La storia del “Coccodrillo di Hitler”

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Saturn il "Coccodrillo di Hitler"

Questa fotografia ritrae Saturn, noto alle cronache anche come “il Coccodrillo di Hitler”. Va precisato però che in realtà proprio coccodrillo non era e dell’esistenza di Hitler, quasi sicuramente, non se ne accorse nemmeno. Saturn era infatti un Alligatore, nato da un uovo, in un mese imprecisato del 1936, nelle limacciose acque del Mississipi, dove sua madre aveva, secondo Natura, fatto regolare deposizione.
Poco dopo la schiusa fu catturato e portato in Germania, allo zoo di Berlino. Qui, in pieno nazismo, divenne presto una specie di star, soprattutto quando si seppe che Hitler amava passare il pomeriggio allo zoo e aveva una certa predilezione, non solo per i Lupi e i Gorilla, ma anche per gli Alligatori. La Seconda Guerra Mondiale fu un inferno per tutti e quando Berlino fu rasa al suolo, dei 16 mila Animali del giardino zoologico, solo 96 sopravvissero. Uno di questi era Saturn. Un vero miracolato, se si pensa che una bomba centrò in pieno l’acquario e che dei 30 Alligatori reclusi fu probabilmente l’unico a salvarsi. Per giorni vagò tra le macerie della città distrutta, in cerca di cibo. Furono i soldati inglesi a trovarlo e a portarlo in salvo. Poi, nel 1946, non sapendo che farne, lo regalarono ai sovietici che lo trasferirono a Lipsia e da qui, insieme a un non meglio identificato Pitone Indiano, fu chiuso dentro una grande scatola di legno e spedito a Mosca. Destinazione, neanche a dirlo: lo zoo. Saturn era evidentemente destinato a essere “star”. Anche a Mosca infatti, dove c’erano due Coccodrilli, ma nessun Alligatore, divenne un’attrazione e fu addirittura soprannominato “Hitler”. Prese forma qui la leggenda che fosse stato addirittura l’Animale “da compagnia” del Fuhrer e ciò accadde forse a causa di un articolo mal interpretato dello scrittore Boris Akunin. Qualche anno dopo per fortuna il soprannome, per motivi sconosciuti, decadde, e Saturn tornò a essere Saturn. Negli anni ’50, all’inizio della Guerra Fredda, forse in un gesto disperato di distensione, gli Stati Uniti regalarono all’Unione Sovietica un Alligatore femmina più giovane di nome Shipka, nella speranza di dar vita a degli eredi, ma i tentativi non produssero alcun risultato poiché tutte le uova di Shipka erano sterili. Shipka, che aveva tredici anni meno di Saturn, improvvisamente morì. Tornato a essere solo, il “Coccodrillo di Hitler”, rifiutò il cibo per giorni. E pensare che c’è chi dice che i Rettili siano poco più che “causa – effetto”. Con il senno di poi, si può dire che Saturn, avesse il destino della lunga vita impresso nel D.N.A. Come se non fossero bastate le bombe e la depressione per la perdita della compagna, riuscì a sfuggire alla morte almeno altre quattro volte. Se non fosse tutto assurdo e tragico, se di mezzo non ci fosse la vita di un Animale in carne e ossa, ma solo quella di un personaggio inventato, ci sarebbe da ridere come in un film della Pixar. Nel 1985 un enorme lastrone di cemento, grande quasi quanto tutta la vasca, cadde nell’acquario ma Saturn fu appena sfiorato e ne uscì indenne. Nel 1990, fu costruito un nuovo acquario e Saturn andò nuovamente in crisi. Contro ogni aspettativa, però, ancora una volta, dopo alcuni mesi ne venne fuori. Nel 1991 un visitatore gli tirò una pietra in testa per cercare di svegliarlo e lo ferì gravemente. Per mesi rimase in coma. Poi improvvisamente riaprì gli occhi e tornò attivo come prima. Due anni dopo, alcuni turisti lo colpirono con una bottiglia. La ferita s’infettò e per poco non andò in cancrena. Nel 2010 Saturn ebbe un nuovo attacco di depressione. I veterinari dovettero sostenerlo con flebo di vitamine. Alla fine però, anche questa volta, riprese a mangiare. Amato dai custodi dello zoo per la sua mansuetudine (solo nel 1970 ebbe una reazione “violenta” cercando di mordere un incauto addetto che voleva dargli da mangiare con le mani), Saturn ha lasciato la nostra dimensione il 22 maggio del 2020, a circa 84 anni, una trentina in più di quanto in media vivono gli Alligatori in Natura, diventando così anche un personaggio da Guinness dei Primati. È iscritto come il più longevo Alligatore del mondo. La vita di Saturn è senza dubbio stata straordinaria, anche se costellata di privazioni e sofferenze. Di certo, la sua storia ci aiuta a comprendere come tutte le vite degli esseri viventi siano uniche e ricche, ma più di ogni altra cosa, ci costringe a riflettere sulla vita emotiva di questi Rettili che spesso sono considerati come oggetti, buoni per fare borse e cinture e che invece vanno incontro a fortune, sfortune e disturbi psichici proprio come noi.

