Un mondo sbagliato

un-mondo-sbagliato.gifEsce in libreria, ed è disponibile anche sul sito di Oltre la specie (www.oltrelaspecie.org) un libro che riteniamo essenziale per il progredire della filosofia antispecista. Finalmente anche in italiano Un mondo sbagliato, l’ultima fatica dell’americano Jim Mason. Da leggere e da far leggere.

Non siamo stati condannati,
se non da noi stessi, a diventare quel che siamo. La sete di dominio non è nel nostro codice genetico.


Quella di Mason è l’analisi delle radici storiche e culturali della credenza occidentale secondo cui Dio avrebbe conferito all’uomo il dominio assoluto sull’intero creato.
La riduzione in schiavitù degli animali a fini bellici o per l’allevamento operata dalle società  basate sull’agricoltura ha lacerato l’antico legame e il senso di fratellanza che l’uomo ha da sempre provato nei confronti degli altri animali, permettendo così la nascita di una cultura alienata dalla natura. Si è così alterato profondamente il nostro rapporto con essa, con noi stessi e soprattutto quello con gli altri animali, di cui abbiamo bisogno «come compagni, come stimolatori di empatia e di cura, come strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente e come parenti che ci ricordino la nostra vicinanza al resto del mondo vivente».
L’autore ci presenta il conto che tale isolazionismo ha comportato in termini di perdita di consapevolezza, di capacità  di ispettare la natura e di volontà  di controllare le nostre derive distruttive: è proprio il nostro modo di vedere e considerare gli animali che sta alla base dell’attuale crisi ambientale e della relazione tra questa e le altre forme di oppressione sociale: la guerra, la violenza

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5 Commenti

  1. Violet ha scritto:

    Ho appena terminato la lettura del libro di Mason.
    Fino al penultimo capitolo ho veramente pensato d’essere di fronte ad un’altra pietra miliare della battaglia antispecista ma…l’ultimo capitolo..! Quello dove cuore e mente convogliavano tutte le energie e gli entusiasmi per poter leggere finalmente declinate nero su bianco le azioni, conseguenti alle considerazioni, le rivoluzioni, interiori e sociali che ne
    derivano…tutto quello che trovo da leggere è la parola “fratellanza”..?!? Bene, ottima parola, anche se a mio gusto avrei preferito che so, rispetto e considerazione, condivisione della terra, desiderio e volontà  di conoscere altri sguardi sul mondo ed altre competenze…. -fratellanza ha comunque un configurazione e dunque una posizione dello sguardo “umana”- e va beh, ma siamo ancora nel dominio delle -belle- definizioni. PAROLE che, se non sono vuote, e quelle di Mason certo non lo sono, dai loro densi contenuti fanno scaturire una cascata di AZIONI. Modo di essere versus modo di vivere=agire. E invece..?
    Un flop incredibile! Dunque non ho letto una pietra miliare della battaglia antispecista, peccato.
    Ma un ottima, veramente ottima, ricostruzione psico-antropologica della storia dell’alienazione umana dalla sua limpida natura. Un’ottima lettura di tutte le nefaste connessioni e conseguenze. Anche molte immagini di rimbalzo interessanti, p.es.sul senso del tempo e della storia, sembra quasi che l’attenzione interiore e la cura sviluppino innumerevoli contatti mentre una volta assunto uno sguardo ed una posizione di dominio esteriore…la storia si blocchi in un interminabile ripetizione in infinite variabili dello stesso -orribile- tema. Come dire che una volta fratturati dentro non produciamo altro che morte.
    Mi ha consolata, e non poco, però la lettura della bellissima postfazione di Massimo Filippi, assai più intensa, determinata ed efficace dello sbiadito capitolo nono.

    17 agosto, 2007
    Rispondi
  2. Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Violet,

    La tua osservazione sulla conclusione del libro è di certo interessante, ritengo utile che sia lo stesso Filippi a risponderti in merito, provvederò a segnalargli il tuo commento.

    A questo proposito segnalo l’articolo NON MALVAGIO MA SBAGLIATO che potrà  di sicuro interessare

    Adriano

    21 agosto, 2007
    Rispondi
  3. Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Violet,

    come promesso eccoti il commento di Massimo Filippi:

    ———

    beh, concordo che l’ultimo capitolo del libro di Mason è certamente il meno interessante. Tuttavia, non credo che questo annulli completamente il valore della (innegabile) componente antispecista del libro. Non ritengo, infine, che fratellanza sia declinabile solo in senso intraumano, anche se questo è ciò che si è verificato nel passato. Anzi, elaborare il concetto di fratellanza in un’ottica antispecista, arricchendo la “sterilità ” della posizione dei diritti animali e allontanandosi dall’idea che umani e nonumani debbano vivere nel segno della completa non-interferenza reciproca, possa costitire la base per lo sviluppo di un’etica interspecifica basata sulla vulnerabilità  dei corpi, come ho cercato di argomentare nella postfazione. Ovviamente, ringrazio per l’apprezzamento a questa accordato.

    Un caro saluto.

    Massimo

    21 agosto, 2007
    Rispondi
  4. Violet ha scritto:

    Grazie Massimo per la tua risposta.
    Non intendevo affermare che il valore antispecista del libro fosse annullato dal nono capitolo ma solo esprimere una forte delusione sulla scelta di non declinare le possibili azioni conseguenti a tanta incalzante argomentazione.
    Sulla fratellanza…ben venga una rielaborazione del concetto se può contribuire allo sviluppo di una più sensibile etica interspecifica !
    (continuo però, in merito al capitolo nono, a preferire la tua postfazione…).

    21 agosto, 2007
    Rispondi
  5. Bruno ha scritto:

    immagino che diversi di noi, abbiano un orto e magari i più fortunati un giardino di cui si prendono amorevole cura, pur nella fatica quotidiana. Ebbene il senso del “dominio” dell’uomo sul creato, sta nel come, come il Padre, con Amore. Bella differenza

    17 luglio, 2009
    Rispondi

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