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In risposta ad alcune recenti polemiche scaturite dalla lettera di Paola Re a Veganzetta “Sono NO TAV ma non parteciperò alla vostra cena” dela 4 marzo 2014, si pubblicano di seguito alcune fotografie relative a una delle numerose iniziative enogastronomiche NO TAV a base di Animali morti che divengono cibo – e non solo a giudicare dalle foto – per raccolte di fondi.

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Sono NO TAV ma non parteciperò alla vostra cena

Care amiche e cari amici NO TAV,

ho ricevuto l’invito a partecipare alla vostra cena.

Sono NO TAV: partecipo a manifestazioni, assemblee, presìdi, banchetti, volantinaggi, finanzio i comitati locali comprando libri, indumenti, ogni sorta di gadget ma non parteciperò alla vostra cena per ragioni etiche che vanno aldilà della solidarietà per la causa e per i compagni arrestati. Sebbene lo scopo della cena sia apprezzabile, se non addirittura doveroso, quando mi arrivano inviti enogastronomici, li declino se presentano cibi animali. Non partecipo ad alcun banchetto in cui sono mangiati animali, tantomeno lo finanzio.

Lettere a Veganzetta


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Il 6, 7 e 8 settembre presso il presidio NO TAV di Venaus in Val di Susa si terrà il IX Incontro di Liberazione Animale, un incontro per molti aspetti pieno di anomalie: sopra tutte l’assenza della quasi totalità dei maggiori gruppi, delle associazioni e dei coordinamenti che si occupano di liberazione animale in Italia. La domanda che ci si può legittimamente porre quindi sarebbe “a cosa serve un incontro del genere dove chi si occupa di liberazione animale e antispecismo non partecipa?”. Ovviamente non serve a nulla, ma il vero problema che ha causato tale situazione assurda, è la profonda spaccatura esistente nel nostro paese tra le realtà antispeciste e liberazioniste operanti sul territorio.

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Fonte: www.fermaregreenhill.net/wp/riflessioni-su-attivismo-e-antispecismo

Il Coordinamento FermareGreenHill è nato per fermare l’ampliamento dello stabilimento di Montichiari, e poi ha proseguito la lotta per ottenerne la chiusura, ma lo scopo ultimo di questo coordinamento è quello di combattere la vivisezione come forma di tortura e reclusione di esseri senzienti e quello di divulgare una cultura antispecista, perché crediamo fermamente che sarà solo con un cambio di cultura nelle società umane, che gli animali non umani potranno trovare finalmente la libertà. Per questo crediamo che il movimento che si è venuto a creare intorno, o meglio, partendo dalla campagna, non debba essere condizionato dalla presenza di partiti politici, di bandiere, stemmi, associazioni, leader, capi, capetti e via dicendo, simboli e modelli di una società fondata su gerarchie umane che vede nello specismo il suo sviluppo e la sua prosperità. Il movimento deve continuare ad essere spontaneo, partendo dalla gente che con la partecipazione diretta chiede alla politica istituzionale di fare i suoi passi per cessare le torture sugli animali non umani. Politica e politici istituzionali, partiti, deputati e senatori, presidenti, vicepresidenti e burocrati vari, che sempre più spesso sono distanti dalle richieste ed esigenze dei cittadini, che ipocritamente in questo paese di finta democrazia, sempre più spesso regime partitocratico, continuano ad imporre ai cittadini le loro regole, leggi, azioni, anche laddove la popolazione si oppone con fermezza.

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