"Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali" Theodor Adorno

DOSSIER: Antispecisti di destra?

Pubblicato da Cereal Killer il 29 dicembre, 2010 12:52 PM

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La destra e l’antispecismo: un dossier per chiarire dal punto di vista politico, filosofico ed etico l’assurdità  di un accostamento simile.

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Pubblicato in Antispecismo | Commenti (12)

12 Commenti a “DOSSIER: Antispecisti di destra?”

  1. Su Il neurone proteso si parla di questo articolo:
    http://neuroneproteso.wordpress.com/2011/05/13/antispecismo-e-politica/

  2. Carloil 03 apr 2012 alle 03:16

    mi dispiace, ma sono fortemente in disaccordo con l’articolo e con il dossier.

    probabilmente l’estrazione politica di chi scrive è troppo distante dalla c.d. destra per sapere che non esistono solo le destre conservatrici e reazionarie.

    così come con il termine sinistra non si intende necessariamente una politica marxista… con destra si intende una pleiade di dottrine, di idee, di spunti e di opinioni politiche estremamente varie.

    esistono – per citare alcuni esempi – una destra liberale (leggendo Locke si possono trovare prodromi di antispecismo) ed una destra repubblicana (Giuseppe Mazzini ne è stato un celebre esponente); in entrambi i casi il cuore della politica è l’etica della libertà, ed in entrambi i casi chiaramente in linea con l’etica antispecista.

    di sicuro questi due esempi di pensiero politico c.d. di destra (ce ne sono molti altri, da Nietzsche ad Alain de Benoist e Konrad Lorenz) si sposano meglio con l’antispecismo rispetto alla dottrina marxista, dove la dissoluzione delle classi viene cercata nella loro identità artificiale (non può esistere un concetto che vada oltre la specie, se si resta ancorati alle classi sociali: non sono mai esistite mucche proletarie o cinghiali borghesi).

    ed è ancor più sicuro che si sposino meglio rispetto alle dottrine politiche cristianodemocratiche, trasversali (e fortemente presenti a sx in tutta l’europa) ideologicamente speciste.

    trovo quindi estremamente contraddittorio e miope il voler rinchiudere una posizione etica all’interno di una posizione politica, e ancora più contraddittorio volerla confinare in un’intera area politica (per esclusione, in questo caso) concetto più stretto e fragile.

    sostenere che l’antispecismo non sia “di destra” ritengo sia sbagliato quanto sostenere che sia “di sinistra”.

    questa è la mia opinione da antispecista (con idee politiche liberali e forti simpatie per le teorie della decrescita serena), in attesa che le categorie destra/sinistra si esauriscano definitivamente per lasciare spazio a categorie più sensate ed attuali.

  3. Cereal Killeril 19 apr 2012 alle 22:04

    L’analisi di Carlo è senza dubbio interessante, ma è necessario ancora una volta sottolineare che la questione destra-sinistra e antispecismo non è questione che si possa liquidare rintracciando nel pensiero di autori di destra punti di contatto con l’antispecismo e nel contempo evidenziando le distanze dallo stesso di pensatori di sinistra. La realtà è molto più complicata innanzitutto perché sempre e comunque si ha a che fare con pensieri antropocentrici (sia di destra che di sinistra), e ciò ci porta a considerare la questione (o meglio la diatriba) sotto un altro punto di vista molto più generale: cosa contraddistingue l’idea della destra e cosa l’idea della sinistra? E quali delle due sono possibilmente compatibili con il pensiero antispecista?
    E’ vero che se consideriamo la questione animale non si può certo dire che le società, le istituzioni, i partiti e i movimenti di sinistra siano stati migliori di quelli di destra: la storia della nostra specie è costellata di testimonianze che dimostrano la crudeltà con cui le popolazioni umane hanno trattato – e trattano – le altre popolazioni di viventi a prescindere dal tipo di società e orientamento politico.
    Il punto focale della questione è l’idealità, o meglio l’idea: quali sono i fondamenti etici della destra, e quali quelli della sinistra? Il tutto evitando declinazioni politiche, modelli sociali, economici e culturali che tali idee hanno saputo produrre nel tempo.

