Tag: Leonardo Caffo



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Da Veganzetta n° 5 / 2012

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Leonardo Caffo è un giovane autore molto prolifico, prova ne è che dopo pochi mesi dalla recensione – nel numero 3 – primavera 2011 della Veganzetta – del suo libro Soltanto per loro, ci ritroviamo nuovamente a parlare di una sua pubblicazione: Flatus vocis. Breve invito all’agire animale.
Il testo di Caffo si presenta con modalità interessanti: una serie di atti, divisi per punti che seguono uno schema inedito per la trattazione della questione animale, ossia il concetto di incompatibilità di atto e azione fornito da Carmelo Bene. 

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Da Veganzetta n° 5 / 2012

salmone
illustrazione di Emy Guerra

Secondo Henry Beston, naturalista e scrittore britannico, dovremmo adottare una concezione “più intuitiva” degli Animali. È chiaro cosa si intende con il termine “intuizione” in questo caso: l’Umano civilizzato guarda il mondo con gli occhi del cittadino, e mai dell’Animale, e conduce lontano dalla natura un’esistenza fatta di oggetti sociali osservando ciò che è altro da sé sotto “la lente livellante” della razionalità e cultura umana. Da questa lente, tutto appare deformato, gli animali non umani diventano pet, se “fortunati”, o prodotti commerciali in potenza, se sfortunati; in ogni caso, anche sull’Animale si applica la trasformazione in oggetto sociale: il corpo martoriato scompare per far posto al levigato oggetto che troveremo al supermercato. Secondo Beston, l’Umano/cittadino tratta gli Animali con condiscendenza: tutto ciò che è altro dall’Umano diviene creatura incompleta – mancante – privo di ciò che lo rende un’entità morale. Misurare gli Animali col metro dell’Umano è privarli di ciò che li rende Animali, farli somigliare al dissimile: modificarne l’ontologia per una brama di conoscenza che poi trascende in violenza.

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Antispecismo



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Fonte: Asinusnovus

di Marco Maurizi

Sono rimasto molto sorpreso, e negativamente, dall’articolo di Leonardo Caffo intitolato Il terzo antispecismo. Stato dell’arte e proposta teorica, pubblicato sul blog “minima et moralia”. Leggere Caffo è sempre una ventata di novità, si percepisce una ricerca – spesso quasi un’esigenza viscerale – di nuove strade e questo è un’ottima cosa, soprattutto in un ambiente, come quello “animalista”, dove c’è un po’ troppo la tendenza a fossilizzarsi su slogan ripetuti ad nauseam. Lo stile ironico dell’autore, poi, rende la lettura sempre piacevole, il che non guasta. Purtroppo in questo caso l’articolo, nonostante un promettente inizio, cede ad una vis polemica che manca clamorosamente il suo oggetto e rischia di confondere invece che di chiarire la posta in gioco degli attuali dibattiti interni all’antispecismo. Insomma, ciò che manca in questo intervento è proprio un’adeguata ricognizione dello “stato dell’arte”, inadeguatezza che rende anche la “proposta teorica” alquanto dubbia nelle premesse e nelle conseguenze. 

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