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Sin dalla sua nascita Veganzetta, essendo liberazionista e non abolizionista, ha tenuto debitamente le distanze con tutto ciò che riguarda leggi, norme e regolamenti sul rapporto tra gli Umani e gli altri Animali. E’ anche vero però che per affrontare e risolvere un problema è necessario conoscerne ogni aspetto, dunque – purtroppo – anche quello legale. Per tale motivo si pubblica una lettera ricevuta da Piero Liberati, storico attivista anticaccia e fondatore di Vallevegan, nella quale si fa il punto sullo stato attuale della fauna selvatica in Italia e sulla giungla di leggi che la riguardano. Buona lettura.


L’altra notte ho incontrato di nuovo un lupo e non è stato come le tre volte precedenti.
L’altra notte era della settimana scorsa o forse di mesi fa oppure ancora prima, perché quando incontri un lupo non puoi ricordare tutto, devi ripassare i tempi ed i dettagli, come con una poesia. Non è stata come la prima volta, allora l’avevo scambiato per un cane che stava attaccando una capra: corsi, urlai e provai a tirare via questo strano cane grosso, scuro, agilissimo che, appena si accorse di me, fece un balzo sovruman… sovracanino, e mi fissò con stranissimi occhi gialli che riflettevano troppo la luce della mia torcia. Lui fuggì da una parte e io dall’altra; fu la prima volta in vita mia che bestemmiai contro qualcosa che non esiste.

Lettere da chi legge Veganzetta




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Si propone un articolo interessante pubblicato da Thevision.com, in cui si cita anche un passo di “Proposte per un Manifesto antispecista” e un link ad un documento pubblicato da Veganzetta.
Il testo espone una serie di concetti condivisibili, altri meno come la scelta di citare Safina il quale (giustamente) afferma che l’Umano non è la misura di tutte le cose e che “se noi riconoscessimo il diritto all’esistenza e alla vita degli altri animali, ciò che facciamo loro ci metterebbe in una posizione molto sconveniente”. Senza dubbio considerazioni importanti, ma pronunciate da chi ammettere candidamente in un’intervista che mangia le Aragoste, non riconoscendone evidentemente il diritto all’esistenza e non risentendo di alcuna posizione molto sconveniente.

Animalismo Antispecismo




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Cani e Gatti soppressi con estrema leggerezza anche se perfettamente sani. Animali rinchiusi negli zoo fatti nascere e poi uccisi quando non attirano più visitatori, cuccioli di Animali abbandonati uccisi dalla polizia con un colpo in testa. Tutto ciò avviene in Svezia e pare sia perfettamente legale.

Pia Ragni Orrhammar è un’italiana che vive da molti anni in Svezia, è un’attivista di Djurrättsalliansen, associazione nota per aver fatto chiedere l’ultimo lager svedese di Cincillá allevati come Animali “da pelliccia” il 17 ottobre 2014 e per essersi battuta contro il terribile fenomeno della zooerastia. Pia ci invia una preoccupante segnalazione relativa alle soppressioni di Animali – domestici e non – in Paese scandinavo che, stando a quanto scrive, vengono eseguite molto spesso anche su Animali perfettamente sani o comunque con estrema leggerezza.
Ritenendo il suo racconto degno di attenzione, abbiamo approfondito la questione trovando ulteriori riscontri su articoli pubblicati dalla stampa svedese, oltre a quelli da lei stessa forniti, avvalendoci di una traduttrice madrelingua.

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