    Ciascuno può avere una sua interpretazione a riguardo, nel dossier “Antispecisti di destra?” riportiamo la definizione che un intellettuale di destra (Marcello Veneziani) fa della destra e della sinistra:

    Diciamo subito che in effetti si sono confuse destra e sinistra, negli ultimi tempi. Però, a voler essere più precisi, quello che distingue oggi la destra dalla sinistra è che la destra crede molto alle radici, ai valori di un radicamento, mentre la sinistra crede molto ai valori di liberazione, di emancipazione.
    Credo che questo sia lo spartiacque (1)

    Ma si può ricorrere ad altri intellettuali che si sono occupati della problema della definizione di destra e sinistra. Alla domanda di quali qualità dovrebbe avere un uomo politico di sinistra (non che ci interessi minimamente come deve essere un politico di sinistra, ma la citazione può essere utile per chiarire i concetti di cui si sta discutendo), Norberto Bobbio in un’intervista rispose:

    Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza. (2)

    O anche nel suo libro “Destra e sinistra” (3) Bobbio indica sostanzialmente i due concetti di base che scindono la visione della società in due parti: la sinistra cerca sul piano morale e politico ciò che rende gli uomini uguali o ciò che può ridurre le disuguaglianze; la destra pensa che le disuguaglianze siano ineliminabili e anzi che non se ne debba necessariamente auspicare la soppressione ( http://metaclub.blogspot.it/2007/10/che-cosa-significa-essere-di-destra-o.html ).
    Il concetto di uguaglianze e disuguaglianza nel caso del pensiero classico di destra e di sinistra ovviamente è solo limitato alla sfera dei diritti umani, ma ci sono delle lodevoli ed interessanti eccezioni (come gli esponenti della Scuola di Francoforte e molti altri pensatori europei per quanto riguarda la sinistra), questo però non ci deve fermare nel considerare quale delle due concezioni della società possa essere idealmente più vicina alla filosofia antispecista: secondo noi, l’idea dell’uguaglianza, del rinnovamento, dell’emancipazione e della liberazione di sinistra è quella concettualmente più vicina. E questo non per una qualsiasi volontà di apparentamento o avvicinamento a partito politici, ma solo per una esigenza di chiarezza e per una indispensabile presa di posizione.

    Per quanto riguarda il mare magnum del panorama politico e culturale che esiste tra la destra e la sinistra, tutto dipende dal concetto che abbiamo di uguaglianza e giustizia: il confine è labile e ampiamente modificabile, per cui uno stesso autore può essere considerato di destra da alcuni e di sinistra da altri. Lo stesso Bobbio nella sua analisi ammette l’esistenza di questo confine mobile, che a maggior ragione sussiste in una società multiforme e complessa come la nostra, dove tutto si mescola e non esistono tinte forti e decise, ma infinite sfumature. I due concetti quindi si compenetrano e inoltre bisogna tener conto del fatto che da sempre gli estremi tendono a somigliarsi. Ecco il motivo dei molti problemi identitari non solo in ambito antispecista.

    Concludendo: se l’antispecismo tende a una nuova società rivoluzionata in cui i modelli esistenti non saranno più considerati validi perché si tende a costruire una società libera e orizzontale, i richiami etici e filosofici non possono che provenire da istanze che tendono a conservare, a preservare e a considerare la disuguaglianza non un arricchimento e un valore, ma una discriminazione. Il fatto che questo dualismo non ben definito venga chiamato destra e sinistra non ha alcuna importanza, perché se l’aspirazione alla liberazione dell’Umano e dell’Animale, all’emancipazione degli individui (chiunque essi siano) e la loro completa realizzazione, se la lotta contro il dominio e la logica del diritto del più forte si chiamassero “destra”, allora è ovvio che idealmente l’antispecismo sarebbe vicino alla destra.

