Vittoria? Progresso? Di che parliamo?


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progress - Vittoria? Progresso? Di che parliamo?

VICTORY! Global food giant Nestlé commits to sweeping action on animal cruelty

Questo è il titolo di un articolo pubblicato sul sito web di Animals Australia: la notizia che la più grande multinazionale del comparto alimentare del mondo, la Nestlé, ha deciso di adottare (ancora però non è ben chiaro quando e in che modalità) delle misure per il “benessere animale” viene spacciata per una grande vittoria, o per un considerevole progresso per quanto riguarda i diritti degli Animali, come scrive a lettere cubitali Mercy for animals nel suo sito web ufficiale.
In questo progetto (squisitamente di marketing) oltre alle sigle animaliste menzionate, hanno preso parte anche HSUS e World Animal Protection (ex WSPA). Ma di cosa si tratta precisamente?  
Nella pratica Nestlé costretta dalla vasta eco negativa nata dalla diffusione di video di investigazioni di Mercy for animals  svolte in allevamenti di suoi fornitori in cui venivano mostrati i pesantissimi maltrattamenti a cui erano sottoposti gli Animali detenuti nelle strutture, ha deciso di adottare nuovi protocolli per la selezione dei suoi “prodotti” derivanti dallo sfruttamento animale. Pertanto negli allevamenti dei fornitori di Nestlé i vitelli non subiranno più il taglio delle corna, o la castrazione senza anestesia, le scrofe non verranno più confinate nelle gabbie di contenzione utilizzate durante il periodo di allattamento dei piccoli, le Galline verranno detenute in gabbie più grandi rispetto a quelle adottate sino ad ora. La loro fine sarà chiaramente sempre la stessa, ma la loro morte peserà un po’ meno sulla coscienza di chi li mangia.
Si tratta realmente di una vittoria? Una delle più spietate e impattanti multinazionali che prospera grazie all’agrobusiness a causa della maggiore informazione di chi acquista i suoi prodotti, decide di allungare la catena ai suoi schiavi animali: un’operazione di facciata che conferirà alla Nestlé quell’aura etica di cui ha tanto bisogno per poter continuare a fare ciò che ha fatto sino a oggi al Pianeta, all’ambiente e agli Animali (Umani compresi).
Non si tratta pertanto né di una vittoria, né di un progresso nella lotta per la liberazione animale, al contrario: è solo un adeguamento ai tempi e alle sensibilità attuali di un colosso che guadagnerà nuove fette di mercato.
Non è questa la vittoria e il progresso etico e morale che si aspetta l’antispecismo.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/OmvSA

4 Commenti

  1. cristina beretta ha scritto:

    La politica dei piccoli passi conduce purtroppo a queste situazioni ambigue: a ritenere cioè una vittoria un passaggio certamente obbligato, quello della -oltretutto finta-attenzione al benessere delle vittime, da parte di chi vuole comunque continuare a lucrarci sopra. Un passaggio insidioso per il movimento di liberazione animale, ancor più dello sfruttamento conclamato, che potrebbe addirittura affrancare come eticamente accettabile il paradigma specista vigente.
    In ogni caso, penso che l’accaduto dimostri quanto l’industria della morte sia ora sulla difensiva rispetto alle offensive antispeciste, e stia cercando soluzioni accomodanti per non perdere i propri loschi affari! L’importante è continuare a battere sull’abolizione totale degli allevamenti, senza confondere le lotte per la liberazione con il mero riformismo.

    27 agosto, 2014
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  2. Roberto Contestabile ha scritto:

    La grande distribuzione di riflesso all’industria alimentare sta cercando furbamente, come è loro ottimamente fare (non dimentichiamoci che assumono fior di cervelloni nel loro sempre più avanzato settore marketing), di correre ai ripari con abili mosse e strategie blindate abbindolando (per non dire fregare) il consumatore medio che per un buon 90% è praticamente ignorante in materia e non sa neanche cosa sia la definizione “animalismo specismo” o peggio “sfruttamento animale”.
    Quel 10% li preoccupa molto!

    La cosa gravissima in cui i più credono è che queste “brave e gloriose” industrie siano non solo benefiche ma talmente all’avanguardia da permettersi di salvare e curare persone ed animali. Cioè dargli una fine gloriosa…

    Il cosiddetto “prodotto di marca” (vedi Nestlè con i suoi innumerevoli brand) occupa il 95% degli scaffali, secchi e freschi con joint venture talmente solide da far cadere qualsiasi boicottaggio.

    L’informazione (o meglio la NON informazione) è la loro principale arma ipnotica. Il loro slogan è: “bello e buono, e se poi ti ammala o uccide non è un problema nostro…ci penserà Big Pharma e qualcun’altro”.

    Ovviamente se neonati, bambini, adolescenti, adulti ed anziani guardano per innumerevoli ore al giorno tutti i giorni una scatola luminosa ipnotica quale è la tv…poco si può fare se non movimentare veramente un flusso di protesta dilagante.

    Utopia, solo utopia…ci vorranno anni e tanto duro lavoro d’ingegno prima che il forte potere delle corporazioni possa almeno scalare di un posto nella classifica di potere. I pretendenti sono poi sempre gli stessi: armi, farmaci, cibo…quindi non so cosa sia peggio.

    Una volta esisteva il biologico…che fine ha fatto e perchè?

    27 agosto, 2014
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  3. Paola Re ha scritto:

    Notizie del genere se ne sentono parecchie e se ne sentiranno sempre di più. Questa ha un’eco più vasta perché si tratta della Nestlè, un mostro capitalista che ha le mani ovunque, ma basta pensare alla carne bio, al latte bio, al formaggio bio… di tutti i giorni. Ci rifilano queste nefandezze facendoci sentire personcine buone perché abbiamo cuore nel scegliere il bio che fa tanto bene agli animali. Le aziende, piccole o grandi che siano, che prendono questa strada sono consapevoli che l’informazione sugli orrori del cibo animale sta dilagando, quindi corrono ai ripari con questo genere di soluzione: qualcuno non si lascia intortare ma molti cascano nell’imbroglio etico. A qualcuno dà soddisfazione trattare bene gli schiavi, dimenticandosi che, più si trattano bene, più a lungo sarà mantenuta la schiavitù.

    27 agosto, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Paola purtroppo la realtà è esattamente quella che descrivi tu.

      28 agosto, 2014
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