In morte di Baldo


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Baldo sofferente mentre viene soccorso

Quella di Baldo è l’ennesima storia di violenza, crudeltà e di dolore in cui la vittima è un Animale. Baldo era un Cane giovane e mansueto (ma poteva essere stato un qualsiasi altro Animale), legato ad un albero e colpito senza pietà da due fucilate a bruciapelo sparate da un Umano a Sovicille in provincia di Siena. I motivi di questa follia? Sempre e solo futili, l’epilogo? Quello consueto: un Animale soffre pene terribili e muore, chi ne è responsabile se la caverà con poco o nulla.
La storia di Baldo non è nemmeno tra le più atroci, purtroppo c’è di molto peggio, ma ancora una volta – altra consuetudine – si grida allo scandalo e ci si affida a una “giustizia” umana che non può e non vuole fare nulla. Peraltro del povero Baldo si parla sui giornali certamente perché era un Cane, se fosse stato un Maiale chi avrebbe speso anche solo una parola per lui?

Baldo ha sofferto ed è morto. Il suo assassino anche se sarà denunciato e processato, rischierà al massimo la confisca delle armi (toh è un cacciatore, che strano), una multa (la pagherà mai?) o la condanna (fittizia) a qualche mese di detenzione: in Italia le pene detentive fino ai due anni per soggetti incensurati, non significano automaticamente il carcere. Le cosiddette leggi contro la crudeltà sugli Animali in questo Paese prevedono pene pecuniarie e la detenzione per un massimo di due anni nel caso di morte dell’Animale. Coloro che continuano a scrivere sui social network e sui giornali “speriamo che finisca il galera”, “speriamo che la paghi cara”, sperano in realtà in una conseguenza (giusta o sbagliata che sia) che non si verificherà mai. Queste leggi ipocrite e inutili sono state spacciate a suo tempo come delle conquiste di civiltà da numerose associazioni animaliste, in realtà ad oggi chi ha seviziato, massacrato e ucciso per crudeltà o senza necessità un Animale, non ha mai subito conseguenze serie, chi invece li massacra legalmente per diletto o per lavoro, non ne subisce affatto.
Ancora oggi le leggi vigenti garantiscono il rispetto del sentimento (umano) per gli Animali, inteso come sentimento di pietà, ma non contemplano gli Animali come soggetti.
Certamente in linea di principio la punizione di un crimine commesso non può e non deve essere considerata una soluzione, ma l’esistenza di conseguenze gravi e condivise, per coloro che semplicemente si divertono a torturare e ammazzare gli altri a prescindere dalla specie, dovrebbe essere una delle basi comuni minime e irrinunciabili su cui fondare una convivenza civile.

Intanto però Baldo ha sofferto ed è morto. Ma era solo un Animale, la sua agonia (durata giorni) e la sua morte non sono considerate dei fatti gravi, per questo il suo assassino non rischierà molto, ma soprattutto a sua volta non comprenderà mai che ciò che ha fatto è terribile. Questo ovviamente accade perché viviamo in una società specista in cui la vita degli Animali vale poco o nulla (e come potrebbe essere altrimenti dato che ne uccidiamo a milioni quotidianamente?) e dunque anche le scarse leggi a loro tutela sono destinate a valere poco o nulla. Del resto se le stesse persone umane che legiferano, consumano e sfruttano Animali come è prassi comune, che cosa ci si potrà mai aspettare che partoriscano le loro menti? L’unico lato positivo in questa triste vicenda è che Baldo almeno ha avuto accanto nei suoi ultimi istanti di vita qualche Umano che ha tentato di salvarlo e non è morto in solitudine legato ad un albero. Ma questa è una ben magra consolazione e lo è solo per noi.


Fotografia in apertura: Baldo agonizzante mentre viene soccorso. Fonte facebook.

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