare di riorganizzare una società secondo modalità anche peggiori rispetto a quelle già conosciute.
fonte: cavegan.wordpress.com/2020/03/18/survivors
Ovvio e scontato, oggi, parlare di Survivors1 (serie inglese degli anni ’70 creata da Terry Nation), ma vorrei proporre delle riflessioni, amare, che la serie ha da sempre suscitato in me e che ora sento vive e pressanti, oltreché attuali.
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