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Questa fotografia, scattata dal fotografo Sergey Gorshkov, ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2020. È stata realizzata (sembra incredibile!) con una trappola fotografica nell’estremo oriente russo e ci mostra una Tigre siberiana che abbraccia un albero, un antico Abete della Manciuria. Il senso di protezione e di amore che questo grande Felino sembra dimostrare per l’Abete ci arriva come il simbolo perfetto di una terra recentemente martoriata. Nel 2019 infatti, centinaia di incendi hanno devastato la Siberia, mandando in cenere oltre 5 milioni di ettari di foresta.

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Alcuni giorni fa avevamo raccontato della decisione del governo danese di uccidere 1 milione e mezzo di Visoni per paura che il Coronavirus potesse mutare e contagiare le persone umane.
Arriva ora la decisione di sopprimere tutti i 15 milioni di Visoni che si trovano rinchiusi negli allevamenti del Paese (ma ci sono fonti che parlano addirittura di 17 milioni). Ad annunciarlo è stata la premier Mette Frederiksen, in conferenza stampa: “Il virus mutato tramite il visone può creare il rischio che il futuro vaccino non funzioni come dovrebbe. È necessario macellarli tutti”.

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Murale omaggio a Barry Horne

5 novembre 2020. Sono passati 19 anni dalla morte di Barry Horne. Ma vale sempre la pena di raccontare la sua storia.

Nato a Northampton (GB) il 17 marzo 1952. Anarchico. Attivista vegan, animalista e militante dell’A.L.F.
Morto nel 2001 per complicazioni causate dall’ennesimo sciopero della fame per obbligare il governo britannico ad avviare un’indagine pubblica sulla sperimentazione animale, Horne è una delle figure simbolo della lotta per la liberazione animale.

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Alla fine, ormai è cosa nota, gli Animali devono in qualche modo pagare il prezzo della nostra stoltezza. E allora ecco che in Danimarca, un milione e mezzo di Visoni, già condannati a morte per la bellezza della loro pelliccia, verranno sterminati anzitempo per paura che il Coronavirus1, già diffuso negli allevamenti, possa mutare. A questi Visoni purtroppo cambia poco. Erano già morti viventi per la legge del profitto. Ora lo sono per un decreto sicurezza. Ma il punto, lo si dovrebbe intuire chiaramente, è un altro. Lo si riassume con una cifra: un milione e mezzo di Animali. Un milione e mezzo di Animali, che sono solo la punta di un iceberg. Allevati e ammazzati per un capo d’abbigliamento.

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