Categoria: <span>Lettere a Veganzetta</span>


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Ogni tanto Veganzetta riceve delle lettere che fanno davvero piacere, perché dimostrano che il lavoro svolto è realmente apprezzato. Grazie di cuore Cinzia.


Buongiorno,

Vi conosco da pochi mesi ma apprezzo il vostro lavoro informativo di comunicazioni tra individui del mondo antispecista.

Lettere a Veganzetta


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Non ricordi da quanto tempo sei chiuso là dentro, potresti anche esserci nato e non saperlo più.
La tua vita era con la tua famiglia, con gli altri membri del tuo gruppo che, come te, cercavano la migliore delle esistenze possibili. Poi, non si sa come, le sbarre, l’angoscia.
Ora ti senti solo, anche se sei circondato da tanti tuoi compagni che vorrebbero andare via di lì, ammassati come pagliuzze di fieno in una balla.
Sogni la libertà, la dignità, uno spazio e un tempo che nemmeno il peggiore dei tiranni dovrebbe togliere ad alcuno.
E invece sei ancora lì, notte e giorno.

Animalismo Antispecismo Lettere a Veganzetta


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La semina con i cavalli, Antonio Ligabue, 1953
Il Cavallo, antenato della macchina da lavoro, da trasporto, da guerra pare che come macchina susciti nostalgia al punto tale da essere richiamato in causa con entusiasmo e consenso. Si legge su La Stampa di un’iniziativa che dice addio al trattore per richiamare il Cavallo a lavorare al suo posto. Nell’azienda vitivinicola biodinamica di Tassarolo “organizzano corsi e feste dedicate al cavallo da lavoro. Utilizzano 5 cavalli sia nei lavori in vigna che nei campi e nel bosco.
Durante una festa la scorsa estate hanno ospitato anche altri cavalli e la dimostrazione di numerosi attrezzi da lavoro, nonché carri e carrozze che hanno sfilato nel borgo di Tassarolo. Sono tra le aziende vinicole pioniere in Italia per l’utilizzo di animali da tiro e hanno denominato il loro progetto Cavallavor, che è diventato anche un marchio di qualità…”

Lettere a Veganzetta


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Etica e morale significano esattamente la stessa cosa e già il concetto generale di giustizia è superiore, perché dalle consuetudini normate (transeunti e relative ai vari gruppi umani) essa può e deve persino prescindere. Un qualunque vivisettore non è “privo di etica”, se con questo termine si intende ciò che esso designa: costume che si fa regola. Allo stesso modo, per fare un altro esempio, l’infibulazione è “etica” in alcuni contesti tribali, ma non per questo cessa di rappresentare una delle forme più atroci di violenza sulle donne.

Lettere a Veganzetta