Si legge in circa: < 1 minuto

Martedì 16 aprile 2013, presso la Caffetteria “Dell’Amore”, P.le Foro Boario 13, Forlì: serata a cura di EQUAL RIGHTS FORLI’
ore 19 – Aperitivo/Buffet Vegan.
ore 20 – OLTRE L’ANTIFASCISMO

Martedì 16 aprile 2013, presso la Caffetteria “Dell’Amore”, P.le Foro Boario 13, Forlì: serata a cura di EQUAL RIGHTS FORLI’
ore 19 – Aperitivo/Buffet Vegan.
ore 20 – OLTRE L’ANTIFASCISMO
La trasmissione radiofonica “Restiamo Animali” intervista Adriano Fragano sulla pubblicità antispecista “Chi mangi oggi?”
Fonte: www.campagneperglianimali.org/web/lettera-aperta-alla-garante-dei-minori-della-regione-toscana
Gentile Grazia Sestini,
Abbiamo appreso dai media le sue considerazioni sulla pubblicità “Chi mangi oggi?” affissa a Grosseto, e in merito rispondiamo pubblicamente.
Noi siamo attivisti antispecisti, vale a dire persone che lottano affinché la società umana cessi di considerare gli animali – ossia gli esseri senzienti di altre specie – come oggetti o, nella migliore delle ipotesi, come esseri inferiori perché non appartenenti alla specie umana e quindi posti al di fuori di qualsiasi considerazione morale.
La nostra è una posizione laica, razionale, libertaria e lucida di strenua difesa dei più deboli e diversi, a partire da coloro che lo sono in assoluto ossia gli animali non umani, perché per loro non esiste alcun diritto alla vita, alla libertà, nessun rispetto e nessun Garante.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Gentile Garante per l’infanzia e l’adolescenza,
ho seguito la vicenda del manifesto pubblicato da una associazione antispecista, da lei definito “una palese violazione dei diritti umani”.
Ho visto il manifesto, si capisce immediatamente che è un bambolotto, diviso in pezzi e messo nel cellophane, come le vaschette della carne al supermarket. Mi sono chiesta dove fosse la violazione dei diritti umani, vista l’evidenza dell’immagine: bambolotto, appunto. Allora ho ricordato un’altra pubblicità, quella di un feto in un bicchiere di alcool con tanto di ghiaccio, dove il feto era affogato (era una campagna contro l’alcool in gravidanza). Ho ricordato le pubblicità in cui “lavorano” i bambini, perché fare uno spot è un lavoro per gli adulti così come lo è anche per i minori: orari, pose, ripetizione delle scene, il caldo dei riflettori, imparare le battute; sia adulti che minori infatti vengono retribuiti economicamente, anche se nel nostro paese il lavoro minorile è proibito (queste pubblicità sono legate alla potente industria alimentare e della moda). Ho ricordato i bambini di Scampia, più volte visti nei servizi giornalistici, vivere per strada, insieme agli spacciatori e ai tossicodipendenti mentre si iniettano eroina o altri stupefacenti.
17 Commenti