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In una raccolta di saggi dell’autrice britannica Doris Lessing, intitolata “Le prigioni in cui scegliamo di vivere”, lessi di un esperimento sociologico condotto in un’università statunitense. Un ricercatore scoprì che è possibile prendere un ‘vero fedele’ – diciamo un adepto della chiesa di  Scientology, o qualcuno convinto che la terra sia piatta o che il mondo finirà venerdì 13 del prossimo anno bisestile – e “usando classiche tecniche del lavaggio del cervello, trasformare questo fedele, prima in un Avventista del Settimo Giorno, poi in un comunista stalinista, poi in un liberale, poi in un[a] femminista, poi in un incallito ateista.” Dopo aver attraversato tutte queste fasi (ma ciascuna è vissuta, finché dura, come verità assoluta, definitiva, unica), l’infelice viene restituito alla sua fede originaria, secondo cui, diciamo, il mondo finirà venerdì 13. A questo punto, tutte le altre fedi attraversate gli appaiono chiaramente fasulle, brevi interruzioni della sua salute mentale. 

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Da Manifesto antispecista


Su sollecitazione di Ángel Sánchez si pubblica un testo tradotto dall’inglese dalla pagina web: http://animalethics.org.uk/painism.html, ciò per chiarire il concetto di Painismo citato all’interno del testo di “Manifesto Antispecista“. Appena possibile e sarà aggiunta al testo una nota esplicativa sul termine.


Il Painismo (Pain in Inglese significa dolore o sofferenza) è una teoria morale che aiuta a stabilire se un’azione che crea dolore è moralmente giusta o sbagliata. Aiuta a stabilire se compiere o no quell’azione. Il Painismo dichiara che la capacità di sentire dolore è il solo interesse moralmente rilevante – non fattori come il grado di coscienza, razionalità o intelligenza, come in un topo in rapporto ad un cane, o un cane in rapporto ad un umano – e che l’azione morale giusta dovrebbe essere basata sulla diminuzione della sofferenza di quegli individui che soffrono di più.

Il Painismo afferma che:

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stabulari.jpgUna reale navigazione su un sito web: “Guida all’acquisto > animali > cani/gatti > cani, provenienza varia > bastardi” e giungiamo a “Marshall BioResources è specializzata nella produzione di Beagle e Cani meticci”: siamo nell’allucinante e schietto mondo dell’allevamento di Animali da laboratorio, ove i Cani vengono “prodotti” e non nascono dalla loro madre (secondo tale visione distorta, non certo secondo la realtà…
almeno per ora, ma le tecniche di clonazione potrebbero presto aprire nuovi fronti etici). Il settore che rappresenta il peggio ma anche la più intima essenza, spogliata da ogni retorica e falsità , dello sfruttamento degli Animali: ovvero la trasformazione ideale di un essere senziente, capace di emozioni e di una socialità  complessa in una “cosa”, una sorta di macchina biologica al servizio del profitto, le cui caratteristiche di sensibilità  vengono sì riconosciute (si parla infatti di “trattamento etico per evitare sofferenze inutili”) ma nel contempo negate come suo diritto. Infatti un trattamento che prevede l’anestesia è definito “umanitario” perché è una concessione di ipocrita pietà  che fa l’Umano sfruttatore verso l’Animale vittima, e non ha nulla a che fare con la soggettività  delle persona animale e la sua volontà  di fuggire la sofferenza e di cercare il benessere e la perpetuazione della sua vita (sarebbe come dire che un neonato umano non ha diritto a non soffrire, ma può solo sperare nel buon cuore dei suoi genitori). Si tratta insomma del mondo sconosciuto ai più (e ben poco pubblicizzato) degli allevamenti forzati di Animali destinati ai laboratori di ricerca medica, cosmetica e scientifica e dei loro luoghi di reclusione, ovvero gli “stabulari” (Vocabolario della Lingua Italiana, Treccani, Roma 1994, “locale annesso a istituti o laboratori di ricerca e sperimentazione zoologica o biologica, in cui si allevano o si ospitano gli animali necessari per gli esperimenti”).

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Molti circhi continuano a sfruttare gli Animali per il loro tornaconto, neppure per profitto (in quanto oramai la maggior parte dei circhi vive anche di contributi statali) ma piuttosto per poter svolgere il proprio lavoro con meno figure di elevata professionalità  (come un acrobata ad esempio), meno impegno, e soprattutto meno dipendenti umani (nessun Animale è stipendiato o ha tutela sindacale o diritti paragonabili a quelli di un Umano), utilizzandoli inoltre per attirare un pubblico spinto dalla curiosità  di vedere Animali esotici costretti ad impegnarsi in azioni innaturali e spesso ridicole o pericolose.

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