La campagna contro Green Hill: frammenti di una storia di liberazione animale


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Il 28 aprile 2012 a Montichiari (BS) avviene una delle più importanti liberazioni della storia dell’animalismo in Italia. In questa pagina vengono raccolte alcune informazioni non esaustive che verranno integrate nel tempo. Veganzetta è disponibile ad apportare eventuali modifiche su richiesta.

Cronistoria della campagna di protesta contro Green Hill liberamente estratta dall’articolo “GREEN HILL 28 MESI VISSUTI DI CORSA…” pubblicato su “La Voce dei SENZAVOCE” n° 88 autunno 2012 rivista periodica della Lega AntiVivisezionista (LEAL)

green hill1 - La campagna contro Green Hill: frammenti di una storia di liberazione animale

… per salvare 2.639 cani, che dovevano finire avvelenati, amputati, resi folli sui tavoli della vivisezione, e che invece hanno trovato affetto, calore, una casa e un futuro. Dal primo corteo di protesta del 2010 al 27 luglio 2012, giorno in cui i Beagle di Green Hill vengono dati in affido alle associazioni animaliste, è la storia di una vittoria collettiva, che senza il Coordinamento Fermare Green Hill non avremmo mai potuto scrivere. 

MARZO 2010
Un comunicato sulla neonata pagina web Fermaregreenhill.net annuncia la nuova campagna di protesta contro l’allevamento di Beagle della multinazionale americana Marshall BioResources, che si chiama Green Hill e ha sede a Montichiari, in provincia di Brescia. La promuove un coordinamento di attivisti che si sono fatti le ossa in precedenti campagne come Chiudere Morini (un allevamento di cani e cavie per la vivisezione di San Polo d’Enza, in Emilia, fallito nel 2010) e AIP, che sta per Attacca l’industria della pelliccia.

24 APRILE 2010
Primo corteo di protesta a Montichiari con l’obiettivo immediato di fermare il progetto di ampliamento dell’allevamento, che intende costruire altri cinque capannoni oltre a quelli esistenti, per arrivare a contenere fino a 5.000 cani. Un corteo di 3.000 persone sfila nel centro del paese accendendo i riflettori dei media, anche quelli nazionali, su Green Hill.

22 MAGGIO 2010
Presidio sotto l’allevamento nel quale si radunano quasi 1.000 persone. I manifestanti riescono a raggiungere il perimetro dell’allevamento, dove vengono raggiunti dagli incessanti latrati dei cani. Nasce il Comitato Montichiari contro Green Hill, costituito da abitanti della zona, che opererà in stretto contatto con il Coordinamento per tutto il tempo della campagna, raccogliendo 230 mila firme per la chiusura di Green Hill, consegnate poi al Senato, dove si discute di Direttiva europea sulla sperimentazione animale.

10 GIUGNO 2010
Protesta davanti alla Asl della Regione Lombardia per ricordare alle istituzioni che esiste una legge regionale dove è scritto che nessuna struttura (allevamento o canile che sia) può ospitare più di 150 cani. In Green Hill arrivano a essercene anche 2500.

25 SETTEMBRE 2010
Corteo nazionale contro Green Hill e contro la vivisezione, a Roma. Sfilano per le vie centrali della capitale, da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo, 10 mila persone. E’ la più grande manifestazione contro la vivisezione che l’Italia ricordi.

6 NOVEMBRE 2010
Montichiari viene invasa da manifestanti con fiaccole accese “per simboleggiare la luce che portiamo agli animali rinchiusi”.

FEBBRAIO 2011
Presidi di protesta contro i fornitori di Green Hill: c’è chi fornisce il cibo, chi gli attrezzi per la stabulazione, chi i macchinari, chi assicura assistenza legale.

5 MARZO 2011
Corteo nazionale a Milano. Migliaia di persone chiedono di avere risposte sulla chiusura di Green Hill da parte della Regione Lombardia, della Asl regionale, del sindaco di Montichiari.

APRILE 2011
In diverse città d’Italia si svolgono “presidi scenografici” per informare il pubblico di ciò che accade a Montichiari e per allargare la protesta

30 SETTEMBRE 2011
La Procura di Brescia autorizza le guardie ecozoofile Oipa a effettuare un sopralluogo all’interno di Green Hill. Malgrado le “criticità” rilevate in quell’occasione, il procedimento penale relativo verrà archiviato nel marzo 2012.

