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chi mangi oggi roma 31 01 2015 e1423233036324

In occasione della “Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne: 31 gennaio 2015” numerose persone umane si sono date appuntamento davanti al mattatoio di Roma in via Palmiro Togliatti.
Alla pagina www.campagneperglianimali.org/web/chi-mangi-oggi-al-meat-abolition-day-di-roma è visibile una galleria fotografica del presidio in cui si evidenzia lo striscione di grandi dimensioni raffigurante la pubblicità antispecista di Campagne per gli animaliCHI mangi oggi?” utilizzato durante l’evento.

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patrice-rouget-la-violence-de-lhumanisme

Fonte Laboratorio Antispecista

Riportiamo questo commento al libro di Patrice Rouget “La violence de l’Humanisme – Pourquoi nous faut-il persécuter les animaux?”, tratto e tradotto dal blog di Frédéric Côté-Boudreau.


L’umanismo è, in un certo senso, il lato “buono” della medaglia dello specismo nella misura in cui ha contribuito a diffondere l’idea di un valore intrinseco degli esseri umani, solitamente incondizionato

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Un articolo di alcuni anni fa che può tornare ancora utile.


Torture animali

di Adriano Fragano

«Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno»
Isaac Bashevis Singer. Premio Nobel per la Letteratura

Per Isaac Bashevis Singer Treblinka diviene eterna a causa di quanto facciamo quotidianamente agli Animali: le torture, le vessazioni, i maltrattamenti, le violenze, le uccisioni che la nostra specie compie ogni giorno nei confronti delle altre specie animali costituiscono uno ciclopico ed eterno campo di sterminio, una Treblinka senza confini e senza tempo che ha avuto un principio con gli albori della specie umana, ma non ha una fine. Singer è riuscito nell’opera che ciascuno di noi dovrebbe fare: immedesimarsi negli altri, com-patire ed empatizzare con chi non ha diritti, non ha voce, non ha forza e possibilità di scampo.
Nelle sue parole non c’è traccia alcuna di pietà: un sentimento tipico del più forte, del dominatore e del vincitore nei confronti di chi ha perso, ma c’è compassione. Un sentimento molto più alto e soprattutto egualitario, che pone sullo stesso piano esseri senzienti apparentemente lontani ed alieni; la compassione diviene quindi strumento necessario per la rielaborazione critica del ruolo della specie umana sulla Terra. 

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