    Note:

    1) RAI Educational – Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, Il Grillo (5/12/1997) Marcello Veneziani: I valori nella cultura di Destra,
    http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=33.
    2) Tratto dall’intervista “Che cos’è la democrazia?” – Torino, Fondazione Einaudi, 28 febbraio 1985
    http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=28
    3) Norberto Bobbio, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica,
    Donzelli editore, Roma 2004

  4. animalil 30 ott 2012 alle 01:43

    Ma Carlo…da quando Nietzsche è assimilabile alla destra? Suvvia…non facciamo confusione. Nietzsche rifugge a questa antinomia, semplicemente perchè fu un libero pensatore, con buona pace del nazismo che ne rivendicò la filiazione…

  5. Carloil 30 ott 2012 alle 11:30

    @Cereal Killer: concordo con la tua conclusione.

    Detto questo.. rimango alquanto perplesso dalle definizioni di Veneziani e Bobbio, mi sembrano un po’ troppo antiche: da guerra fredda.
    Mi trovo di più nel pensiero di Veneziani esposto al link che hai postato.
    Le differenze che sottolinei tu tra destra e sinistra a me sembrano più adatte ad un confronto conservatori/progressisti che ad un confronto destra/sinistra.

    Ma la dicotomia destra/sinistra non si limita a questo… e continuo a sostenere che incasellare l’antispecismo in un’area politica sia errato e dannoso.
    Se, per fare un parallelo, chi si è battuto contro il razzismo (vale per ogni forma di discriminazione) avesse cercato di collocarlo in un’area politica.. avremo ancora l’apartheid.

    Temo anche che i due concetti siano validi solo in quanto relativi e posti in un contesto cultural-geografico: in un contesto di egemonia di sinistra è spesso il pensiero di destra a collocarsi in un ambito rinnovatore centrato sul valore di libertà, e viceversa.

    Concordo anche sull’osservazione che la divisione politica sia comunque sempre stata antropocentrica, e proprio in tal senso non riesco a persuadermi che si possa collocarvi l’antispecismo. Sono due cose molto differenti.

    A mio parere se vogliamo cercare una collocazione politica per l’antispecismo, questa va cercata nei movimenti storici che si sono opposti al razzismo e al sessismo… minoritari e trasversali a tutte le ideologie e a tutte le dottrine.

    Resta un dibattito molto interessante, così come è interessante il dossier a leggerlo nuovamente dopo tanto tempo, ma temo sterile e viziato – se mi posso permettere – dal desiderio di poter congiungere un ideale politico con un ideale etico.

    Detto in estrema sintesi: non sono affatto persuaso della necessità di una “indispensabile presa di posizione”. Già ne abbiamo tante di cose da fare… ;)

    @animal: obiezine accolta! Di certo Nietzsche non era un conservatore nè un liberista :P
    Fa sorridere solo l’idea…
    Di fatto però i semi delle sue idee si trovano nell’illuminismo liberale e si articolano nell’alveo dell’individualismo, caratteristica comune a praticamente tutte le ideologie di destra e a nessuna idelogia di sinistra (correggetemi se sbaglio).

    Però ti do ragione.. questo forse è troppo poco per definirlo di destra, e in questo mi appello al confine mobile di cui parla Cereal :)
    Di sicuro è stato ‘abusato’ da entrambe le parti: ma il suo pensiero sicuramente rifiuta qualsiasi etichetta o qualsiasi catalogazione.

    Nel riferirmi a lui mi riferivo essenzialmente alla sua concezione etica che – per quanto non possa sovrapporvisi – trovo abbia ispirato più le ideologie di destra che quelle di sinistra.
    Ma è una questione sicuramente secondaria oltre che assai nebulosa.