14-15 OTTOBRE 2011
Si organizza una veglia di due giorni davanti all’allevamento. Prima che sorga il sole, cinque attiviste e attivisti del Coordinamento scavalcano le reti di Green Hill e occupano il tetto del capanno in cui sono rinchiusi i cani “in partenza” per i laboratori. L’impatto di quest’azione è enorme. Tutta l’Italia può sentire, via Youtube e social networks, i latrati degli animali prigionieri.

INVERNO 2011-2012
Dopo l’“occupazione del tetto”, la grande visibilità assunta dalla campagna contro Green Hill innesca nuove dinamiche e l’arrivo sulla scena – locale e nazionale – di nuovi protagonisti (soprattutto alcuni personaggi politici), da una costola del Coordinamento nasce Occupy Green Hill. Persino il Presidente della Regione Lombardia annuncia una proposta di legge per vietare l’allevamento di cani e gatti destinati alla vivisezione sul territorio lombardo. Si aspetta l’esito della perquisizione realizzata in settembre dalle guardie zoofile dell’Oipa, e si studiano vie d’uscita legali per la chiusura dell’allevamento. Intanto, nelle commissioni parlamentari della Camera e poi del Senato, comincia la discussione di un emendamento per il recepimento della Direttiva 2010/63/UE (detta “sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”) approvata a Strasburgo nel 2010.

31 GENNAIO 2012
L’emendamento (o articolo 16) perde i pezzi: i deputati eliminano in aula il punto “g” (istituzione di un sistema ispettivo ai laboratori) e il punto “h” (istituzione di una banca dati telematica degli esperimenti eseguiti). Così depauperato, passa al Senato dove viene denominato articolo 14. La discussione (soprattutto mediatica) di politici, associazioni di veterinari e rappresentanti del mondo della vivisezione si concentra sulla clausola dell’emendamento che sembra poter portare alla chiusura di Green Hill.

20 MARZO 2012
Attiviste e attivisti del Coordinamento si incatenano alle grate degli uffici di via San Zeno, a Montichiari, proprio accanto al primo capanno dove sono detenuti i cani in partenza verso i laboratori della vivisezione. In quello stesso periodo viene lanciata l’operazione “Altrimenti ci arrabbiamo” per fare pressione sulla 14° Commissione del Senato, dove si discute il recepimento italiano della Direttiva 2010/63/UE.

28 APRILE 2012
Giornata storica. Le foto che documentano la liberazione di alcuni piccoli di Beagle oltre il filo spinato di Green Hill fanno il giro del mondo. Il Coordinamento partecipa alla manifestazione, che però è stata indetta da Occupy Green Hill. In un inarrestabile crescendo, la protesta contro l’allevamento italiano di Marshall BioResources è ormai sotto i riflettori di tutti i media. L’attenzione e l’appoggio del pubblico sono enormi. Si moltiplicano le forze e le associazioni che vi partecipano, come pure le dichiarazioni dei politici, i servizi dei giornali e delle televisioni.
Nei giorni successivi al 28 aprile il Coordinamento riceve un video che ritrae alcuni animali al sicuro e in libertà.

GIUGNO 2012
Il Coordinamento rende pubblica una registrazione audio raccolta all’interno dell’allevamento, durante la quale un dipendente afferma che sopprimerà i cani prima che vengano registrati all’anagrafe canina. La Asl di Brescia ha sempre affermato di eseguire supervisioni rigidissime nei confronti di Green Hill, in base alle quali non nutre dubbi circa il corretto agire dell’azienda. Ora ci sono prove incontrovertibili che ciò non è vero. Per il 30 giugno il Coordinamento organizza un corteo a Montichiari, che nelle intenzioni sarà seguito da un campeggio di due settimane, utile per mettere sotto pressione la Marshall BioResources e i suoi fornitori, per fare il punto della situazione con gli attivisti, i simpatizzanti e le altre associazioni, per aumentare la consapevolezza del pubblico sul business che sorregge la sperimentazione animale. Il campeggio non si farà mai: il 30 pomeriggio, una delle giornate più calde di un’estate che si annuncia torrida, dal corteo di protesta si staccano alcuni manifestanti che raggiungono le reti che delimitano Green Hill. La polizia li ferma e la Digos vieta qualunque ulteriore forma di protesta nei giorni successivi.

