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L’11 Maggio 2007 la società  “Rinascente srl” ha ufficialmente rinunciato alla vendita di inserti di pelliccia di Animali scuoiati, dopo una campagna di proteste condotta da attivisti della Campagna Aip (Attacca l’Industria della Pelliccia – www.campagnaaip.net), le cui attività  di protesta contro La Rinascente sono durate circa tre anni e si sono sviluppate attraverso sit-in, proteste presso le sedi locali, volantinaggi e vari altri metodi di pressione. Sebbene la notizia non abbia avuto il meritato risalto sulla stampa nazionale e presso i siti web delle più note associazioni animaliste, l’evento ha un’importanza fondamentale e si potrebbe osare dire storica nel contesto del progresso, dell’evoluzione della società  italiana: una grande azienda rinuncia volontariamente (ma su evidente stimolazione) a parte dei suoi profitti ritenendo giuste e condivisibili le motivazioni etiche di chi non tollera che gli Animali vengano uccisi o sfruttati per soddisfare degli interessi economici.

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Riceviamo e rigiriamo con estremo piacere questa bellissima notizia che premia tutti gli sforzi di coloro che da anni lottano per l’eliminazione dell’industria dello sfruttamento degli Animali per la loro pelliccia.

Congratulazioni.


Dopo quello di Rinascente, un altro comunicato giunge alla Campagna AIP

FUR FREE, ovvero liberi dalle pellicce, una policy con la quale certe aziende prendono le distanze da un capo di abbigliamento confezionato con i lembi dei corpi di animali morti. Morti apposta per compiacere la vanità  di una moda assassina.

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Una multinazionale petrolifera texana (il gigante ConocoPhillips) ed una grande azienda americana del settore alimentare (la Tyson Foods) hanno raggiunto un accordo per produrre carburante diesel dal grasso di Polli, Maiali e Mucche macellati. Il concetto è semplice: la Tyson Foods massacra Animali nei suoi centri di sterminio, li fa a pezzi, e le parti dei loro cadaveri che non riesce a sfruttare industrialmente, le mette a disposizione del secondo gigante industriale che provvede a trasformarle in biodiesel battezzato “animaldiesel”. La realtà  supera sempre, e di gran lunga, la più fervida immaginazione, in questo caso si è pensato di attuare questo allucinante riciclo per ovviare allo smaltimento delle tonnellate di scarti di cadaveri di Animali uccisi negli scannatoi, e per porre un freno all’impoverimento delle risorse non rinnovabili petrolifere, nonché (e questo pare essere il fiore all’occhiello del progetto dei due protagonisti della vicenda) per abbattere le emissioni di gas nocivi all’atmosfera: “è chimicamente equivalente al diesel – ha spiegato Geoff Webster, della Tyson Foods, alla BBC – Ha meno anidride carbonica, zero zolfo e molti aspetti positivi per l’ambiente”.

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