Tag: Francesco Cortonesi




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Questa fotografia, (di cui esiste una versione anche a colori) intitolata Monkey Training for a Circus, è oggi nota in tutto il mondo e spesso utilizzata per simboleggiare gli orrori che si celano dietro le quinte dell’addestramento degli Animali cosiddetti “da circo”. Nonostante la sua notevole diffusione (e conseguente notorietà) viene ancora da qualcuno ritenuta artefatta o addirittura falsa. Forse ciò accade perché è troppo sconvolgente nel suo “umanissimo realismo”.

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Questa fotografia, scattata nel febbraio del 2019, ha vinto il concorso fotografico del National Geographic nella categoria “Mondo animale”. Il fotografo David Francescangeli ha immortalato un piccolo Verdone che, nel giardino di casa sua, a Terni, resiste al vento che infuria. Un vento carico di neve, frutto di una perturbazione chiamata Burian, un nome che inquieta perché sinonimo di tempesta.

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Il fotoreporter Thomas P. Peschak ha fatto questo scatto nel marzo del 2017 nell’isola di Halifax in Namibia1 e l’anno successivo è stato premiato al World Press Photo. L’immagine mette a confronto una vecchia fotografia (si tratta di una diapositiva del 1890) che ritrae una colonia di Pinguini africani, con la realtà attuale nello stesso luogo. Come si può vedere il numero di Pinguini africani della colonia è nettamente diminuito. In realtà si può dire che la colonia è quasi scomparsa. D’altra parte come potrebbe essere diversamente se si considera che il Pinguino africano, una volta l’Uccello marino più diffuso dell’Africa australe, è ora in via di estinzione?

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Quella demunciata dall’associazione LEAL e dal gruppo “IoStoConBruno” è una vicenda terribile e vergognosa che ha anche il sapore della beffa: in sunto lottare per togliere un gruppo di 17 Macachi da uno zoo (quello di Cavriglia in provincia di Arezzo) per dar loro un luogo quantomeno dignitoso dove vivere (in Olanda) e infine aspprendere della loro deportazione allo zoo di Napoli. Com’è stato possibile tutto ciò? Un comunicato congiunto di LEAL e del gruppo “IoStoConBruno” ce lo spiega.

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