  6. Cereal Killeril 30 ott 2012 alle 13:38

    Ciao Carlo,

    Per prima cosa Veneziani stesso concepisce ancora una differenza tra destra e sinistra, sicuramente più labile rispetto a quella di Bobbio (e dati i tempi non potrebbe essere altrimenti), ma ben precisa. Cerca di traslare il tutto in uno confronto tra conservatorismo e progressismo. In ogni caso volendo considerare la contrapposizione storica (quella “da guerra fredda” come dici tu) tra destra e sinistra, o quella più attuale “alla Veneziani”, l’antispecismo è ideologicamente contrario alla visione della destra.
    Nessuno vuole incasellare l’antispecismo in una precisa ideologia politica. Anzi. ma il nostro intento è solo quello di evidenziare come sia impossibile che si possa essere al contempo antispecisti e politicamente schierati “a destra”, sia che si parli di pensiero classico di destra, sia che si parli di conservatorismo.
    L’antispecismo auspica un cambiamento rivoluzionario della società e non certo per mantenerne tradizioni e posizioni, ma per destrutturarla e ricostruirla in maniera orizzontale ed egualitaria. Quindi non una restaurazione, ma una nuova struttura sociale sicuramente diversa da quella passata. E quindi nemmeno una riforma della società, pertanto prende le distanze anche dal pensiero “di sinistra” come lo intende Veneziani.
    Per tali semplici motivazioni tentare di cercare una collocazione politica per l’antispecismo è inutile e anche un po’ superficiale, ciò però non deve impedirci di specificare a chi o a che cosa l’antispecismo sicuramente non può essere accostato.

  7. Yleniail 17 feb 2014 alle 16:26

    Perché essere di sinistra vuol dire esser santi?! Io son di destra. Sono fascista e non lo nascondo. Eppure sono antispecista e fruttariana! Il 99% delle persone con cui spesso e volentieri mi trovo a confrontarmi sono buonisti sinistroidi senza arte né parte… che condannano un connazionale, demoliscono e denigrano (e poi si lamentano della mala gestione politica e sociale) la propria Nazione, rendendo il concetto stesso di Nazione un qualcosa di obsoleto in nome della tanto amata dal NWO globalizzazione. Condannano gli italiani, insultano, denigrano e poi si fanno accondiscendenti e misericordiosi con gli extracomunitari! Io non denigro nessuno, ritengo sia opportuno che ognuno resti a casa propria. Non c’è nulla di bello né divertente nella mescolanza culturale. Anzi. Come si può vedere, avvengono solo danni! Se i sinistroidi fossero veramente antispecisti come dicono… beh… ne converrebbero con me che sarebbe meglio (tanto per fare un esempio) insegnare all’africano a coltivarsi le patate invece che portargliele e renderlo quindi DIPENDENTE dalla nostra santa mano “evoluta”…. ecco che l’africano, giustamente incazzato, emigra nella nostra Nazione e pretende la pappa pronta… aiutate la gente nel proprio Paese invece di fare i buonisti! Poi ci son quelli che si nascondono dietro il… eh… ma noi italiani siamo un popolo di migranti! Come possiamo ora discriminare gli altri?! Cocchi belli… noi italiani quando emigravamo, non avevamo né sussidi, né tasse pagate, né sovvenzioni, né case popolari, né niente di niente! E poi… mi volete dire che esser di destra significa non poter essere antispecisti?! E quelli che la pensano alla “sinistra” che sono?! Gente che mette al ghetto chiunque la pensa diversamente da loro! Io almeno esprimo la mia opinione e ascolto quella altrui senza partir di insulti! Le soluzioni ragionevoli esistono, basta solo saperle trovare… mi viene sempre in mente quando faccio ‘sti discorsi una vignetta della pagina “Comunisti…dove? Dove?” che più o meno era così: una ragazza indiana dice: “mio marito dovrà essere indiano ed induista”, l’italiota comunista risponde con un sorriso: “ottimo! Bravissima! Le culture vanno rispettate e protette! W l’induismo!” poi c’è l’araba che dice: “mio marito dovrà essere musulmano e arabo!”… “brava!!! Giusto!! Le culture vanno preservate! W l’islam”… poi arriva l’italiana: “mio marito dovrà essere italiano e cattolico”… “AAAAH, RAZZISTAAA, XENOFOBAAA, RETROGRADAAA, L’AMORE NON HA RAZZA, NON HA RELIGIONE NE’ NAZIONALITA’!! VERGOGNAAA” con faccia da iena :D cosa vi fa pensare questo?! Chi sono gli specisti?! ;)

  8. Cereal Killeril 17 feb 2014 alle 17:17

    Ylenia tu puoi essere quello che vuoi, ma o sei fascista o sei antispecista. Nessuno ha mai detto che essere di sinistra equivalga a essere antispecisti, di sicuro se si è fascisti non lo si è. La tua idea di italiano è alquanto distorta (come del resto anche la tua idea di antispecismo). L’antispecismo è un’ideologia egualitaria, quindi non può essere di destra, perché secondo l’ideologia di destra non abbiamo tutti gli stessi diritti fondamentali, il tuo stesso post lo dimostra ampiamente. Le idee libertarie di sinistra sono vicine all’antispecismo, altro paio di maniche è il comportamento di chi si definisce di sinistra e l’antropocentrismo spessissimo queste persone dimostrano. Quindi tu sei animalista e fruttariana al 99%, ma non sei antispecista. O cambi idea, o te ne fai una ragione.

