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In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria (il 27 gennaio) in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto, è utile ricordare che l’origine etimologica del termine deriva dal greco antico e significando “bruciato interamente” indicava il rogo del corpo delle vittime animali immolate in onore di una divinità. Come quasi sempre accade l’origine della sofferenza umana trae origine o “ispirazione” dalla sofferenza non umana.

Il circolo culturale Elemento di Disturbo di Vicenza ospita Veganzetta per una serata antispecista con la proiezione del film Green di Patrick Rouxel, che documenta la devastazione delle foreste pluviali indonesiane a causa della produzione di olio di palma: una testimonianza cruda e toccante di ciò che le numerose multinazionali interessate in questo business stanno causando alle foreste e agli Oranghi costretti alla fuga e a morire.
Il recente film Pride, uscito pochi mesi fa con la regia dell’ìnglese Matthew Warchus, riporta all’attenzione collettiva uno stralcio di storia contemporanea: tra il 1984 e il 1985, in piena era thatcheriana, la protesta contro il progressivo smantellamento di miniere di carbone fu portata avanti in Inghilterra con un durissimo sciopero di minatori, protrattosi per 51 settimane e infine conclusosi con la ripresa del lavoro, stabilita dall’ala sindacale maggioritaria e morbida: di fatto con una sconfitta rispetto agli obiettivi, ma nonostante questo accompagnata da una risonanza e una solidarietà, in grado di catalizzare un’opinione pubblica sensibile, ben oltre i confini nazionali.
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