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Morrissey (ex cantante degli Smiths) è in tour in Italia. Da moltissimi anni è una persona vegana etica, e porta avanti i suoi principi con convinzione e tenacia, sfruttando anche la sua notorietà per fare attivismo e propaganda. Il cartello che apre questo articolo è stato esposto ai concerti che sta tenendo attualmente nel nostro Paese.
Morrissey con la sua “meat free zone” ha creato una zona temporaneamente liberata dalla crudeltà, un’area fisica che esiste solo nello spazio temporale del suo concerto, poi svanisce, ma in quel breve lasso di tempo chi “abita” questa zona (che è una nonzona, ma ha un’importanza fondamentale) si astiene volontariamente dal consumo di Animali (perché lo ritiene giusto, o perché vuole vedere il concerto), e non contribuisce alla loro sofferenza e uccisione. Questo esperimento, reso possibile solo dalla fama del suo inventore, è una prova pratica che volendo si può fare controinformazione efficacemente coniugando coerenza e fantasia, che è possibile all’interno di un tessuto sociale specista, discriminatorio e violento, creare una zona dove tutto ciò non esiste, un breve lasso di tempo durante il quale forse qualcuno farà “la connessione”.
Un’iniziativa lodevole e forte, che deve avere tutto il nostro appoggio. Anche altri personaggi famosi (come Paul McCartney) adottano convintamente strategie per la divulgazione del veganismo etico, ma la determinazione di Morrissey è inimitabile.

Beatrice Montini autrice dell’articolo evidenzia però due elementi che non dovrebbero far parte delle nostre argomentazioni:

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fnb

Ci sono molti modi di intendere il veganismo, nessuno però può esimersi dal considerare principi di base quali solidarietà, empatia e giustizia. Negli anni sono state numerosissimi i progetti nati in ogni Paese che hanno riguardato la pratica vegan e la sua etica, uno di essi davvero degno di nota è FOOD NOT BOMBS (F.N.B.).
Ma di cosa si tratta? Per capire il progetto F.N.B. si riportano si seguito estratti dei testi di presentazione della versione italiana del libro “Food Not Bombs” a cura di C.T. Lawrence Butler e Keith McHenry (i fondatori di F.N.B, N.d.R.), tradotto in italiano da Kafka Collective e pubblicato da Fratelli Frilli Editore del 2002, della seconda versione americana del libro, e la presentazione del gruppo Food Not Bombs Romagna. 


Il pugno è chiuso e levato verso l’alto, ma nella mano stringe una carota. E la scritta che affianca il logo dice il resto: Food Not Bombs, cibo e non bombe. Sono il simbolo e lo slogan di un movimento nato negli Stati Uniti 22 anni fa, che oggi conta 200 gruppi attivi in tutto il mondo [34 anni fa, e i gruppi sono ormai più di 1000 al mondo, N.d.R.], dall’Europa al Giappone, e sta muovendo i primi passi anche in Italia. A partire da un’idea semplice: combattere il paradosso della povertà nei paesi ricchi recuperando “sul campo” gli sprechi dell´industria alimentare. E cucinando pasti rigorosamente vegetariani, per strada e nei parchi pubblici, per chi ha il problema quotidiano della fame: senzatetto e non solo. (…) 

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primissimo piano di Loukanikos. Particolare della copertina del Time

Atene, 9 ott. (TMNews) – E’ morto Loukanikos, detto anche Louk, il cane mascotte delle manifestazioni di Atene, premiato personalità dell’anno 2011 dalla rivista Time, per la sua imperterrita presenza a tutte le proteste di piazza nella capitale greca, dal 2009 al 2012. Ne ha dato notizia il giornale di sinistra Afghi, vicino al partito Syriza, citando un veterinario che lo seguiva e secondo il quale Loukanikos, che significa “salsiccia” in greco, avrebbe inalato troppi gas lacrimogeni. “Le sue interiora erano impregnate dai gas della polizia, il suo corpo pieno di cicatrici di manganellate” sferrate degli agenti.

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C’è chi considera il veganismo un grande affare economico e commerciale, e chi invece lo utilizza per uno degli scopi per cui è nato: la solidarietà e la giustizia nei confronti dei più deboli.
Homeless Veggie Dinner  è un esempio di come si dovrebbe realmente intendere la filosofia vegan.
Tutto è perfettibile (sarebbe importante che in futuro tutte le portate fossero esclusivamente vegan, questo per essere coerentemente solidali con tutti gli Animali), ma l’attività ideata e svolta da Adam e le persone del suo gruppo è ammirevole, e si spera che anche in Italia nascano progetti del genere. Di seguito una breve intervista, un video, e una galleria fotografica.


Adam, parlaci di te

Mi chiamo Dario Adamic, per gli amici Adam e sono croato di Spalato. A 19 anni sono andato a Roma per studiare biologia, e dove ho vissuto 20 bellissimi anni. Nel 2009 mi sono trasferito a Berlino dove lavoro come insegnante d’inglese e allenatore di basket. Nel tempo libero curo un’etichetta HC/Punk chiamata Goodwill Records. Nel 2010, con un gruppo di amici, ho iniziato ad organizzare a Berlino delle cene vegetariane e vegane per senzatetto e per tutti quelli che desiderano mangiare insieme a loro. Il nostro progetto si chiama Homeless Veggie Dinner

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