Mese: <span>Maggio 2020</span>




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Quando Brent Stirton realizzò il suo reportage tra Cina e Africa sul Pangolino, aveva in mente solo parzialmente l’idea di parlare anche di una possibile zoonosi di Coronavirus. Principalmente era infatti interessato a mostrare il terribile declino di questa specie animale a causa del consumo alimentare e della crescente richiesta per la medicina tradizionale. Ora che il World Press Photo 2020 ha premiato Stirton con il secondo premio della sezione Nature, questa fotografia è diventata un simbolo non solo della strage dei Pangolini, ma anche della pandemia che ci ha travolto.

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Azione in favore di Non una di meno a Treviso con copertura di una scritta contro lo sfruttamento animale

Si riceve e si pubblica volentieri questa lettera firmata, che evidenzia, tramite un episodio accaduto e documentato, come sia ancora lontano il riconoscimento della lotta di liberazione animale da parte dei movimenti per i diritti civili umani.


«Ci ribelliamo alla violenza di chi tratta i nostri corpi e quelli di tutte le specie viventi e della terra come terreno fertile di profitto e sfruttamento».

Questa frase pubblicata sul sito web del movimento Non una di meno ci introduce alla lotta contro lo sfruttamento dei corpi (nello specifico femminili) nella nostra società. In un sistema capitalistico neoliberista, ciò che può essere identificato con la struttura istituzionalizzata che usa i i corpi come terreno fertile per lo sfruttamento e il profitto può essere degnamente rappresentato dall’industria, e l’industria che per eccellenza basa la propria produzione su tale sfruttamento è ovviamente l’industria della carne.

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Jamie Wyeth, Portrait of pig, 1970

Jamie Wyeth negli Stati Uniti d’America è molto famoso.
Qualcuno lo considera uno degli eredi di Andy Warhol. La sua passione è dipingere Animali “domestici”, come polli, Cani, Maiali e Cavalli. Per scelta non ha mai voluto dipingere Animali “esotici” per non essere costretto a visitare uno zoo. Il suo stile realistico ha spesso diviso la critica, ma alla fine è divenuto membro della National Academy of Design e dell’American Watercolor Society. “Ritratto di maiale” è uno dei suoi lavori più noti. È stato dipinto nel 1970 e oggi è esposto al Brandywine River Museumof Arts in Pensylvania (USA). Ha una bella storia dietro.

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Questa fotografia, del fotoreporter americano Steve Winter fa parte della serie che si è aggiudicata il secondo posto al World Press Photo 2020 nella sezione Nature-Stories. Nello scatto è ritratto il celebre illusionista Jay Owenhouse che sta portando il suo cucciolo di Tigre Selah a fare un giro nei dintorni di casa, a Bozeman, Montana (USA).
Selah sta tirando il guinzaglio, che in realtà è una catena di ferro, come fa ogni Cane “domestico”, felice quando lo portiamo a fare un giro. Owemhose, che per la sua carriera s’ispira a Houdinì, lavora con le Tigri. Molti dei suoi numeri infatti ne prevedono la presenza. Ma a differenza di un circense qualsiasi, considera almeno due delle sue Tigri, Sheena e Shekinah, come Animali “domestici”. D’appartamento, appunto.

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