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Go Vegan 2024

Oggi 1° novembre 2025 è il World Vegan Day.

Buon Giorno Internazionale del Veganismo a tutte le persone umane vegane che con la loro esistenza e resilienza dimostrano quotidianamente che vivere cercando di impattare il meno possibile sugli altri viventi e sull’ambiente non solo è possibile, ma giusto e indispensabile.
In questo giorno speciale si propone la traduzione di un breve ma significativo passo del testo scritto da Leslie J. Cross, vice presidente della della The Vegan Society, nel 1954. Il testo si intitolava “The Surge of Freedom“.

La parola “veganismo” è un simbolo che rappresenta un cambiamento radicale, una nuova mutazione paragonabile alla liberazione dei servi e degli schiavi.
[…] Lo scrittore americano Henry Bailie Stevens ha sostenuto che una delle “svolte sbagliate” intraprese dall’uomo in qualche momento della sua evoluzione è stata la schiavitù (“addomesticamento”) degli animali. L’affermazione è a dir poco logica. Non c’è molto buon senso, ad esempio, nel chiedere la pace sulla Terra e allo stesso tempo perseguire quella che equivale a una guerra contro gli animali.

Notizie sull'attivismo Veganismo


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Primissimo piano di un Gatto rosso

Dicono che ti affezioni al luogo
dicono che cerchi solo cibo
dicono che non sai amare.
Dicono mille cose retoriche
quelli che non ti conoscono
quelli che non ti amano.

Poesie


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cacciatore di spalle con fucile

La psicologa e psicoterapeuta Annamaria Manzoni invia a Veganzetta un suo testo di recente pubblicato sul web che riguarda alcuni aspetti sociali e psicologici dell’oscena pratica della caccia. Buona lettura.


“Il diritto di uccidere un cervo o una mucca è l’unica cosa sulla quale l’intera umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose”1

La critica alla caccia non si limita oggi a particolari modi o tempi, ma è globale nel senso che ne mette in discussione la stessa essenza, la sua liceità, tanto che alcune associazioni hanno promosso una raccolta firme, grazie a cui verrà portata in senato una Proposta di Legge per la sua abolizione. Abolizione, non limitazione nel tempo e nello spazio, nel rilascio di autorizzazioni o nel numero delle specie cacciabili. Abolizione, perché nulla di ciò che questa attività comporta può essere considerato accettabile. Proprio come nulla di accettabile può essere rintracciato nelle guerre, quelle alle quali ci eravamo illusi, nel mondo occidentale, di avere posto fine: le avevamo in realtà solo spostate un po’ più in là, in tutti quei paesi da cui è stato semplice fare filtrare solo rare informazioni, facilmente stipabili nel grande magazzino del rimosso. Per poi risvegliarci un giorno dal torpore e prendere atto che i governi, il nostro e gli altri, non avevano mai interrotto una smisurata produzione di armi. Perché, oggi si sentenzia, si vis pacem para bellum: ignorando la replica all’antico enunciato, secondo cui, invece, se vuoi la pace è la pace che devi preparare. Elementare Watson.

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