Le sabotatrici dell’ordine


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Le sabotatrici dell'ordine

Proposta di letture per l’estate: la plant-zine “Le sabotatrici dell’ordine”.


«Le sabotatrici dell’ordine è una raccolta di storie che nasce dal vagabondare sul e nel Parco Michelotti (Torino), dal desiderio di esplorare l’esistenza  multi-specie e indecorosa delle piante che si affermano tra spazi inosservati della città, e dalla volontà di riscoprire la forza politica delle parole.
Abbiamo allora provato a vivere il disordine, con la complessità dei corpi, dei luoghi e dei tempi,
abitando l’incompletezza generativa della realtà socio-ecologica.
Le sabotatrici dell’ordine è dunque un impegno a stare e a perdersi nel presente, è un testo, intenzionalmente inconcluso, è uno spazio da attraversare dove muoversi e fermarsi liberamente, uscendo dagli itinerari classici della lettura».

«Le sabotatrici dell’ordine sono specie erbacee infestanti e caparbie. Nostrane ed esotiche, non importa: sono tutte viaggiatrici senza confini, strateghe e abili tessitrici di opportunità.
Sono piante note alla storia, alle leggende e alle verità popolari; alcune sacre, altre meravigliosamente profane.
Tra loro si fanno spazio anche i semi di quegli alberi che furono piantati per creare viali e parchi fruibili dalla popolazione, ora rinascenti nella nuova terra abbandonata senza più schemi di piantumazione».

Ulteriori informazioni e materiale su: https://sabotatricidellord.wixsite.com/website


Le sabotatrici dell’ordine


2 Commenti
  1. Paola Drog ha scritto:

    Grazie argomento interessante anche per i profani come me che tuttavia da sempre vanno ammirando le favolose ” erbacce ” e le zone incolte dove la Natura riesce ancora a ritrovare i propri ritmi riprendendosi gli spazi sfuggiti o lasciati dalla tragica mano del noiosissimo Umano . Paola Drog

    15 Agosto, 2022
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    • Veganzetta ha scritto:

      Gli spazi “sfuggiti” all’Umano e al suo controllo, senza dubbio sono zone preziosissime di rinaturalizzazione, dove finalmente è possibile per gli altri viventi trovare un rifugio (anche se troppo spesso temporaneo) dalle nostre devastazioni.

      16 Agosto, 2022
      Rispondi

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