GIUGNO – LUGLIO 2012
Giungono a maturazione una serie di procedimenti legali avviati nel periodo precedente. I punti salienti di questa miccia che prenderà fuoco in luglio sono la perquisizione effettuata dalle guardie dell’Oipa il 30 settembre 2011 (benché archiviato, l’esposto dell’Oipa è ben presente nei suoi contenuti a tutti i protagonisti); la denuncia del Partito animalista europeo; la presentazione del caso Green Hill da parte di un eurodeputato italiano al commissario Ue alla Salute; gli esposti presentati alla Procura di Brescia da una cinquantina di privati; la denuncia dell’associazione Io non ho paura nonché quelle di Lav e Legambiente. Motivazioni comuni a queste azioni sono l’accusa di maltrattamento di cani e di violazione della legge 116/92 sull’utilizzo degli animali destinati alla vivisezione. L’associazione Freccia 45 farà invece richiesta di commissariamento della Asl di Brescia per inadempienze nell’espletamento delle sue funzioni.

18 LUGLIO 2012
Alle 9.15 il Corpo Forestale dello Stato interviene a Green Hill mettendo sotto sequestro probatorio capannoni e uffici dell’allevamento della Marshall BioResoruces. Il reato contestato è quello di maltrattamento di animali. L’intervento è stato disposto dalla Procura del Tribunale di Brescia. All’operazione partecipano trenta forestali dei Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (Nirda).

20 – 24 LUGLIO 2012
La Guardia Forestale trova cento carcasse di cani nel congelatore dell’allevamento, molti cuccioli risultano essere stati soppressi perché invendibili e altri non sono micro-chippati come invece dovrebbero. Nel mirino entrano anche l’autorizzazione comunale all’allevamento e le ispezioni della Asl, secondo la quale è sempre risultato tutto regolare.

27 LUGLIO 2012
Lav e Legambiente, insieme con il Coordinamento Fermare Green Hill, con il Comitato Montichiari contro Green Hill, Vita da cani onlus e innumerevole altre associazioni animaliste accolgono i primi cani che escono da Green Hill. Nessuno di loro dovrà più affrontare l’orrore della vivisezione cui era destinato. A sovrintendere l’operazione ci sono gli uomini del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia giudiziaria, Carabinieri, veterinari. La Procura di Brescia ha affidato la custodia giudiziaria dei cani a Lav e Legambiente, che si appoggiano ad altri gruppi e associazioni per far fronte alla mega-operazione di affido dei cani, che si concluderà poco meno di due mesi dopo.

20 SETTEMBRE 2012
Ultimo giorno di affidi: 2.639 i cani liberati, 9.000 le richieste di affido.

 


 

Alcuni articoli di Veganzetta sulla campagna

24 aprile 2010
24 aprile 2010: corteo nazionale contro Greehill
http://www.veganzetta.org/?p=566

14 ottobre 2011
Cinque attivisti sul tetto di Green Hill!
http://www.veganzetta.org/?p=853

gree hill4 - La campagna contro Green Hill: frammenti di una storia di liberazione animale

Conquista del tetto di Green Hill

29 aprile 2012
Green Hill: tra liberazioni di beagles e fermi di attivisti
http://www.veganzetta.org/?p=1539

30 aprile 2012
Green Hill: 12 in carcere per la liberazione a Montichiari
http://www.veganzetta.org/?p=1556

green hill3 - La campagna contro Green Hill: frammenti di una storia di liberazione animale

30 aprile 2012
Le immagini di cinque beagles liberati da Green Hill
http://www.veganzetta.org/?p=1573

30 giugno 2012
Green Hill: rivelazioni dall’interno
http://www.veganzetta.org/?p=1759

27 luglio 2012
Il primo Cane uscito da Green Hill si chiama Vegan
Articolo di Veganzetta contenente il comunicato del Coordinamento Fermare Green Hill
http://www.veganzetta.org/?p=1846

green hill2 - La campagna contro Green Hill: frammenti di una storia di liberazione animale

VEGAN, il primo beagle a varcare la soglia di Green Hill

 


 

Il processo Green Hill

9 dicembre 2013
Processo Green Hill: l’apertura
http://www.veganzetta.org/?p=4341

Processo Green Hill

Martedì 10 dicembre 2013 si apre il processo contro le persone che hanno liberato alcuni Cani dal lager Green Hill di Montichiari il 28 aprile 2012 durante una manifestazione di protesta.
Veganzetta ha deciso di dare supporto e visibilità a una di queste persone che è sempre stata molto vicina alle posizioni del giornale: Luana Martucci.

