Veganzetta alle Giornate Resistenti il 25 aprile


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giornate resistenti 2013 - Veganzetta alle Giornate Resistenti il 25 aprile

La Veganzetta verrà distribuita in occasione della festa “Giornate Resistenti” edizione 2013 il 25 aprile a Villa Correr Pisani a Biadene di Montebelluna (TV).
Alle ore 15 inoltre sarà presentato il libro “Immaginare la società della decrescita” edito da Terra Nuova, presenti autori e autrice, vi invitiamo tutte/i a partecipare.

Veganzetta alle Giornate Resistenti 2013
Giovedì 25 aprile
Villa Correr Pisani
Via Aglaia Anassilide, 10
Montebelluna (TV)
Ore 15: presentazione libro “Immaginare la società della decrescita”

AGGIORNAMENTO: Alle ore 13, pranzo vegano su prenotazione presso gli organizzatori, a 10 euro. Per il programma completo delle GIORNATE RESISTENTI: www.globalproject.info/it/produzioni/montebelluna-tv-giornate-resistenti-2013/14062
Campagne per gli animali si occuperà di fornire un pranzo vegano a chi ne fa esplicita richiesta su prenotazione.

Download volantino

 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/ljrSC

Un commento

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    A PROPOSITO DI LIBERAZIONE ANIMALE, NEL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DAL
    FASCISMO

    Sempre più spesso si sente parlare di liberazione animale. Sempre
    più persone stanno acquisendo nel proprio vocabolario questa
    espressione, che, nell’essere ripetuta più e più volte, spesso a
    sproposito, può perdere il suo incisivo e reale significato.

    La parola ‘liberazione’ evoca nella propria etimologia il termine
    libertà; probabilmente uno dei valori più importanti della società
    umana. Chiunque si consideri in qualche modo libero o che riconosca
    l’importanza di una lotta per la propria libertà o per quella
    collettiva, vede in questo valore uno dei capisaldi di qualsiasi
    società evoluta.

    Eppure non solo l’essere umano è in grado di creare gabbie e sbarre
    per i propri simili, siano esse concrete come le mura di una prigione,
    il filo spinato di un CIE, o impalpabili come quelle alimentate da una
    visione distorta, retrograda e non paritaria della struttura della
    società umana stessa, ma pone in una condizione di schiavitù, di
    privazione forzata della libertà, miliardi di individui ogni anno, in
    ogni parte del mondo.

    Individui privati di un diritto riconosciuto inalienabile in una
    società evoluta, per una discriminazione basata sulla differenza di
    specie.

    Eppure, amiamo la libertà in quanto componente della società umana,
    o amiamo la libertà in quanto tale, in quanto valore altissimo e
    nobile, per il cui ottenimento è lecito lottare e mettersi in gioco
    in prima persona fino all’ultimo?

    La libertà resta libertà, nel modo in cui può essere vissuta da un
    essere umano così come da un qualsiasi altro individuo di un’altra
    specie. Anzi, forse è solo l’essere umano a fare un uso perverso
    della propria libertà, utilizzandola per andare a privare gli altri,
    suoi simili e non, di tale preziosa ricchezza.

    L’amore per la libertà non deve quindi conoscere distinzioni. Non si
    può amare la libertà per un gruppo di individui, mentre si è
    responsabili della schiavitù di altri individui, soggiogati,
    sfruttati e uccisi perchè appartenenti ad una diversa specie.

    Inoltre, nell’espressione “liberazione animale” esiste quell’altra
    componente, ‘animale’, così banale eppure così profonda.

    Non siamo forse tutti animali? Non è l’essere umano un animale
    anch’esso, che cresce, nutre, accudisce i propri piccoli, per poi
    spingerli nel mondo, con la speranza che possano godere della luce del
    sole, del meglio che questo mondo possa offrire, della tanto amata
    libertà?

    Cosa ci renderebbe diversi dalle altre specie? La capacità di
    prevaricare gli altri, la capacità di sottomettere e svilire i nostri
    simili o gli appartenenti alle altre specie? E se la peculiarità
    dell’essere umano fosse quella di saper cercare il bene dei propri
    simili, così come delle altre specie, la libertà degli individui e
    della collettività, non sarebbe forse un mondo migliore?

    Eppure anche oggi, 25 aprile 2013, mentre rivendichiamo il grido di
    libertà di chi si è immolato per la fine della dittatura fascista,
    mentre rilanciamo il desiderio di lottare contro le ingiustizie e le
    discriminazioni che ancora serpeggiano all’interno della società
    umana, miliardi di individui si trovano in prigionia, sfruttati e
    uccisi, mercificati ad uso e consumo umano.

    E allo stesso tempo, mentre molte persone prendono confidenza con gli
    aspetti, talvolta i più superficiali e immediati, del concetto di
    “liberazione animale”, c’è chi vorrebbe vedere il dono della
    libertà solo per gli schiavi non umani, non curandosi affatto della
    violenza, dell’oppressione, delle gabbie che cingono e costringono
    molti animali umani, sotto varie forme, tutte modellate dal più
    maligno autoritarismo, un concentrato di feroce prevaricazione.

    Per questo, chi vuole la liberazione, chi vuole la libertà, non può
    volere il fascismo. Perchè il fascismo è per definizione dittatura,
    coercizione, violenza, sopruso; il fascismo è la non-libertà.

    Il fascismo è la negazione di tutto ciò che è vita, tutto ciò che
    è il naturale, istintivo desiderio, di ogni animale, umano o non
    umano che sia, di essere libero.

    Il fascismo non è un’idea. Il fascismo non è un’opinione. E’ la
    negazione di tutte le idee e di tutte le opinioni. Un non-dialogo in
    cui le battute sono già sistematicamente predisposte e scritte, senza
    libertà alcuna per voci al di fuori dal coro. Una gabbia di ferro per
    una società assoggettata, schiavizzata, in cui anche il solo
    desiderio di libertà, per sé o per altri individui, non è
    contemplabile.

    La lotta per la liberazione animale non è una lotta che parte
    dall’amore per gli animali. E’ una lotta che parte dall’amore per la
    libertà, per tutte le specie, umani e non umani.

    A prescindere dall’etnia, dal genere, dall’orientamento sessuale o
    dalla specie di appartenenza, tutti noi, individui che popoliamo e
    condividiamo questo Pianeta, vogliamo la libertà. Una libertà che
    può esistere solo nel momento in cui si consente agli altri di essere
    liberi. Per questo non devono esistere più gabbie e non devono
    esistere più schiavi.

    Chi ama la libertà non può amare il fascismo.

    Liberazione animale è liberazione umana; liberazione umana è
    liberazione animale.

    Per la libertà, oggi e sempre.

    Antispecisti Libertari Brescia

    26 aprile, 2013
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