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A volte ci sono passi tratti da alcuni libri che riassumono tanto efficacemente quanto inconsapevolmente punti di vista tipici del pensiero antispecista e vegano. Pur non essendo, a quanto pare, una persona umana antispecista, Richard DeWitt in un suo libro descrive un concetto dello stare al mondo di noi Umani, assolutamente condivisibile.
Il testo originale è in inglese, la traduzione è a cura di Veganzetta.
Mi piace l’idea che noi siamo solo una delle dieci milioni di specie che si stima esistano oggi sulla Terra. E mi piace che siamo legati a tutti gli organismi attualmente viventi e a tutti quelli che sono esistiti e che ora sono estinti. Ho avuto la fortuna di vivere in diverse parti del mondo e di aver potuto viaggiare in molte altre, e mi piace pensare che ovunque vada, la flora e la fauna che incontro facciano parte di una grande famiglia. È un’idea straordinaria: tutti gli organismi della Terra, ogni pianta e ogni animale, sono nostri parenti. Non c’è ragione di vederla in modo negativo. Al contrario, è una visione di noi stessi e del nostro posto nell’universo che è allo stesso tempo umile e maestosa.
Ci colloca in una rete di vita che si estende indietro nel tempo per miliardi di anni. È una visione che ci ricorda che non siamo soli, che facciamo parte di qualcosa di molto più grande di noi stessi, e che condividiamo un’eredità comune con tutta la vita su questo piccolo e fragile pianeta.
Richard DeWitt, Worldviews: An Introduction to the History and Philosophy of Science, Wiley-Blackwell, 2018.
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