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INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
31 Agosto, 1 e 2 Settembre 2012
Stupinigi (TO)


PROGRAMMA

VENERDI 31 AGOSTO

* 17.30-19.30
Oltre Green Hill: prospettive di lotta contro la vivisezione

La campagna contro Green Hill, che poteva rimanere una battaglia chiusa tra attivisti e un’azienda come la maggior parte delle campagne di protesta, è invece diventata un movimento pubblico che ha prepotentemente riaperto un dibattito sociale, mediatico e politico sul tema della vivisezione. L’acquisita libertà per 2.500 beagle è un fatto di una portata enorme e senza precedenti nel movimento internazionale e porta con se dei semi da far fruttare e su cui lavorare per la crescita di un movimento antivivisezionista determinato e intelligente.
In questo workshop il Coordinamento Fermare Green Hill analizzerà non solo i lati più entusiasmanti e le azioni più efficaci, ma anche i momenti più difficili di questa lotta e le problematiche nate con questo fermento antivivisezionista così ampio e diffuso.
Verranno inoltre presentati progetti e idee per una prospettiva a cui lavorare in futuro nella lotta alla tortura animale.

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Si riceve da Laboratorio Antispecista e si pubblica:


Le immagini dei cuccioli che passano attraverso il filo spinato di Green Hill durante la manifestazione svoltasi a Montichiari sabato 28 aprile hanno fatto il giro del mondo e toccato i cuori di migliaia di persone.

Come tutti saprete, in quell’occasione, alcuni manifestanti hanno scavalcato le reti dell’allevamento e dato vita a un’azione di liberazione a volto scoperto.
12 di loro sono stati tratti in arresto.

Ci sentiamo di prendere una posizione netta contro questa azione repressiva così come ci schieriamo sempre e in forma aperta contro ogni azione messa in atto da questo sistema per porre freno a gesti di lotta e liberazione umana, animale e della terra.

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In seguito alla pubblicazione dell’articolo L’animalismo di Forza Nuova del 9 gennaio 2012, Angela Spadafora ci scrive il commento riportato di seguito, a cui rispondiamo.


Sono Angela Spadafora: sono rimasta allibita e dispiaciuta nel leggere il vostro commento. Premetto, prima di rispondervi, che, pur rimanendo forzanovista (e non neofascista!), non sono più esponente e militante di Forza Nuova: rispondo, quindi, a puro titolo personale. Cosa c’è di cosi incredibile nel fatto che un’antispecista aderisca a Forza Nuova? Ritengo il forzanovismo un’ideologia antiimperialista ed anticapitalista che va oltre i concetti di destra e sinistra, che difende la vita e la libertà di manifestazione del pensiero, che lotta contro massoneria, poteri forti ed ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo (evidentemente favorito, consapevolmente o meno, da chi sostiene oggi, in un sistema capitalistico qual’è quello attuale, l’immigrazione). Da antispecista condanno non solo le discriminazioni verso, come lo chiamate voi, il “diverso” umano, ma, ovviamente, anche quelle contro il “diverso” non umano. E non mi pare proprio che il forzanovismo si “basi” sulla discriminazione del “diverso” umano: avere una posizione politica di contrarietà all’immigrazione è una cosa, discriminare una persona perché ha un colore o un pensiero diverso è altro.

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antropocentrismo

Riceviamo da un lettore e pubblichiamo con replica.


Salve,
mi chiamo Alessandro, sono stato al Veggie Pride e al Veganch’io dove ho trovato la Veganzetta (primavera 2011).
Vorrei commentare un passo che mi ha sorpreso parecchio, in quanto mi sembra una generalizzazione, e mi riferisco all’articolo nella prima pagina a cura di Adriano Fragano. Limitarsi a dire che è meglio non avviare nessuna collaborazione con alcuni elementi cardine dell’antropocentrismo tra i quali in primo luogo la religione è quanto meno fuorviante rispetto alla verità storica che vede per secoli (ben prima delle attuali associazione vegetariane o vegane) la presenza di gruppi religiosi che hanno seguito questo tipo di vita/alimentazione.
In Calabria ho scoperto che secoli fa c’erano i monaci basiliani che erano proprio vegani, per non parlare della tradizione indiana dove, grazie allo yoga o alla religione, l’essere vegetariani viene visto almeno come una cosa normale da tanti anni. La pratica della non violenza, in sanscrito ahimsa, è tra l’altro ad un livello molto più elevato  di qualunque obiettivo attuale dei vegani, in quanto la violenza andrebbe esclusa non solo dalle proprie azioni ma anche dalle parole e dai pensieri. Spesso invece leggo sui social network dei vegani che sono violentissimi a parole e per quanto mi riguarda è una contraddizione, o in ogni caso non è il modo migliore per portare avanti le proprie giustissime battaglie, che condivido.

Animalismo Antispecismo Lettere a Veganzetta