Il massacro senza fine dei pulcini maschi cambia ma non scompare


Si legge in circa:
5 minuti

Selezione dei pulcini maschi di Pollo

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del 4 settembre 2025, anche l’Italia (come già accaduto in Francia e Germania) si dota per legge di una revisione delle linee guida per l’eliminazione dei pulcini maschi delle galline cosiddette “ovaiole”, attualmente destinati ad essere uccisi subito dopo la nascita perché considerati economicamente inutili per la filiera produttiva.

I pulcini maschi della specie Gallus gallus domesticus (Pollo), ovviamente non producono uova, non sono adatti per diventare Animali cosiddetti “da carne” perché non ingrassano abbastanza velocemente per gli assurdi standard zootecnici vigenti e dunque rappresentano solo un peso ed un costo per l’industria delle uova (ciò vale per i piccoli allevamenti, quelli industriali ed anche per gli allevamenti biologici). Per tale motivo dopo la schiusa delle uova, i piccoli di sesso maschile vengono mandati a morire del tutto coscienti gettandoli direttamente dentro macchine tritacarne, oppure in alcuni casi finiscono in camere a gas per essere uccisi mediante inalazione di anidride carbonica. Si calcola che solo in Italia ogni anno ben 34 milioni di pulcini maschi di Gallina con al mediamente 24 ore di vita, muoiano in questo modo atroce.

Dopo lunghi anni di pressioni da parte del mondo animalista, è entrato dunque in vigore un decreto che prevede nuove modalità d’individuazione del sesso dei pulcini da utilizzare non più dopo la schiusa delle uova, ma prima (sessaggio in ovo, o ovosessaggio), per evitare ai piccoli di nascere e di essere quasi subito uccisi subendo stress, paura e dolore.
Gli embrioni dei futuri pulcini verrebbero soppressi prima di nascere entro il 14° giorno di incubazione, limite massimo stabilito da apposite ricerche scientifiche entro il quale gli embrioni non dovrebbero essere in grado di percepire il dolore.

Tutti gli incubatoi presenti in Italia hanno l’obbligo di adeguare le proprie strutture, dotarsi di strumentazioni idonee per l’individuazione del sesso degli embrioni e cessare la “macerazione” dei pulcini (così si chiama la tremenda pratica che prevede di triturare vivi i pulcini maschi appena nati) entro il 31 dicembre 2026, vietandola. In sostanza l’abbattimento sistematico e di massa dei pulcini maschi di galline cosiddette “ovaiole” in Italia dovrebbe cessare entro il 2026.

Dal punto di vista della quantità di sofferenza e paura inflitte dalle pratiche di uccisione dei pulcini maschi, certamente l’attuazione di queste nuove linee guida, costituisce un passo avanti e risparmierà molto dolore a milioni di pulcini di gallina che non dovranno più essere manipolati, gettati su nastri trasportatori, ammassati e poi letteralmente macinati da enormi macchinari trituratori. Ciò non può e non deve essere dimenticato o taciuto.

Dal punto di vista della liberazione animale, al netto del minor quantitativo di sofferenza subita dai piccoli (importantissimo ma non risolutivo), il destino di milioni di Animali sfruttati nella filiera di produzione delle uova, non cambierà di una virgola. I pulcini maschi di Galline cosiddette “ovaiole” continueranno a essere uccisi, questa volta prima della schiusa delle uova: i metodi adottati saranno meno crudeli e dolorosi, ma la sorte dei 34 milioni di individui di cui sopra, continuerà ad essere segnata. Peraltro le nuove tecniche di ovosessaggio, pare abbiano un margine di errore che va dall’1% al 4% a seconda della procedura utilizzata, ciò in pratica significa che continueranno a nascere solo in Italia tra 350 mila e 1 milione e 400 mila pulcini maschi di gallina ogni anno. Questi piccoli verranno uccisi mediante inalazione di anidride carbonica, ancora una volta una morte terribile. Ciò fino a quando non saranno individuati nuovi procedimenti capaci di determinare il sesso dell’embrione con attendibilità del 100%.

