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Cinghiale ucciso dai cacciatori

Grazia Di Michele scrive un articolo interessante e ricco di spunti di riflessione su Huffingtonpost.it. L’articolo – a parte qualche ingenuità come il credere che il capo della Chiesa Cattolica, una delle istituzioni più antropocentriche nella nostra società, possa interessarsi in nome di San Francesco dei diritti fondamentali degli Animali, e l’utilizzo in un articolo che parla di trappole linguistiche del concetto di “arte venatoria” – affronta i vergognosi stravolgimenti concettuali, simbolici e linguistici operati dal mondo  venatorio, per occultare spudoratamente (e con successo) la tragica realtà dei massacri di Animali non umani causati della caccia.


Fonte Huffingtonpost.it

Le trappole linguistiche dell’arte venatoria

Mi perdonerete se questa volta non parlo di musica, ma di un’altra ‘arte’, quella venatoria. La stagione della caccia, infatti, si è aperta anche quest’anno, con tutte le sue stonature.

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Sulla caccia si è discusso e si discute molto. I cacciatori parlano di passione, di amore e rispetto per la Natura, di tradizione; chi è contro afferma (giustamente) che è una barbarie, che è pura crudeltà, che si tratta di un massacro legalizzato.

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Nonostante la riapertura dell’attività venatoria sia stata fortemente contrastata da una nuova ondata di indignazione e da una manifestazione nazionale tenutasi a Firenze sabato 14 Settembre 2013, da qualche giorno i cacciatori sono tornati a sparare nei boschi e nei campi. Già di prima mattina è possibile udire, più o meno lontani, gli spari delle armi da fuoco che generalmente scandiscono la morte di un Animale. Ogni anno, al termine della stagione di caccia, è possibile stilare un elenco di vittime Umane, principalmente comuni cittadini impallinati accidentalmente e cacciatori deceduti per incidenti o arresti cardiaci. Lo stesso non si può dire delle vittime Animali, per cui è solo possibile immaginare il numero di morti. Occorre poi precisare che gli Animali che perdono la vita a causa dell’attività venatoria sono comunque più di quelli su cui i cacciatori riescono a mettere le mani. Il proiettile non è sempre letale. Se un Animale rimane ferito, a seconda dell’entità del danno, c’è la possibilità, più o meno alta, che esso muoia (per infezione, per fame), anche dopo diversi giorni e non pochi dolori.

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