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Questa fotografia, scattata dal fotografo Sergey Gorshkov, ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2020. È stata realizzata (sembra incredibile!) con una trappola fotografica nell’estremo oriente russo e ci mostra una Tigre siberiana che abbraccia un albero, un antico Abete della Manciuria. Il senso di protezione e di amore che questo grande Felino sembra dimostrare per l’Abete ci arriva come il simbolo perfetto di una terra recentemente martoriata. Nel 2019 infatti, centinaia di incendi hanno devastato la Siberia, mandando in cenere oltre 5 milioni di ettari di foresta.

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Questa fotografia ritrae Saturn, noto alle cronache anche come “il Coccodrillo di Hitler”. Va precisato però che in realtà proprio Coccodrillo non era e dell’esistenza di Hitler, quasi sicuramente, non se ne accorse nemmeno. Saturn era infatti un Alligatore, nato da un uovo, in un mese imprecisato del 1936, nelle limacciose acque del Mississipi, dove sua madre aveva, secondo Natura, fatto regolare deposizione.
Poco dopo la schiusa fu catturato e portato in Germania, allo zoo di Berlino. Qui, in pieno nazismo, divenne presto una specie di star, soprattutto quando si seppe che Hitler amava passare il pomeriggio allo zoo e aveva una certa predilezione, non solo per i Lupi e i Gorilla, ma anche per gli Alligatori. La Seconda Guerra Mondiale fu un inferno per tutti e quando Berlino fu rasa al suolo, dei 16 mila Animali del giardino zoologico, solo 96 sopravvissero. Uno di questi era Saturn. Un vero miracolato, se si pensa che una bomba centrò in pieno l’acquario e che dei 30 Alligatori reclusi fu probabilmente l’unico a salvarsi. Per giorni vagò tra le macerie della città distrutta, in cerca di cibo. Furono i soldati inglesi a trovarlo e a portarlo in salvo.

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In un volume intitolato “Le meraviglie d’Italia” edito per la prima volta da Parenti nel 1939, vengono raccolti gli articoli giornalistici dello scrittore Carlo Emilio Gadda, tra i tanti ce n’è uno impressionante dal titolo “Una mattinata ai macelli”. Il tenore è quello di una passeggiata al parco, ma in realtà si tratta un’accurata descrizione delle ultime ore di vita, nel macello di Viale Molise, della moltitudine di Animali che andavano ad “alimentare” la metropoli di Milano: «La città chiede bovi, porci e vitelli a chi li ha saputi allevare».

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La solitudine di Arturo

Il Bisonte americano che per ultimo ha lasciato lo zoo di Cavriglia è morto

La chiusura dello zoo di Cavriglia (Arezzo) ha sicuramente creato un importante precedente. Un precedente che in futuro speriamo possa esser replicato. Uno zoo ha chiuso i battenti in seguito alle pressioni animaliste che hanno costretto il Comune, proprietario della struttura, ad alzare bandiera bianca. Nel febbraio del 2018, Arturo, il Bisonte americano, è stato l’ultimo a lasciare lo zoo, diretto in un rifugio delle Marche dove ha trascorso questi ultimi anni.

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