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Da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il nuovo Coronavirus (Covid-19 o SARS-CoV-2) una pandemia, in pratica non esiste un continente che non sia stato interessato dalla sua presenza. Con il crescere del contagio, sono cresciute le emergenze sanitarie e diminuite le libertà individuali e collettive, fino a giungere a situazioni giustamente paragonate agli scenari immaginati nei romanzi distopici di Orwell, Huxley o Bradbury. I media fanno a gara nello snocciolare dati, tendenze, curve ascendenti e discendenti di contagi, raggiungimento di picchi ed elenchi di decessi; scienziati e esperti nelle più svariate discipline si affannano a fornire pareri su come uscire (più o meno indenni) dalla pandemia, su come dovremmo condurre gli interventi necessari a contrastarla e le modalità per convivere con il virus. Tutti si concentrano sul come arginare il dilagare di Covid-19, nessuno o quasi si interroga sul perché questo virus abbia colpito così duramente la nostra specie: ora non c’è tempo, dopo non ci sarà più la voglia di farlo.

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Alcune informazioni sulla situazione attuale di numerosi Cetacei prigionieri in Russia.


Per prima cosa ricostruiamo la vicenda: a metà novembre 2018, Greenpeace Russia diffonde un video scioccante: in alcune immagini riprese dall’alto si vedono circa 100 Cetacei tenuti all’interno di una serie di piccoli recinti al largo della costa pacifica della Russia, vicino alla città sud-orientale di Nakhodka. e la notizia rimbalza su tutti i quotidiani del mondo. Nelle vasche si distinguono 11 Orche, 90 Balene Beluga e 5 Trichechi che nuotano disperatamente in tondo. Nulla di tutto ciò che si vede nel video è legale e anzi è rigorosamente vietato dalle leggi sulla tutela ambientale e della fauna marina russe.

Animalismo Notizie dal mondo Notizie sull'attivismo




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Roger Olmos - Senzaparole

Intervista ed esposizione opere dell’artista vegan Roger Olmos, autore ed illustratore del libro “Senzaparole” edito da Logos in collaborazione con FAADA (faada.org).
Per informazioni e acquisti: www.libri.it/senzaparole


Cosa ti ha spinto a cambiare il tuo stile di vita e a diventare vegan?

Ho scelto di diventare vegan circa quattro o cinque anni fa. Prima mi cibavo di qualsiasi cosa, vestivo capi in pelle, mangiavo un’enorme quantità di yogurt e non mi preoccupavo per niente della sperimentazione animale, fondamentalmente perché tutte le informazioni che ho ora non erano ancora nella mia testa.
Nella mia famiglia la carne era la normalità, ogni giorno.
Mio nonno era un macellaio e il mio bisnonno lavorava in un mattatoio. A quei tempi il metodo di abbattimento degli Animali consisteva in una martellata in testa, mentre erano legati ad un grande anello sul pavimento, era un orribile modo di morire…

Il bisnonno di Roger Olmos in un mattatoio
Il bisnonno di Roger Olmos in un mattatoio

Noe, mia moglie, è stata vegetariana per vent’anni e come me da circa quattro/cinque anni è vegana, abbiamo preso insieme la decisione di smettere di consumare qualsiasi prodotto di origine animale. 

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