Via al processo Green Hill, prime rivelazioni: uccisi 6.000 Beagle in due anni e mezzo


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beagle gree hill - Via al processo Green Hill, prime rivelazioni: uccisi 6.000 Beagle in due anni e mezzo

Fonte: Blasting News

Il 29 ottobre 2014, ha preso il via il processo che vede sul banco degli imputati i gestori di Green Hill di Montichari (Brescia) e sono già emerse le prime sconcertanti verità. Sono 6000 i beagle uccisi in due anni e mezzo. Tra questi anche cuccioli affetti da una semplice dermatite, facilmente curabile. E proprio da questo particolare vi è il sospetto che gli animali venissero usati anche per testare prodotti cosmetici. Come si ricorderà la struttura è stata chiusa nel luglio 2012 dalla Procura di Brescia e posta sotto sequestro probatorio con l’accusa di maltrattamento di animali.  
Green Hill allevava beagle per la sperimentazione di medicinali, farmaci, detersivi, cosmetici, pesticidi e altre sostanze ed esportava gli animali destinati alla vivisezione in tutta Europa. All’epoca della chiusura furono salvati 2639 beagle. Tra essi molte mamme con cuccioli che trovarono casa in poche settimane.
Fu un’operazione senza precedenti per l’elevato numero di beagle salvati dalla casa degli orrori. I cani erano tenuti, fin dalla loro nascita, in piccole gabbie per uscirne solo per subire gli esperimenti e i test più disparati. Sul banco degli imputati il direttore e il veterinario dell’allevamento e i co-gestori di Green Hill 2001, della Marshall Farms Group, della Marshall Bioresources. Le parti civili del processo contro Green Hill sono Lav, Leal, Lega nazionale difesa del cane ed Enpa: escluse dal giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Brescia, l’Oipa Legambiente nazionale, e Lega Ambiente Lombardia. (fonte: Giornale di Brescia). L’Italia è l’unico paese che garantisce il diritto agli scienziati e ricercatori di obiettare sulla vivisezione. Sono sempre di più gli esperti che sostengono l’inutilità di testare sugli animali in quanto non necessariamente ciò che risulta non dannoso ad essi, non lo sia per l’uomo. Esistono numerosi metodi alternativi affermano gli scienziati, tra cui analisi chimiche, indagini statistiche, modelli informatici e gli organi bioartificiali, e persino microchip dal DNA e microcircuito con cellule umane per test in vitro. (…)

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