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A proposito della diatriba Bertelli/Gabanelli dopo il servizio della trasmissione televisiva Report sullo spiumaggio delle Oche.


La tolleranza delle minoranze, percepita dalla collettività come giustificabile e giusta, viene meno quando le minoranze si fanno socialmente aggressive. L’accusa di fondamentalismo estremista e legalismo morale, spesso accompagna i percorsi, tentando di rallentare l’avanzata dei movimenti di liberazione. In particolare, le sempre più pressanti richieste di revisione del modello di reificazione dei viventi, hanno innescato un meccanismo di autodifesa dello status quo specista, per cui chi si batte per gli Animali viene spesso indiscriminatamente tacciato di terrorismo e considerato un reazionario, mentre chi continua ad esercitare il dominio o a condividerne le pratiche, sarebbe altresì un progressista.

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tassinari

Wilma Tassinari in arte e in senso beneaugurale abbreviato in “ViTa” è un’artista poliedrica, vegan, principalmente dedita al canto come musicista jazz e generi affini.
Il disegno è una forma di espressione che ha sempre coltivato collateralmente, ama creare personaggi strani, diversi dall’abituale, in forma tragicomica ma con dignità, la volontà è quella di esprimere il concetto di dignità appunto ritrovandolo nel buffo, nel grottesco e nel diverso dall’umano.  

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Un bellissimo testo di Elisée Reclus risalente al 1901 e di straordinaria attualità, che ci invita a riflettere sul macello quotidiano che la nostra società violenta impone: buona lettura


Tratto da: Elisée Reclus, Natura e società. Scritti di geografia sovversiva, a cura di John P. Clark, Elèuthera, Milano 1999

Uomini di grandissimo valore, igienisti e biologi, hanno studiato così a fondo i problemi relativi all’alimentazione abituale che mi guarderei bene dal dare prova d’incompetenza esprimendo la mia opinione sull’alimentazione animale e vegetale. A ciascuno il suo mestiere. Non essendo né chimico né medico, non parlerò né dell’azoto né dell’albumina; non riprodurrò i dosaggi forniti dagli analisti; mi limiterò semplicemente a riferire le mie impressioni personali, che sicuramente coincideranno con quelle di molti vegetariani.  

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Le parole di rimorso di un ex vivisettore sono preziose: lo sono state quelle di Pietro Croce che con il suo famoso libro “Vivisezione o Scienza” ha squarciato il vergognoso velo di omertà che ammantava la pratica della vivisezione; parlandone, raccontandola e raccontandosi dato che lui stesso fu un vivisettore per molti anni, divenendo poi un fervente antivivisezionista. Lo sono quelle di questa persona umana che in un articolo su The Guardian confida ciò che ha visto, fatto, vissuto e che fortunatamente non è riuscita ad accettare. Queste testimonianze ci permettono di capire qualcosa di fondamentale: in generale non è chi viviseziona che dobbiamo combattere (con le dovute eccezioni), ma l’idea che la vivisezione sia possibile, solo così la si potrà sconfiggere.


Fonte: www.theguardian.com/theguardian/2007/mar/31/weekend7.weekend2

The Guardian, 31 marzo 2007

Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti.

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