Da oggi sul sito web di Veganzetta saranno pubblicate notizie, aggiornamenti, comunicati e dichiarazioni relativamente alle vicissitudini giudiziarie di Luana che dovrà rispondere delle accuse di furto e danneggiamento.

Di seguito è possibile leggere la prima dichiarazione pubblica di Luana Martucci in occasione  dell’udienza del 10 dicembre.

10 dicembre 2013 – Primo comunicato

Liberazione Green Hill: stato di necessità

il 28 aprile a Green Hill mi sono trovata di fronte a degli individui imprigionati, condannati a tortura e morte, privi di ogni diritto a vivere la propria vita in modo libero. Individui che non erano in grado di liberarsi da soli da quella schiavitù. Un Cane, come qualsiasi essere senziente, ha una storia, dei ricordi, dei sentimenti e delle emozioni. Desidera vivere una vita piena e libera intrattenendo relazioni sociali; per tali ragioni non sarebbe errato definirlo una persona non umana. Chi si ostina a negare tutto ciò, nega un’evidenza. Chi si ostina a lucrare sulla vita degli altri, anche se non umani, compie un atto profondamente ingiusto se non agli occhi della Legge, che lo permette, perlomeno a quelli della coscienza che non può essere zittita. E’ questa coscienza, e il senso di giustizia che ne deriva che ho ritenuto di dover seguire, agendo direttamente e liberando chi non poteva liberarsi da solo, e che non avrebbe di sicuro avuto alcuna speranza per un futuro migliore. Ho semplicemente manifestato loro la mia solidarietà. Non avrei potuto rivolgermi a nessuno per aiutare questi individui. Le leggi che regolano la nostra società permettono lo sfruttamento di questi esseri senzienti, e la nostra cultura e il nostro modo di vivere si fonda sulla possibilità di sfruttarli e ucciderli, per mangiarli, per indossare la loro pelle o semplicemente per divertirci. Per la nostra società gli Animali sono oggetti e producono reddito, per me sono individui che desiderano vivere. Ho agito in conseguenza a ciò che credo giusto, ho seguito un principio di civiltà e umanità. Nella storia umana anche la schiavitù di altri umani, o l’olocausto, o l’apartheid sono stati a lungo permessi dalle leggi, eppure molti le hanno trasgredite queste leggi per portare solidarietà a queste persone e sottrarle a un destino orribile. La mia è una forma di disobbedienza e denuncia nei confronti di leggi ingiuste, e un’azione solidarietà a chi non può liberarsi.

Il mio atto è scaturito pertanto da uno stato di necessità, lo stesso che si verrebbe a creare nel momento in cui una donna, un uomo, un bambino si venissero a trovare in una situazione di privazione totale dei più semplici diritti individuali, che mai dovrebbero essere negati.

In questo ritengo la liberazione animale un atto diretto di giustizia

Oggi sono pertanto chiamata a rendere conto del compimento di un atto dettato dalla necessità di salvare dalla tortura e dalla prigionia persone non umane, altrimenti destinate a una lunga agonia e alla morte; e questo solo per il semplice fatto di non appartenere alla specie umana. Non considero quindi il mio gesto sbagliato, bensì giusto e necessario.

Luana Martucci

Download comunicato in formato .pdf


11 dicembre 2013
Processo Green Hill: considerazioni sulla prima udienza
http://www.veganzetta.org/?p=4353

11 dicembre 2013

Il 10 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo per la liberazione dei cani a Green Hill. L’udienza era dedicata all’ammissione delle prove e dei testimoni presentati dalle varie parti. Io ero presente in aula. Le mie accuse a oggi riguardano il furto in dimora (art.624 bis), e il danneggiamento (ancora valutato nei 250.000 euro). Presente anche la difesa di Green Hill.

