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Obiezione piuttosto diffusa all’antispecismo, come teoria radicalmente non violenta, è quella secondo cui la coerenza sia una chimera irraggiungibile.
Se si diventa vegani, col fine ultimo di astenersi per scelta etica da tutte quelle attività e pratiche che possono provocare danno, sfruttamento o morte degli Animali, si sta compiendo – secondo coloro che muovono quest’obiezione – un madornale errore di valutazione. L’errore risiederebbe nella necessaria incoerenza cui sono soggette le nostre azioni, entro il sistema complesso in cui svolgiamo le nostre vite. Se certamente divenire vegani permette di “salvare” la vita a certi Animali, altri resterebbero comunque uccisi o danneggiati dalle nostre azioni e, se davvero l’antispecismo propone un rispetto senza confini, questo causerebbe una serie di contraddizioni interne agli obiettivi della teoria stessa. Utilizzando l’automobile, ad esempio, uccidiamo moltissimi Insetti che vengono senz’altro investiti “inavvertitamente” e, camminando su di un prato, potremmo schiacciare “involontariamente” dei piccoli Animali senza nemmeno farci caso. Certamente, il nostro elenco di esempi, potrebbe continuare fino a includere i batteri – sempre presenti nei discorsi di chi cerca le falle teoriche dell’antispecismo – che uccideremmo lavandoci le mani, usando dei farmaci, ecc.

Antispecismo



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