  9. Francescoil 18 feb 2014 alle 18:50

    Condivido quanto affermato sopra da Carlo. Tra l’altro altrove, in una rivista “anispecista”, ho letto assurdità come “se si è antispecisti non si può non essere comunisti”. Ma vogliamo scherzare?

  10. Cereal Killeril 18 feb 2014 alle 20:54

    Ciao Francesco, Veganzetta non è responsabile di quello che viene scritto in altre riviste o siti web.

    Per chiarire quanto esposto si ripubblica di seguito uno stralcio di un commento fornito tempo fa che forse non hai letto:

    “Nessuno vuole incasellare l’antispecismo in una precisa ideologia politica. Anzi. ma il nostro intento è solo quello di evidenziare come sia impossibile che si possa essere al contempo antispecisti e politicamente schierati “a destra”, sia che si parli di pensiero classico di destra, sia che si parli di conservatorismo.
    L’antispecismo auspica un cambiamento rivoluzionario della società e non certo per mantenerne tradizioni e posizioni, ma per destrutturarla e ricostruirla in maniera orizzontale ed egualitaria. Quindi non una restaurazione, ma una nuova struttura sociale sicuramente diversa da quella passata. E quindi nemmeno una riforma della società, pertanto prende le distanze anche dal pensiero “di sinistra” come lo intende Veneziani.
    Per tali semplici motivazioni tentare di cercare una collocazione politica per l’antispecismo è inutile e anche un po’ superficiale, ciò però non deve impedirci di specificare a chi o a che cosa l’antispecismo sicuramente non può essere accostato.”

  11. Peter Charlesil 07 apr 2014 alle 11:12

    scusate ma questo articolo è sbagliato a valle (per dirlo alla Zappa: è come parlare di musica o ballare d’architettura), per favore non si può parlare di Antispecismo se rientra più nelle idee di destra o di sinistra, semplicemente perchè non c’entra con nessuno dei due ideali, è un altra prospettiva che esclude a priori qualsiasi forma di discriminazione e/o separazione dualistica, quindi fatemi il piacere di andare oltre, come dice Ylenia (anche se inspiegabilmente fascista!) l’Amore è incondizionato e soprattutto incondizionabile e l’Antispecismo è quello che abbraccia la natura ed ogni forma di vita senza condizionamenti, quelli sono frutto della nostra labile mente ingabbiata appunto da nazionalismi, religioni, divisioni politiche e frammentazioni varie sta a noi aprire con il Cuore le gabbie che ci impediscono di ampliare la prospettiva.

    membro
    ASCIA – legalizziamolacanapa.org
    ASSOVEGAN onlus
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  12. Cereal Killeril 07 apr 2014 alle 11:56

    Ciao Peter,
    Prima di tutto grazie per il tuo commento.
    Sei però tu che compi un errore iniziale che inficia tutto il ragionamento: l’antispecismo non ha mai parlato di amore per gli Animali. La questione non è l’amore, ma la giustizia, la compassione e l’empatia. Possiamo non amare gli Animali, non è questo il punto ma dobbiamo rispettarli. Pertanto in considerazione del fatto che l’antispecismo è una filosofia egualitaria: siamo tutte/i uguali nel nostro fondamentale bisogno di libertà, possiamo quindi parlare dell’impossibilità di conuigare l’antispecismo con filosofie o orientamenti politici reazionario, conservatori o che fomentano la discriminazione. Ciò non vuol dire affatto che l’antispecismo sia da ascrivere ad una certa parte politica, ma che di sicuro non può essere mescolato con chi crede che esista qualcuno con più diritti degli altri. Questo è tutto.

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