La tendenza del Giudice e del PM rispetto all’ammissione delle prove e dei testimoni, è quella di ammettere solo ciò che è strettamente pertinente ai capi d’accusa. Sono emerse quindi perplessità su testimoni chiamati da difese di altri imputati quali l’On. Brambilla e il Dott. Tettamanti, il dvd di Striscia la Notizia, ecc.

Perplessità anche rispetto a testimoni e prove presentati dagli avvocati di Green Hill, sia perché alcuni testimoni sono ora indagati in un altro processo aperto dalla procura rispetto a maltrattamenti e uccisioni, sia perché non ritenute inerenti al processo in corso. La mia posizione nell’occasione è stata quella di non richiedere acquisizione di prove e testimoni, ma di voler essere interrogata in quando sostengo ogni azione che ho esercitato quel giorno e ho anticipato di voler rilasciare dichiarazioni durante il processo.

La tendenza del PM sembra un ridimensionamento del processo rispetto reati non gravi, consistenti in qualche piccolo danneggiamento della recinzione e della porta d’ingresso al capannone e il “furtarello” di qualche Cane.

Ravviso la necessità di ribadire l’importanza dell’azione di liberazione di quel giorno che non può essere derubricata a reati di poco conto per quanto questi alleggeriscano la nostra posizione. Ritengo che vada ribadita l’azione intenzionale di portare aiuto a queste persone animali come atto volontario di trasgressione a leggi ingiuste a azione diretta di liberazione.

Inoltre un accenno spontaneo del PM fa presente come lo stato di necessità (art. 54 cp) non sia applicabile in tale circostanza in quanto “purtroppo il nostro ordinamento giuridico parla di persone non prendendo in considerazione gli animali”. E’ qui che l’interpretazione giuridica deve fare quello sforzo necessario per allargare il termine persona a chiunque provi emozioni, sentimenti e desiderio di vivere. Obiettivo difficile, ma occasione imperdibile per stabilire un precedente importante.

Difficile anche per loro sostenere il furto in quanto prevede il fine di trarre profitto per sé o per altri, fine che assolutamente è mancata nell’azione di liberazione.

La prossima udienza è stata fissata per il 25 marzo alle ore 9,30 e sarà dedicata ai testimoni citati dal Pm che saranno interrogati e controinterrogati. La lista è molto lunga e prevede tra gli altri gli agenti delle forze dell’ordine presenti nei vari settori di Green Hill e la Digos.

Luana Martucci


18 aprile 2014
Processo Green Hill: considerazioni sulla seconda udienza
http://www.veganzetta.org/?p=4975

18 aprile 2014

Il 25 marzo 2014 si è tenuta la seconda udienza del processo per la liberazione dei Cani di Green Hill. L’udienza era dedicata alla deposizione delle testimonianze dei testi dell’accusa, quindi: Polizia Locale, Digos, Carabinieri, direzione del lager, responsabile veterinario della struttura. Io ero presente in aula unitamente al mio avvocato. Presente ovviamente anche la difesa di Green Hill. 

Il PM ha rinunciato a numerosi testi precedentemente chiamati a deporre, e si è concentrato soprattutto sulle testimonianze del Capitano dei Carabinieri Fabrizio Massimi, del dirigente della Digos di Brescia, Vice Questore Aggiunto Giovanni De Stavola, di alcuni agenti della Polizia Locale di Montichiari, che unitamente ad alcuni Carabinieri (anch’essi ascoltati in aula) hanno proceduto agli arresti delle persone imputate nel processo.
Al termine della mattinata sono stati ascoltati anche il responsabile veterinario e il direttore di Green Hill di Montichiari.

Dalle deposizioni è emerso un quadro interessante della situazione: sia Massimi che De Stavola (soprattutto quest’ultimo) hanno escluso la volontà dei manifestanti di aggredire o nuocere agli agenti presenti; De Stavola si è spinto oltre affermando – senza alcuna sollecitazione da parte di nessuno, PM compreso – che “non c’era propensione violenta verso le forze dell’ordine”. Tale affermazione pronunciata dal responsabile operativo della Digos è di assoluto rilievo: non c’è evidentemente volontà politica a perseguire le persone accusate con reati penali derivanti da eventuali azioni violente contro gli agenti, De Stavola, infatti, sostiene che ha ravvisato un “clima di ribellismo contro l’allevamento e non contro la Polizia”.
Lo stesso PM non ha dimostrato volontà di approfondire questioni quali possibili violenze o resistenze contro gli agenti presenti, da parte degli imputati, calcando invece la mano sui danni materiali alle strutture del lager. Tale posizione non è invece quella tenuta dai Carabinieri, che durante la deposizione hanno parlato di presunti atti di resistenza degli imputati durante gli arresti.

