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Questo intenso primo piano scattato dal fotografo tedesco Ingo Arndt si è aggiudicato il terzo posto della sezione Nature al World Press Photo 2019. Il Puma ci fissa. Il suo sguardo ci ipnotizza.
Questo intenso primo piano scattato dal fotografo tedesco Ingo Arndt si è aggiudicato il terzo posto della sezione Nature al World Press Photo 2019. Il Puma ci fissa. Il suo sguardo ci ipnotizza.
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: una ricorrenza istituita grazie alla risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1° novembre 2005. Questa giornata celebra la liberazione del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa avvenuto il 27 gennaio 1945, al contempo vuole rappresentare un momento ufficiale e di respiro planetario, dedicato alla memoria dell’Olocausto degli ebrei e di tutte le vittime del nazifascismo.

Gli eventi, condizionati dall’ignoranza umana, dovrebbero farci riflettere sull’atteggiamento che spesso teniamo nei confronti degli Animali selvatici. Sui rischi che, anche involontariamente, gli facciamo correre. In questa storia nessuno è davvero colpevole, ma i numerosi errori di valutazione e l’egoismo dei tanti Umani coinvolti finirono per essere letali. Tutto questo si poteva evitare.
Quella che segue è la storia di Luna.
Questa fotografia è stata scattata il 10 marzo del 2006. È l’ultima immagine che abbiamo di Luna, nota anche come L98 o Tsux’iit. Luna, (in realtà un maschio di Orca) era nato a Puget Sound (U.S.A.). Perse il suo pod quando aveva solo un anno e mezzo e trascorse cinque anni a Nootka Sound (Canada), un’insenatura oceanica nell’isola occidentale di Vancouver.
Questa fotografia è arrivata seconda al World Press Photo 2019 nella sezione Nature. Ritrae Bob, un Fenicottero caraibico intento a ispezionarsi le calze improvvisate che i veterinari del Fundashon Dier En Onderwijs Cariben (FDOC), un centro riabilitativo per Animali sull’isola di Curaçao, gli hanno fatto indossare per aiutarlo a guarire da gravi lesioni ai piedi.
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