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«La felicità non è trovare prodotti vegani nei supermercati, bensì non trovare supermercati»
Adriano Fragano

Antonio Capone presenta un proprio scritto e alcune opere per la sezione ArteVeganzetta, affrontando un argomento al contempo estremamente affascinante e terribilmente pericoloso: l’intelligenza artificiale, questa volta utilizzata per produzioni artistiche di stampo antispecista.


La prima volta che ho sentito parlare di Artificial Intelligence (AI da ora in poi) applicata all’arte risale a circa sette anni fa, durante la lettura di Homo Deus, scritto dal filosofo nonché attivista vegan Yuval Noah Harari. Si tratta di un saggio illuminante sull’ascesa dell’umanità i cui ultimi capitoli possono invece risultare indigesti o terrificanti – a seconda di come si percepisce e si immagina il futuro – in cui dati e algoritmi divengono sempre più naturalizzati nella società umana. Il professor Harari racconta in modo avvincente l’introduzione delle AI nel campo all’arte, nello specifico in quello musicale, e di come esperti e critici si dicevano riluttanti all’idea di composizioni generate dagli algoritmi – a causa del loro approccio freddo e non viscerale alla musica – salvo poi non riuscire a distinguere quale brano fosse stato eseguito da un umano e quale dalla macchina “asettica”.

ArteVeganzetta


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Stop eating animals

Dopo una pausa di quasi tre anni tornano le “Questioni vegane” con il primo appuntamento del 2023!

Contrariamente a ciò che l’opinione pubblica specista pensa, le maggiori difficoltà che incontrano coloro che decidono di diventare delle persone umane vegane, sono le relazioni con chi non lo è.

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Veganuary? No grazie!

Con il nuovo anno riparte l’iniziativa Veganuary, il progetto nato nel 2014 da un’idea (malsana e vedremo poi perché)  di Jane Land e Matthew Glover, per poi diventare una vera e propria associazione internazionale con base in Inghilterra. L’idea – che ricalca l’assurdo veganismo consumista e superficiale di Gary Yourofsky – è quella di proporre per il mese di gennaio un’alimentazione a base vegetale quindi adatta alle persone umane vegane (da ciò Veganuary ossia vegan+january, vegan+ gennaio), iscrivendosi al sito web per ricevere informazioni, gli immancabili consigli per gli acquisti e ricette.

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Go Vegan

Oggi 1° novembre 2022 si festeggia il World Vegan Day istituito nel 1994 da Louise Wallis, allora presidente della The Vegan Society (la prima associazione vegana del mondo), per commemorare la nascita dell’associazione creata da Donald Watson nel 1944.

Quest’anno il suggerimento è quello di tentare una sorta di attivismo introspettivo: guardarsi dentro come persone umane vegane cercando di comprendere ciò che siamo, ciò che vorremmo essere, ciò che dovremmo essere e quanto la nostra esistenza sia in linea con i principi originari del veganismo. Servono solide basi teoriche e una forte coerenza individuale, per poter divulgare il messaggio vegano nella società specista.

Come sempre Veganzetta per festeggiare questa importante data rammenta cosa non è il veganismo, con qualche aggiornamento:

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