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In un volume intitolato “Le meraviglie d’Italia” edito per la prima volta da Parenti nel 1939, vengono raccolti gli articoli giornalistici dello scrittore Carlo Emilio Gadda, tra i tanti ce n’è uno impressionante dal titolo “Una mattinata ai macelli”. Il tenore è quello di una passeggiata al parco, ma in realtà si tratta un’accurata descrizione delle ultime ore di vita, nel macello di Viale Molise, della moltitudine di Animali che andavano ad “alimentare” la metropoli di Milano: «La città chiede bovi, porci e vitelli a chi li ha saputi allevare».

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capretto-macellato

Mi è capitato di rileggere l’articolo pubblicato da Veganzetta il 9 gennaio 2015 con testimonianze dei lavoratori nei macelli inglesi. Sono un medico veterinario, non ho lavorato in un macello, ma nel mio percorso di studi, ho dovuto frequentare questi luoghi e assistere alla macellazione bovina ed equina in Italia: in Piemonte per la precisione. Mi piacerebbe esprimere la mia opinione a proposito. Una sola premessa: gli operatori che ho potuto osservare con gli Animali vivi non hanno attuato comportamenti simili a quelli descritti nelle testimonianze, può darsi solo a causa della mia presenza.. Ciò che tengo a sottolineare con forza è che il macello rappresenta per l’Animale il termine di una sofferenza, ne rappresenta la fine, in un certo senso l’affrancamento. Finalmente non si dovranno più sopportare condizioni di vita ignobili, trattamenti medici invasivi e rudi, macchinosi e senza alcun tipo di rispetto.

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nomattatoio

Sabato 28 febbraio si è tenuto a Roma il terzo presidio davanti al mattatoio di Viale Palmiro Togliatti.
Anche questa volta, come le precedenti, è stato molto partecipato: presenti più di cento persone, di tutte le età, compresa una bambina accompagnata dalla madre, orgogliosa di manifestare in difesa degli Animali; e anche questa volta l’esito è stato positivo: tanti i passanti che si sono fermati a leggere i cartelli, che hanno preso i volantini, che hanno annuito con gli occhi bassi in segno di approvazione della nostra protesta. La soddisfazione più grande è quando qualcuna/o che si trova a passare di lì per caso si ferma e decide di unirsi al presidio. È già successo e si spera che succederà ancora.

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