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Trasferimento di un Orso - Four Paws - Ucraina 2022

Sesta parte dell’articolo Anche gli Animali soffrono la guerra


Arrivano nuove notizie dall’Ucraina.
Gli Orsi del White Rock Bear Shelter, un rifugio situato vicino a Kiev sono stati spostati al Bear Sanctuary Domazhyr situato nei pressi di Leopoli, dove la situazione è più tranquilla. Si tratta di 7 Orsi che sono stati affidati alle cure dei veterinari di Four Paws International, la grande organizzazione internazionale specializzata nel recuperare Animali anche nelle zone di guerra. Purtroppo la situazione si fa sempre più drammatica e Four Paws sta già pianificando nuovi trasferimenti. Trasferimenti che, forse vale la pena ricordarlo, sono tutt’altro che facili e spesso avvengono in mezzo ai bombardamenti.

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Vitadacani
Normalmente su Veganzetta non si pubblicano appelli come quello che potrete leggere di seguito, ma nel periodo che stiamo vivendo di normale pare non esserci più nulla. Il Coronavirus e soprattutto la reazione di panico che si è venuta a generare, hanno contribuito a bloccare quasi ogni attività economica, culturale, politica e sociale (nel bene e nel male) non solo nel nostro Paese. Se da un lato si è verificato il blocco di alcune attività sanguinarie come ad esempio le corride in Spagna (notizia che non può che farci un enorme piacere), dall’altro anche le indispensabili attività in favore degli Animali, sono inevitabilmente paralizzate. Ciò provoca a chi si deve occupare di Animali salvati o recuperati da situazioni difficili dei danni considerevoli, prima di tutto economici. Nel suo appello l’associazione Vitadacani ci spiega la situazione di emergenza in cui sue le strutture si sono venute purtroppo a trovare. Se potete dare una mano, in ogni senso, ma soprattutto economicamente, questo è il momento per farlo.

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Lunedì 3 dicembre 2018 alle ore 13,00 presso il Tribunale di Brescia in via Lattanzio Gambara 40, si terrà la prima udienza del processo contro le cinque persone umane attiviste che salirono sul tetto del lager per Cani di Green Hill il 14 ottobre 2011. Di seguito un testo e un video di uno degli attivisti sotto processo: Giuliano Floris. Veganzetta esprime solidarietà ed invita a presenziare al processo, per supporto alle imputate e agli imputati che lottarono per la liberazione di 2500 Cani beagle rinchiusi nel lager di Montichiari.

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Cuccioli di beagle liberati

Si riceve e si pubblica il comunicato del Coordinamento Fermare Green Hill.

Ma prima, una breve considerazione sulla questione del processo.
Sicuramente il Coordinamento Fermare Green Hill e Vitadacani hanno svolto nel tempo un lavoro encomiabile, e sono tra i maggiori protagonisti del successo ottenuto: il merito di quanto accaduto va loro riconosciuto. E’ legittimo che ci siano associazioni che si costituiscano parte civile al processo, nel tentativo di ottenere un risarcimento economico che danneggi ulteriormente gli aguzzini di Green Hill. Allo stesso modo è legittimo che chi ha lottato per la liberazione dei Cani imprigionati, segua lo processo in questione e vigili sul suo andamento. Il problema di fondo rimane però sempre lo stesso: il fatto che ci si affidi a un processo celebrato da istituzioni speciste, secondo leggi speciste (quindi legittimandole, così come l’idea che sottendono). Leggi che normano e permettono lo sfruttamento degli Animali, e che puniscono comportamenti errati o colpevoli nelle modalità di sfruttamento di esseri senzienti, che in ogni caso sarebbero finiti sotto i ferri dei vivisettori.
Il processo contro Green Hill è indubbiamente importante, ma è e rimane un processo contro specifici maltrattamenti, e non certo contro la vivisezione in quanto tale. Per abbattere e sconfiggere definitivamente la tortura sugli Animali non servono processi, ma capovolgimenti culturali e consapevolezze individuali e collettive. La vera giustizia per le vittime non umane della vivisezione non è da ricercarsi nei tribunali.


Lo scorso lunedì 23 giugno si è tenuta la prima udienza del processo contro Green Hill srl.

Sono imputati Bernard Gotti, consulente della Marshall Bioresources e responsabile delle procedure interne dell’allevamento di Montichiari, Ghislane Rondot, che gestiva di fatto Green Hill insieme a Gotti, Roberto Bravi, direttore dell’allevamento, e Renzo Graziosi, il veterinario.  

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