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Un articolo recentemente pubblicato su ilpost.it osserva come i documentari siano sempre più spesso protesi a dare agli Animali comportamenti e sentimenti simili a quelli umani, così da coinvolgere maggiormente lo spettatore medio che troppo spesso riesce a provare empatia solo per chi ha atteggiamenti ed emozioni nelle quali si riconosce.
Si parla parla di “processo di disneyficazione” dei documentari, quando si vuole a tutti costi accattivarsi le simpatie degli spettatori dando agli Animali caratteristiche e prerogative prettamente umane.
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«Se un bambino nasce con una massiccia emorragia cerebrale significa che resterà così gravemente disabile che in caso di sopravvivenza non sarà mai in grado nemmeno di riconoscere sua madre, non sarà in grado di interagire con nessun altro essere umano, se ne starà semplicemente sdraiato lì sul letto e potrà essere nutrito, ma questo è quel che avverrà, i dottori staccheranno il respiratore che tiene in vita il bambino. Non so se essi siano influenzati dalla necessità di ridurre i costi. Probabilmente sono influenzati semplicemente dal fatto che per i genitori quello sarà un fardello terribile, e per il figlio non ci sarà alcuna qualità della vita. Quindi stiamo già compiendo dei passi che portano alla terminazione consapevole e intenzionale della vita dei bambini gravemente disabili».
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EXPO 2015 è una faraonica vetrina del capitalismo globalizzato, a diretto vantaggio in particolare delle multinazionali dell’agrobusiness.

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