Nessuno dei testimoni dell’accusa ha visto le persone imputate aprire le gabbie dei Cani nei capannoni, come nessuno ha visto materialmente gli imputati tagliare, rompere o danneggiare le recinzioni o i serramenti della struttura. Dalla deposizione degli agenti della Polizia Locale di Montichiari presenti il 28 aprile, si evince una situazione di totale confusione all’atto dell’arresto di alcuni imputati che si stavano allontanando con alcuni Cani: gli agenti infatti non sono stati nemmeno in grado di specificare chi si era occupato dei Cani recuperati, e quale procedura venne seguita per riconsegnarli al lager da dove erano stati liberati. Gli agenti di Polizia Locale di Montichiari Omar Pezzaioli e Andrea Rebuffoni, hanno riferito di ricordarsi di aver visto tre Cani beagle in caserma, successivamente riconsegnati al lager di Green Hill senza aver steso preventivamente alcun verbale, né averli identificati.
La medesima confusione si riscontra nelle cifre riguardanti la partecipazione alla manifestazione a Montichiari: secondo i Carabinieri 3.000, secondo la Polizia 1.000, 1.200 persone.
Stesso metodo spannometrico viene usato per la presenza degli agenti in campo: De Stavola riferisce anche che sul posto erano presenti 60-80 agenti, più la Polizia Locale di Montichiari.

Per quanto riguarda la testimonianza di Roberto Bravi e Renzo Graziosi, rispettivamente direttore della sede operativa di Green Hill di Montichiari, e responsabile veterinario, si sottolineano i dati da loro forniti riguardanti i danni subiti e i Cani liberati.
Oltre alle reti tagliate, ad alcune vetrate dei capannoni infrante, e a delle serrature forzate, il direttore parla di danni materiali, secondo un’ultima stima, per un totale di 267.000 euro: mille euro a Cane per i 70 Cani liberati (di cui tre fattrici restituite) per un totale di 67.000 euro, e 200.000 euro riguardanti danni alle strutture e come risarcimento per la perdita di ulteriori 20 Cani; a tale proposito è necessario aprire una parentesi per riportare che il veterinario (dott. Graziosi) ha parlato dello scoppio di un focolaio di parvovirosi canina nel lager, che ha causato – a suo dire –  l’infezione di 100 cani di cui 20 sono successivamente morti. A detta del veterinario il virus della parvovirosi canina è stato veicolato dalle persone che si sono introdotte nei capannoni, in che modo non è dato sapere. La presenza del virus è stata documentata da esami autoptici disposti sul corpo di alcuni cuccioli deceduti inviati all’Istituto Zooprofilattico di zona. Incredibile a dirsi ma pare inoltre che alcuni Cani siano morti perché una volta fatti uscire dalle gabbie, hanno bevuto del liquido disinfettante presente nei capannoni.  Alla domanda sulla presenza di un eventuale protocollo di sicurezza per il trattamento di liquidi pericolosi nel lager, il veterinario ha risposto che non ne esistono.
Il direttore della sede operativa ha rimarcato che il danno economico alla struttura è stato ingentissimo dato che la “produzione” che in passato prevedeva un numero totale di Cani annuo pari a 2.000 – 2.500, risulta ferma da ben due anni, dato che la struttura ha chiuso i battenti come è noto.

Una particolarità sorta durante la deposizione di Bravi è l’esistenza di un fantomatico “programma di donazioni” di Green Hill: pare si trattasse di un programma che prevedeva la cessione di Cani non adatti alla vendita per la vivisezione, a non precisate associazioni per la tutela degli Animali situate all’estero. Su questo punto non è stato possibile indagare oltre, la speranza è che la questione venga ripresa durante lo svolgimento dell’imminente processo contro Green Hill che comincerà in giugno.

La linea di condotta che intendo seguire è quella di evidenziare la valenza politica dell’atto di liberazione che è stato portato a termine, questo nonostante pare ormai chiaro che il processo sia stato incanalato verso una mera richiesta di risarcimento danni; ciò, che parrebbe un elemento positivo, è del tutto deleterio, perché non viene lasciato alcuno spazio alla trattazione delle motivazioni etiche e politiche di quanto si è verificato a Green Hill.

