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Vi chiedo perdono
dalle mie pieghe più profonde
se il vostro sangue si diffonde
giù nelle fogne insieme al suono
di quelle grida così forti
dei vostri animi distorti
dalla malvagità insidiosa
di chi non prende posizione
la vostra vita è una prigione
in cui il tormento non riposa
vorrei portarvi via lontano
dove non c’è nessuna mano
che possa togliervi la pace
dove la sofferenza tace
aria pulita tutt’intorno
le zampe vive nella terra
vorrei poter giurare un giorno
che non ci sarà più la guerra
che la violenza avrà una fine
vorrei pulirvi dalle spine
di un’esistenza senz’amore
vorrei curarvi dal dolore
e poi mostrarvi che la vita
non è l’immondo mattatoio
né l’infinito corridoio
verso la crudeltà inaudita
che vi riserva questa specie
vorrei che un giorno foste invece
liberi tutti, dentro e fuori
vorrei salvare i vostri cuori
vi chiedo scusa se non riesco
a porre fine al vostro strazio
se per il bene non c’è spazio
in questa fiera del grottesco
ma vi difenderò a gran voce
da questo sfruttamento atroce
finché avrò fiato in questo petto
sempre vi porterò il rispetto
che pochi ancora vi concedono
mi chiedo come, se non vedono
quella paura, quel terrore
che tiene gli occhi spalancati
mi chiedo se sono spietati
o se non san provare amore
vorrei proteggervi dal male
ché Dio non sembra esser capace
vorrei dirvi che mi dispiace
perché sono anche io
animale.
Greta Interlandi
Tratto da: Scattiinversi: danze di parole istantanee testimoni di tormenti, amori e guarigioni
Autrice: Greta Interlandi
Pubblicazione indipendente
Pagina: 105
Anno: 2025
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L’anima lacerata dall’ urlo planetario degli animali sfruttati libera parole taglienti come coltelli. Brava Greta.
Grazie Luisa <3
bellissima,grazie.
I tuoi versi urlano anche la mia frustrazione e rabbia verso una società indifferente nei confronti delle altre Specie che abitano questo pianeta. Grazie.
Eppure apparteniamo agli Homo sapiens… se così non fosse cosa saremmo? Forse, anzi, sicuramente meglio.