Si legge in circa: 3 minuti

Trentesima parte dell’articolo Anche gli Animali soffrono la guerra
In guerra a volte animali umani e non umani muoiono insieme. Il 6 febbraio un drone russo ha colpito il canile a Zaporizhzhia (Ucraina) uccidendo 13 Cani e un Umano dipendente della struttura. l rifugio colpito, noto come “Give Me Your Paw, My Friend” (Dammi la tua zampa, amico mio), si trova a circa 30 chilometri dalla linea del fronte e da oltre dieci anni accoglie Animali salvati. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina la maggior parte degli Animali sono evacuati dalle zone di combattimento. Le immagini dell’attacco, riprese da un reporter dell’AFP, hanno velocemente fatto il giro del mondo, ma come sapete – se leggete questa rubrica – ciò purtroppo non è certo un evento sporadico.
Lo scorso ottobre, un attacco con droni russi aveva colpito una fattoria nella regione nordorientale di Kharkiv uccidendo circa 13.000 Maiali che purtroppo avevano comunque il destino già segnato dal mercato della carne. A settembre un attacco di droni contro un centro ippico vicino a Kyiv aveva causato la morte di sette Cavalli. Animali vittime due volte. Prima sfruttati e poi uccisi da una guerra che sembra ancora molto lontana dal finire.
A proposito di sfruttamento, gli zoo i Ucraina assomigliano sempre più a trappole mortali. Il primo gennaio 2026 molti Animali principalmente Uccelli sono stati uccisi durante un attacco che ha riguardato il Feldman Ecopark vicino a Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina. Nello stesso attacco, allo zoo di Kiev sono andate distrutte decine di uova di Cormorani a causa dello spostamento d’aria provocato da una bomba.
Il conflitto ha persino contribuito a modificare il comportamento dei Cani vaganti sul territorio (sempre più numerosi a causa della morte dei propri referenti umani) che sono stati letteralmente nell’aspetto e nel comportamento. Un team di ricerca internazionale, coordinato dalla dottoressa Mariia Martsiv dell’ateneo di Leopoli ha preso in esame 763 Cani vaganti in tre zone distinte dell’Ucraina: quelle a ridosso della linea del fronte; i territori pericolosi; e i territori considerati relativamente sicuri. Lo studio ha dimostrato che i Cani vicino alla zona del fronte erano sensibilmente più piccoli e avevano una forma da canide “selvatico”, ovvero con zampe e muso allungati, orecchie dritte, pelo di lunghezza media e coda arricciata. Questo sarebbe dovuto dalle possibilità maggiori di sopravvivenza che “premiano” i Cani con particolari caratteristiche fisiche. Inoltre quelli vicino al fronte erano tutti giovani e in perfetta salute, ovviamente perché gli anziani e i malati soccombono molto prima che in altre zone. I Cani inoltre tendevano a stare sempre in gruppo per il semplice fatto che l’unione fa la forza.
Come abbiamo più volte raccontato, la guerra colpisce anche gli Animali marini. Il 25 febbraio è stato diffuso un video che mostrava cosa restava sulla spiaggia del Mar Nero in seguito a un attacco missilistico che aveva colpito alcuni depositi di petrolio. Centinaia di Cavallucci Marini (con una densità che ha raggiunto i 92 individui a metro quadro) e decine di Uccelli giacevano a terra avvelenati dal greggio disperso in mare. I tentativi disperati di salvare alcune di queste vittime si sono purtroppo rivelati inutili a causa dell’ingerimento del greggio.
Ogni fronte che vi stiamo raccontando riproduce le stesse dinamiche a prescindere dalla bandiera: Umani che si uccidono a vicenda, sterminando, più o meno volontariamente anche gli Animali e pochi volenterosi che fanno l’impossibile per provare a salvare chi si può salvare.
Francesco Cortonesi
Fonti:
Attacco al canile di Zaporizhzhia
Immagine in apertura: fotogramma di un video diffuso sul web da @vet.crew
Se ti è piaciuto questo testo aiuta Veganzetta a continuare il suo lavoro. Grazie.
| Iscriviti alla Newsletter di Veganzetta |
Questo contenuto non può essere utilizzato per istruire l’Intelligenza Artificiale.