A proposito di Alligatori: nonostante la Convenzione di Washington del 1975 che in teoria dovrebbe proteggerli, ogni anno migliaia di questi Rettili vengono uccisi negli allevamenti. Inoltre al contrario di quanto si tende a pensare, la richiesta di pelle di Coccodrillo è in crescita e viene impiegata ancora da molti marchi dell’alta moda, come Louis Vuitton, Gucci e Burberry. Gli Animali vengono incisi, per strappargli la pelle, quando sono ancora vivi e coscienti. Poi gli viene inserita un’asta metallica nelle colonna vertebrale nel tentativo di asportarne il cervello, mentre si dibattono impazziti da dolore.

Ogni Coccodrillo impiega circa 20 minuti per morire.

Francesco Cortonesi

Fonti:

BBC
www.bbc.com/news/world-europe-52784240

RT Deutsch. Video (in tedesco)
deutsch.rt.com/gesellschaft/45915-letzte-deutsche-kriegsgefangene-alligator-saturn-moskau

Notizia pubblicata su Interfax (agenzia di stampa russa)
www.interfax.ru/moscow/709979

Lifegate
www.lifegate.it/la-moda-insanguinata-viaggio-nellinferno-dei-coccodrilli

Greenme
www.greenme.it/consumare/mode-e-abbigliamento/hermes-cinturini-orologi

Link breve di questa pagina: https://www.veganzetta.org/LqB5F

5 Commenti

  1. Avatar Ivana ha scritto:

    Terribile non ho parole ma solo tristezza.
    Non conoscevo la storia di Saturn ma attraverso questo sintetico racconto della sua vita ho condiviso il suo dolore e la sue sofferenze.
    Grazie per aver portato la sua vita fino a noi

    7 Agosto, 2020
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  2. Avatar Paola Re ha scritto:

    Sembra la trama di un film catastrofico: una disgrazia dopo l’altra. Non ne sapevo nulla nonostante su Hitler e gli animali se ne sentano di tutti i colori.
    E’ vero ciò che è scritto sugli alligatori: sono preziosa materia prima di certe case di moda, in barba alla normativa sulle specie protette. Vengono allevati, quindi fabbricati come se fossero oggetti.

    7 Agosto, 2020
    Rispondi
  3. Avatar Paola ha scritto:

    Siamo noi la catastrofe di questo pianeta poveri Animali ad aver avuto a che fare con i così detti umani altra cosa insopportabile è pure l’uso virtuale degli animali come zimbelli tramite video etc . detesto le persone che non colgono il dolore e lo sgomento che si vede chiaramente negli occhi innocenti di cani gatti etc.postati su internet.voi no?io mi sento oltremodo impotente x altro.

    16 Agosto, 2020
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  4. Avatar Paola ha scritto:

    Animali zimbello per gli umani in grande zoo virtuale dove sono senza via di scampo ….non ci sono normative un’etica a cui fare appello ???

    16 Agosto, 2020
    Rispondi
  5. Avatar Raffaella ha scritto:

    Terribile. 8 miliardi di persone che distruggono l’ambiente. Guerre, terrorismo, dittature, ingiustizie, sopraffazioni, maltrattamenti verso i più deboli e ovviamente scempio verso gli animali. Ma dov’è l’umanità? Non c’è speranza purtroppo.

    17 Agosto, 2020
    Rispondi

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