La prossima udienza è stata fissata per il 26 maggio alle ore 11.00, e sarà dedicata al nostro interrogatorio e controinterrogatorio, e ai testimoni della difesa.

Luana Martucci


23 aprile 2014
http://www.veganzetta.org/?p=5023
Il processo contro l’allevamento lager Green Hill

L’allevamento lager Green Hill viene posto sotto sequestro il 18 Luglio 2012 con un’operazione congiunta del Corpo Forestale dello Stato e Guardia di Finanza. Tutti i Cani vengono affidati a due associazioni : Legambiente e Lav.
Circa 3.000 Cani vengono affidati a famiglie in tutta Italia.

Oltre al processo – già in corso – contro le persone che hanno liberato i Cani, ci sarà quindi anche un processo contro il lager Green Hill. Il reato contestato al lager è quello di maltrattamento di Animali e animalicidio in concorso. L’intervento è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

il 23 giugno comincerà il processo contro Green Hill. La Procura ha chiuso l’inchiesta sull’allevamento lager di Montichiari: sotto accusa l’amministratrice Ghislane Rondot, il direttore Roberto Bravi e il veterinario Renzo Graziosi. Con i mesi però il cerchio si è allargato alla Marshall, la multinazionale americana da cui dipende l’allevamento. Così anche Bernard Gotti, uomo di fiducia della Marshall Bioresources di Lione, della holding Farms group di cui Green Hill 2001 S.r.l. fa parte, deve rispondere al pari degli altri di maltrattamento di Animali e di animalicidio in concorso.

Proprio Gotti avrebbe rivestito un ruolo gestionale di spicco in quanto autore di un manuale con le linee guida del canile. I 2.639 Cani liberati un anno fa e affidati alle famiglie sarebbero stati costretti a “comportamenti insopportabili per le caratteristiche etologiche” tanto da avere somatizzato una serie di anomalie comportamentali (freezing, paura, ansia, stereotipie) riscontrabili in casi di “stress cronico”.

I cuccioli vivevano ammassati in gabbie sporche di feci e sangue, dove la temperatura era mantenuta “consapevolmente elevata”, tra il frastuono assordante dell’abbaiare, senza luce naturale né possibilità di sgambare. Vivevano in un “ambiente ristretto e uguale, privo di stimoli olfattivi e sensoriali imprescindibili per un beagle, essendo questi un cane da caccia”. Le fattrici per “ovvie finalità commerciali” sarebbero state obbligate a parti a ripetizione e a separarsi troppo presto dai cuccioli, poi abbandonati in gabbie piene di segatura la cui ingestione non di rado ne provocava la morte. E ancora, i Cani, identificati tramite tatuatura con aghi in luogo dell’indolore ma più costoso microchip “con il solo fine di abbattere i costi d’impresa”, se affetti da dermatiti non venivano curati.

Contestata anche la pratica di anestesie gassose e la soppressione di 54 beagle invendibili. Durante la perquisizione sembra siano stati trovati oltre 100 corpi di cuccioli in un congelatore.

Una seconda tranche dell’indagine riguarda invece il comandante di Polizia locale di Montichiari Cristian Leali, accusato di omessa denuncia e falso in atto pubblico per avere, in seguito a una perquisizione, rispettivamente omesso di denunciare alla Procura della Repubblica di Brescia il reato di uccisione di Animali e per aver affermato che i cani si trovavano in ottime condizioni e che disponevano di ampia libertà di movimento.

Il Dirigente della Direzione Generale del Servizio Veterinario della Regione Lombardia, invece, dovrà rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio (articolo 323 del Codice penale) per aver autorizzato la società Green Hill 2001 S.r.l. a identificare i Cani mediante tatuaggio anziché microchip, procurando così all’allevamento l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nel totale risparmio del denaro necessario all’acquisto dei microchip medesimi.

Seguiremo anche questo processo e vi terremo informate/i.

Veganzetta

 


 

Materiale fotografico derivante dagli atti processuali del processo Green Hill del 2014, e riguardante le fasi di liberazione dei Cani il 28 aprile 2012 a Montichiari (BS)


 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/4ertE

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