Le aziende produttrici avranno la facoltà di segnalare in etichetta che le uova commercializzate non hanno causato la morte dei pulcini maschi: una vergognosa menzogna a fini pubblicitari, dato che i piccoli verrebbero uccisi quando sono ancora nell’uovo o, se hanno la sventura di nascere, finirebbero nella camere a gas. Il decreto in vigore dunque, prevede solo nuove tecniche in grado di diminuire la quantità di dolore causato a questi poveri Animali, non che non vengano ancora sfruttati e uccisi.
Peraltro è opportuno ricordare che il decreto si occupa solo dei pulcini maschi delle galline destinate alla filiera delle uova, non di quelli destinati alla filiera della carne di Pollo, o ai piccoli di altri Uccelli sfruttati per le loro uova o per la loro carne: loro continueranno ad essere triturati vivi. Tutte le altre pratiche che devono subire i pulcini (maschi e femmine) e gli Uccelli adulti allevati, come per esempio il debeccaggio, continueranno ad essere liberamente utilizzate. Come vuole la prassi, sono inoltre previste numerose deroghe alle nuove linee guida che permetteranno in alcuni casi agli allevamenti di potersi liberare dei pulcini indesiderati con la solita ferocia di sempre. Meglio stendere infine un velo pietoso sul tema dei controlli e della volontà, a tutti i livelli, di far realmente rispettare le nuove regole.

Per far arrivare un uovo sulle tavole di chi consuma Animali, è necessario che le galline cosiddette “ovaiole” vengano fatte nascere, selezionate, imprigionate e sfruttate, che i loro figli maschi vengano condannati a morte, che le figlie femmine prendano il loro posto quando saranno considerate non più produttive e mandate tutte a morire al macello. Nessuna nuova tecnica, nessun decreto potrà mai cambiare questa terribile verità. In più si consideri che ad ogni provvedimento in favore dell’attenuazione del dolore degli Animali schiavizzati, corrisponde un chiaro effetto di giustificazione morale delle nostre azioni speciste in qualità di soggetti consumatori finali (dunque di mandanti di questa assurda strage): la morte meno atroce dei pulcini maschi delle galline, contribuirà a far considerare maggiormente accettabile il consumo di uova di gallina da parte nostra: i pulcini maschi continueranno a morire ma – forse – soffrendo meno o saranno in minor numero a soffrire come prima, ciò ci darà la possibilità di trovare comode scappatoie morali per continuare a consumare uova come e più di prima, alimentando la schiavitù delle galline e la morte dei loro piccoli.

Da tale circolo vizioso non è possibile uscire se non assumendoci le nostre responsabilità individuali e collettive e decidendo finalmente di non sfruttare più gli Animali. La soluzione a questo massacro è semplice e immediata: basterebbe aderire al veganismo e alle sue pratiche etiche, smettendo di consumare le uova e rendendo il relativo comparto produttivo non più economicamente vantaggioso. Ma una decisione del genere per quanto logica e eticamente ineccepibile, si scontra con la visione specista che abbiamo del mondo, con enormi interessi economici e produttivi, con conseguenti volontà politiche e più in generale con l’egoismo, l’indifferenza e la miseria morale che contraddistinguono l’attuale condizione umana. Non è certo poco, dunque il massacro dei pulcini maschi delle galline è destinato a continuare, così come tutti gli altri massacri legalizzati di Animali ridotti a schiavi dalla nostra specie.

Adriano Fragano

Riferimenti:

Lastampa.it

Gazzettaufficiale.it

Video Youtube.com: Pulcini tritati vivi. Gli orrori della produzione di uova

Greenme.it


Fotografia in apertura: selezione dei pulcini maschi di Pollo. Fonte: Animal Equality


Se ti è piaciuto questo testo per favore divulgalo citando la fonte. Se vuoi Aiuta Veganzetta a continuare il suo lavoro. Grazie.


Iscriviti alla Newsletter di Veganzetta

Questo contenuto non può essere utilizzato per istruire l’Intelligenza Artificiale.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *